Trapani, con la sua la forma a falce, dal greco Drepanon, gode di una posizione geografica invidiabile: tra due mari, ai piedi del Monte Erice, vicino Selinunte, di fronte le splendide Isole Egadi e le famose Saline.
Passeggiando nel suo centro storico sono subito evidenti le varie stratificazioni culturali che, nei secoli e attraverso le tante dominazioni, hanno lasciato testimonianze di valore architettonico, artistico e monumentale. Le strade più antiche e caratteristiche della città sono Via Garibaldi, Corso Italia e Corso Vittorio Emanuele.

Ecco 10 attrazioni da non perdere!

  1. La Torre di Ligny

Costruita durante la dominazione spagnola per la difesa dalle incursioni, la Torre di Ligny è uno dei simboli della città. Si trova all’estremità della costa occidentale e ci regala una vista mozzafiato tra il Canale di Sicilia e il Mar Tirreno. Usata dalla Marina Militare come postazione antiaerea durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi ospita il Museo Civico della Preistoria e una sala archeologica marina che conserva persino un elmo ritrovato nei fondali della città.

  1. La Torre dell’Orologio

In pieno centro storico, su una delle vecchie torri di avvistamento, la Torre dell’Orologio è la porta più antica della città. Sulla facciata presenta uno dei più antichi orologi astronomici d’Europa risalente al 1596 che presenta una rara particolarità.  L’orologio ha infatti due quadranti circolari: quello del Sole con le lancette che, al posto di indicare l’ora, indicano i segni dello zodiaco, i solstizi, gli equinozi, le stagioni e i punti cardinali, e il quadrante del Lunario che segna invece le fasi lunari.

  1. I Misteri della Chiesa del Purgatorio

La settecentesca Chiesa del Purgatorio custodisce i “Misteri”, 20 gruppi scultorei realizzati da artigiani trapanesi che raccontano la Passione di Cristo.
Da questa chiesa, di origine spagnola, ogni Venerdì Santo parte una delle più antiche manifestazioni religiose d’Italia: la processione dei Misteri. I venti capolavori vengono portati lungo le vie della Città. L’imponente processione si snoda per le vie cittadine, nell’arco di 24 ore, in un emozionante insieme di religiosità, suoni, luci e colori. I gruppi addobbati con preziosi ornamenti e composizioni floreali, vengono portati a spalla dai “Massari”, che con la annacata imprimono ai gruppi sacri un movimento che segue la cadenza delle note delle bande musicali.

  1. La Fontana di Saturno

Nella piazzetta della Chiesa di Sant’Agostino, sorge la Fontana barocca di Saturno. Costruita nel 1342 per volere dei Chiaramonte e arricchita con la statua di Saturno, il mitico fondatore di Trapani, è stata tra le prime fontane realizzate per distribuire l’acqua, proveniente dalle falde del Monte Erice, fino alle case del centro abitato.

  1. La Chiesa di Sant’Agostino

Si tratta di una delle più antiche chiese trapanesi, l’ex Cappella dei Templari, costruita vicino alla cinta muraria medievale. Inizialmente dedicata a San Giovanni Battista, fu poi affidata, sotto il I Regno di Federico III, agli agostiniani, che vi fondarono il loro convento. Presenta una facciata gotica a capanna, un ampio rosone composto da archetti intrecciati e un’abside poligonale. Oggi è sede di convegni e rappresentazioni laiche.

  1. La Cattedrale di San Lorenzo Martire

In pieno centro storico troviamo la Cattedrale di San Lorenzo Martire, conosciuta anche come Duomo di Trapani. Fu eretta nel 1102 come cappella annessa del Consolato dei Genovesi e poi rinnovata nel 1639 su progetto dell’architetto Bonaventura Certo. La facciata principale della chiesa è caratterizzata da una loggia in arenaria che eleva la Chiesa rispetto al piano del prospetto. L’impianto è a basilica a croce latina, le tre navate sono definite da sei colonne ciascuna e collegate da archi soprastanti.

  1. Villa Margherita

È un parco urbano risalente all’Unità d’Italia, aperto al pubblico dal 1889 e dedicato alla Regina Margherita di Savoia, da cui prende il nome. Tra alberi secolari, panchine, colonne con capitello dorico e busti in marmo, attira la nostra attenzione una voliera con diverse specie di uccelli, galli cedroni e pappagalli. Soffermiamoci attorno alla frescura di un laghetto con piante acquatiche e subtropicali, anatre, oche, cigni neri e bianchi. Il Parco è anche sede di un teatro lirico all’aperto in cui ogni estate si intrattengono piacevoli rappresentazioni musicali.

  1. Il Museo Pepoli

Il conte Agostino Sieri Pepoli, mecenate trapanese, nel 1906 fondò il Museo Pepoli nel trecentesco ex convento dei Padri Carmelitani , attiguo al Santuario di Maria SS. Annunziata.
Ospita una raccolta di opere d’arte siciliane dal XIII al XIX secolo, tra cui sculture della scuola del Gagini e collezioni di arti figurative e decorative del territorio, presepi dell’artigianato trapanese, caratterizzati dalla manifattura in legno, tela e colla; oreficeria, con gioielli appartenenti al tesoro della Madonna di Trapani, argenti della tradizione trapanese e alcune pregevolissime opere in corallo, la cui preziosa pietra aveva a Trapani un importante centro di produzione e lavorazione; inoltre paramenti sacri, abiti d’epoca appartenuti alla nobiltà trapanese, maioliche e cimeli del Risorgimento.
Nel Santuario è conservata la statua marmorea della Madonna di Trapani, opera di Nino Pisano della metà del XIV secolo.

  1. Le Saline di Marsala e Mozia

Da Trapani, in circa mezz’ora di auto, raggiungiamo uno dei posti più incredibili al mondo. Ecco Mozia, l’isola museo! Un suggestivo tuffo nel passato dei naviganti fenici e dei coloni greci.
L’isola si raggiunge in barca facendo un breve giro nella laguna più grande della Sicilia, cullati dal lieve dondolio e dalle chiacchiere del barcaiolo. Stiamo navigando le acque dello Stagnone, che insieme alle sue isole fa parte della Riserva naturale orientata Isole dello Stagnone di Marsala. L’imbarcadero è attiguo alle Saline vicino Marsala, a circa 30 km da Trapani, ed è di per sé un posto unico che vale la pena visitare.

Qui l’uomo, grazie all’armonia tra mare, vento e sole, nei secoli ha creato le famose saline, un insieme di vasche, canali, bagli e mulini a vento dove oggi uccelli stanziali e migratori trovano riparo.

Sulla “via del sale” non perderti uno dei tramonti più belli del Mediterraneo. Un’esperienza a cui gli sportivi non possono proprio rinunciare, è pedalare tra le Saline di Sicilia.

Scopri in provincia di Trapani Scopello, San Vito Lo Capo, Marsala e dintorni.

  1. I sapori del Trapanese

Tra i prodotti tipici c’è il gambero rosso di Mazara del Vallo, àmmaru russu in siciliano, pescato nelle acque del Mediterraneo.

Nella Valle del Belice si produce la vastedda, tipico formaggio leggero e facilmente digeribile che ha ottenuto la denominazione d’origine protetta dall’Unione Europea.

Il pane nero di Castelvetrano è cotto in forno a legna ed ha la parte superiore color caffè e giallo dorato nella parte interna. Il colore nero deriva dall’unione di diversi tipi di farina, ricavata da grano e frumento locale. Assolutamente da provare!

Il sale marino di Trapani porta il marchio IGP, è presidio Slow Food ed è famoso nel mondo! Ancora oggi viene prodotto secondo gli antichi procedimenti artigianali che prevedono una lavorazione della durata di 5-6 mesi e la raccolta durante il periodo estivo. Si produce in gran parte all’interno della Riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco, offrendoci un panorama suggestivo con mulini a vento, piramidi di sale e fenicotteri rosa.

La storia dell’Olio e del Vino in Sicilia passa anche da Trapani. Prodotti d’eccellenza sono le due varietà di Olio Extravergine Valle del Belice Dop e Valli Trapanesi Dop, e i vini Alcamo, Marsala e Contessa Entellina, prodotti tra la provincia di Trapani e Palermo.

L’aglio rosso di Nubia è famoso per l’intenso colore rosso porpora nella parte esterna: è il protagonista di uno dei piatti più famosi a Trapani, a pasta cu l’agghia.

Dalle coste dell’Africa Settentrionale, il vento di scirocco ha portato sui nostri piatti il cous cous, la notissima semola di frumento grezza che si unisce a succulente zuppe di pesce, di legumi o di carni varie. San Vito è sede del Couscous Fest, festival internazionale dedicato a questo piatto e all’incontro tra le culture.

Il cappero di Pantelleria viene raccolto tra maggio e settembre e tenuto sotto sale per una ventina di giorni: dona ai piatti un sapore intenso e inconfondibile. Uno dei piatti tipici in cui viene usato è l’irresistibile caponata di melanzane.

Condividi questo contenuto!