Guardare il mare da sotto la pinnata di un dammuso è solo il primo dei motivi per cui andare a Pantelleria e dormire in una di queste antiche unità abitative, fatte di pietra lavica murata a secco, essenziali nell’ aspetto e ricche di storia e tradizione, è una vera full immersion nello spirito dell’isola

Quest’isola ha un carattere piuttosto serio, quasi austero. Non si è imbellettata con muri bianchissimi e variopinte bouganville, anzi, il suo colore è il nero elegante e discreto della pietra lavica. Pantelleria non ha bisogno di mettersi in mostra, sta a noi scoprire le sue bellezze e conoscere il suo cuore.

1 – Mare

La bellezza dei fondali, la trasparenza delle acque e gli scogli lisci su cui stendersi, ci daranno il relax che cerchiamo al sole. Angoli più nascosti e suggestivi li troviamo lungo le discese della Martingana, della Balata dei Turchi, del Faraglione e dell‘Arco dell’Elefante.

Obbligatorio il giro dell’isola in barca per godere delle insenature e approdi naturali con spiaggette di ciottoli e di ghiaia finissima lì dove la costa estremamente frastagliata non permette di accedervi via terra.

2 – Enoturismo

Pantelleria è anche buon vino! La vite ad alberello di uva zibibbo è patrimonio dell’umanità (Novembre 2014). E’ la prima volta che nel mondo una pratica agricola viene inserita nella lista del patrimonio UNESCO Sicilia

La visita alle numerose cantine, tra i vitigni con le tipiche viti ad alberello e gli eventi annuali che celebrano il vino e il famoso Passito di Pantelleria ci fanno immergere nella più antica tradizione pantesca, nella sua cultura e tra i suoi sapori.

Vigneto Pantesco – Ph. Comune di Pantelleria

3 – Archeologia

Fin dall’epoca preistorica, Pantelleria è stata meta di commercio per la presenza di ossidiana, oltre che per la sua centralità nel Mediterraneo. L’insediamento umano più antico, che risale a circa 5000 anni fa, è il popolo dei Sesi, una comunità di contadini e pescatori.

A tutt’oggi è possibile visitare le capanne dell’antico villaggio di Mursia e, attraversando il muro di cinta, scopriamo uno dei siti più rilevanti dell’intero bacino del Mediterraneo, la necropoli dei Sesi. A San Marco e Santa Teresa visitiamo l’acropoli punico-romana, i resti dell’antica capitale dell’isola, fondata da Cartagine nella seconda metà del XIII secolo A.C. e conquistata dai romani durante le guerre puniche: il foro, la cinta muraria, gli edifici pubblici e le cisterne per il fabbisogno idrico rivestite in cocciopesto. Qui ci sono stati importanti ritrovamenti: tra questi i tre ritratti Imperiali – Cesare, Antonia Minore e Tito – esposti presso il Castello di Pantelleria.

ph. Comune di Pantelleria

4 – Diving

Gli stupefacenti fondali dell’isola la rendono paradiso per i sub! L’origine vulcanica ha conferito all’isola il suo cromatismo scuro e spigoloso. La mancanza di sabbia nei bassi fondali permette, infatti, una grande visibilità rendendo l’immersione un momento magico.

ph. Comune di Pantelleria

Splendide pareti, maestosi strapiombi che si perdono nel blu intenso delle profondità marine, secche dai colori sgargianti e una grande concentrazione di pesce che fin dai primi metri riesce ad avvolgerci. Gli appassionati di fotografia subacquea e archeologia preferiranno il sito di Cala Gadir che deriva dall’arabo e significa conca d’acqua. Affascinante è il percorso subacqueo perchè nei fondali troviamo resti di anfore puniche e romane provenienti da due relitti del III e II secolo a.C.

5 – Trekking e mountain bike

150 km di percorsi che si snodano su tutto il territorio ci offrono punti di vista esclusivi sulla bellezza naturalistico-paesaggistica: trekking o mountain bike per scoprire la biodiversità dell’isola.

Spaziamo dalle zone costiere all’entroterra fino al Parco della Montagna Grande. Suggestioni di boschi, vigneti, uliveti e terrazzamenti coltivati a capperi tutti panteschi!

ph. Comune di Pantelleria

ph. Comune di Pantelleria

6 –  Termalismo

Una spa a cielo aperto? Qui esiste: lo Specchio di Venere! C’è un punto, dalla strada sulla collina, in cui possiamo godere della vista della montagna del lago e del mare contemporaneamente. Lo specchio di Venere è uno dei luoghi più suggestivi di Pantelleria, accogliente e selvaggio al tempo stesso, acqua dolce bollente coccola e porta via la salsedine dopo il bagno nel blu scurissimo del mare. L’acqua del lago, riducendosi, lascia a secco la parte marginale dove si crea il fango misto a zolfo: rilassiamoci con questa cura terapeutica! Cospargiamoci il fango in tutto il tuo corpo, lasciamolo essiccare e aspettiamo il risultato!

Lago di Venere – Ph. Massimo Calcagno

Qui nessuna struttura, niente sdraio o ombrelloni, solo un chiosco ben nascosto. Un angolo di natura incontaminata a solo un’ora di aereo da Roma o Milano…

Una grandissima piscina termale dove, anche in autunno, possiamo fare il bagno insieme ai fenicotteri.

L’isola di origine vulcanica crea l’ambiente ricco di risorse naturali: fenomeni di vulcanismo secondario come soffioni, acque calde e sorgenti termali.

Tra le località termali più importanti Cala Nikà, a sud-ovest dell’isola con diverse sorgenti d’acqua calda. La grotta di Sàtaria è ideale per rilassarsi e curare reumatismi e artriti.
Prepariamoci psicologicamente per le Terme di Gadir! Qui l’acqua raggiunge la temperatura di 60 gradi centigradi. Sono vere e proprie vasche termali direttamente nel mare.

Terme di Gàdir – Ph. Comune di Pantelleria

7 –  Turismo rurale

Il dammuso è un protagonista della vacanza a Pantelleria! Gli elementi che caratterizzano queste costruzioni hanno tutti una funzione specifica. Il dammuso nasce come elemento rurale tenendo conto delle peculiarità dell’isola: il vento, il caldo e la scarsità di piogge.

I tetti a cupola servono per convogliare l’acqua piovana nelle cisterne, gli spessi muri garantiscono invece l’isolamento termico. Spesso, oltre al dammuso, c’è un altro elemento rurale, il cosiddetto jardinu: una porzione di terreno circolare delimitata da muri in pietra lavica dentro la quale si coltivano alberi da frutto protetti, grazie alle alte mura, dall’incessante vento che batte l’isola.

Dammuso – Ph. Comune di Pantelleria

8 – Gastronomia

La gastronomia pantesca risente degli apporti dei vari popoli che hanno dominato l’isola. Da provare i delicati ravioli amari, ripieni di ricotta e foglie di menta ed il profumato pesto pantesco, condimento a base di pomodoro crudo, olio d’oliva, aglio, basilico e peperoncino, usato indifferentemente per condire la pasta o accompagnare pesce arrosto o carne lessa.

Dalla vicina Africa arriva il couscous di pesce sempre accompagnato da una varietà di verdure e legumi, in genere servito come piatto unico. Dall’oriente proviene il tradizionale dolce pasquale: il cannateddro.

Dalla tradizione araba i mustazzola: una semplice sfoglia ripiena di un impasto di semola, miele o vino cotto, cannella, scorza d’arancia candita ed altre spezie. Da gustare i ravioli dolci ripieni di ricotta zuccherata e cannella, gli sfinci una sorta di frittelle ricoperte di miele, i cassateddri e i pasticciotti.

E sapete chi è il re dell’isola? Il cappero! Riconosciuto marchio IGP, coltivato in appositi terrazzamenti, fatti con i muri a secco che caratterizzano in modo inconfondibile l’isola. Viene raccolto tra maggio e settembre e conservato rigorosamente al sale marino. Una delizia!

La raccolta dei capperi - Ph Mannarano

La raccolta dei capperi – Ph Mannarano

9 – Pescaturismo

La pescaturismo è un’esperienza imperdibile, le escursioni prevedono solitamente l’uscita in mare con una barca attrezzata per la pesca costiera, in compagnia di un equipaggio di veri pescatori. Nell’arco di una giornata scopriamo le varie tecniche di pesca al bolentino, con le nasse e la traina. E’ certo che alla fine della giornata ci sentiremo arricchiti di nuove emozioni!

ph. Comune di Pantelleria

10 – Tradizioni folkloristiche

Pantelleria è bella da vivere anche d’inverno. Il Carnevale ha una durata di 3 mesi, complessivamente sette sere di danze. Si balla in ogni circolo una volta a settimana in serate diverse e culminando il giorno di martedì grasso con la sfilata di carri e maschere a tema. La tradizione è ancora molto sentita nelle contrade dove si balla fino alle prime luci dell’alba. I circoli rappresentano tuttora una presenza costante nelle contrade dell’isola nonché nella vita degli isolani come luoghi di convivialità e divertimento.

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