Via delle Tonnare di andata

Dettaglio

In che senso, direte voi, “tonnare di andata”?

Sono delle tonnare, certo, antichi stabilimenti in cui nei secoli passati avveniva la mattanza, ossia l’ultima fase della cattura dei tonni. Perché “di andata”?

Per capirlo dobbiamo metterci nei panni dei tonni e seguirli nel loro viaggio intorno alla Sicilia. Questi pesci, che vivono nell’Atlantico, nel periodo in cui devono fecondare le uova attraversano lo stretto di Gibilterra ed entrano nel Mediterraneo, attratti dal calore delle sue acque. I tonni fanno dunque un vero e proprio giro dell’isola, prima di tornare nelle fredde acque dell’Oceano.

Le tonnare di andata sono dunque le prime in cui arriva il tonno dall’Atlantico, poiché si trovano nel nord della Sicilia. I pesci poi, passando da Messina, scendono a sud-est, tra Giugno e Agosto, prima di ritornare verso l’Oceano. In questo tragitto venivano attratti nelle “tonnare di ritorno”, nella Sicilia sud-orientale.

Siete pronti a seguire i tonni nel loro antico e pericoloso viaggio tra panorami mozzafiato e splendidi borghi marinari?  Partiamo.

Mare, mare, ovunque mare, a perdita d’occhio: siamo sull’isola di Favignana. Partiamo subito dalla tonnara più famosa tra quelle occidentali (e tra le più grandi dell’intero Mediterraneo): l’Ex stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica. Qui, nel 2007, si è svolta l’ultima mattanza di Sicilia. Lo stabilimento è perfettamente ristrutturato e rappresenta uno splendido esempio di archeologia industriale. Al suo interno v’è allestito un museo con sale multimediali, testimonianze video sulla mattanza, e un antiquarium con reperti archeologici ritrovati nell’arcipelago delle Egadi. Impossibile andare via dall’isola senza aver assaggiato il tonno: che sia lavorato (sott’olio, bottarga, buzzonaglia) o fresco (piatti, panini, addirittura kebab!). 

Torniamo ora sulla terraferma (si fa per dire) e fermiamoci alla tonnara di San Cusumano, un complesso industriale formato dalle antiche tonnare riunite di San Giuliano e San Cusumano, sul lungomare di Trapani. L’impianto di Punta Tipa rappresenta la prima realizzazione di tonnara della Sicilia occidentale. Da qui spostiamoci di qualche chilometro più a nord per arrivare ad un altro luogo simbolo della mattanza: la tonnara di Bonagia, a Valderice.  Lo stabilimento si affaccia su un incantevole porticciolo, nel golfo omonimo. La torre della tonnara è oggi un Museo e conserva varie testimonianze del passato. Godetevi il panorama su questo mare che odora d’antico: qui, tra Bonagia e Pizzolungo, secondo alcuni, sarebbe morto il mitico Anchise, padre di Enea. 

Rimettiamoci in marcia e puntiamo ancora verso nord, verso la Tonnara del Secco, a San Vito lo Capo. Questa tonnara è talmente affascinante per posizione e struttura che è stata scelta più volte come set cinematografico per varie fiction, tra cui alcune scene de Il commissario Montalbano. A San Vito lo Capo avrete inoltre l’opportunità di bagnarvi nelle  famose e cristalline acque delle sue spiagge e di perdervi tra i numerosi locali e ristoranti. Non potete andar via senza aver assaggiato un piatto tipico di questa località, che fa da ponte tra le differenti civiltà del Mediterraneo: il cous cous

Ben rifocillati, continuiamo a seguire la migrazione dei tonni. Andiamo dunque verso est e fermiamoci in una delle più importanti e antiche tonnare di Sicilia: la tonnara di Scopello. Affacciata sui famosissimi faraglioni, la sua spettacolare posizione vi lascerà senza fiato. Se avete voglia di camminare in mezzo alla natura, sospesi sulle acque blu del Tirreno, sia da San Vito lo Capo che da  Scopello è possibile accedere alla Riserva naturale dello Zingaro.

Adesso spostiamoci verso il centro del golfo di Castellammare, su cui domina l’antica Tonnara di Magazzinazzi. Un edificio imponente, in cui oggi sono esposte le attrezzature, le reti e le imbarcazioni che per anni hanno alimentato la secolare tradizione della mattanza. Qui potrete godere anche di splendide spiagge sabbiose su cui rilassarvi. 

Da qui giungiamo alle ultime tappe di questo itinerario: alla tonnara dell’Orsa, innanzitutto, a Cinisi, tornata recentemente agli antichi splendori. Al suo interno ospita un centro culturale e il museo del mare. Degna di nota è la Torre, edificio militare di difesa costiera che faceva parte del sistema di torri costiere di avvistamento della Sicilia. E parlando di torri giungiamo a Mondello: sì perché la sua famosa torre altro non è se non il presidio di difesa militare dell’antica tonnara (ormai scomparsa). Mondello non ha sicuramente bisogno di presentazioni: godetevi il mare, i bagni di folla, la frittura di pesce. 

I tonni continueranno il loro percorso verso est. Se avrete ancora voglia di inseguirli, dovrete passare dalle tonnare di ritorno, nel sud-est della Sicilia.

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