Perla “nera” di rara bellezza, isola mediterranea elegante, misteriosa e selvaggia. A tratti ruvida e austera. Pantelleria è più vicina all’Africa che alla Sicilia, ma di quest’ultima ne rappresenta, senz’ombra di dubbio, uno dei suoi volti più affascinanti e irresistibili.

Ecco 10 cose da non perdere se visiti l’isola!

 

  1. Passeggiata sul lungomare

Una volta giunti a Pantelleria da Trapani, in volo o per mare, approfittiamo per un giro di perlustrazione del centro abitato a nord dell’isola.

Immergersi nelle viuzze più antiche, strette e lastricate di ciottoli, è l’inizio di un viaggio in cui il nostro cuore batterà con un ritmo nuovo, quello lento e rilassato dell’atmosfera pantesca. 

I mercatini lungo la strada mettono in bella mostra prodotti artigianali, pittoreschi e colorati. Nei pressi del porto vecchio, notiamo subito le barchette di legno dipinte di azzurro che ci salutano con il loro dondolio. 

Già si respira nell’aria una bellezza senza tempo, esotica ma allo stesso tempo familiare, antica. Mentre passeggiamo sul lungomare la nostra attenzione viene subito catturata dai due edifici più simbolici.

 

  1. Il Castello di Pantelleria

Nelle vicinanze del Vecchio Porto, affacciato su Piazzale Almanza e via Borgo Italia, il Castello Barbacane (così chiamato per via di un equivoco) ci intriga con il suo imponente carisma. 

Interamente costruito con pietra lavica, fu edificato in epoca bizantina, ma risulta difficile stabilire con esattezza la sua origine. Quel che è certo è che fu punto nevralgico dell’avvicendamento storico-politico dell’isola.

 Quando i Normanni approdarono sull’isola costruirono un Donjon (la tipica struttura difensiva costituita da una torre fortificata), al cui interno una croce incisa nella pietra rappresentò il primo simbolo di fede cristiana dopo tre secoli di dominazione araba.

La sua più sensibile svolta strutturale si ebbe quando nel 1535 Carlo V ordinò la costruzione di 37 torri sparse per tutto il territorio siciliano, inclusa l’isola di Pantelleria, per contrastare le incursioni nemiche. Per suo volere la struttura della fortezza fu ulteriormente potenziata.

Sotto la dominazione spagnola, parte del Castello divenne carcere. Sappiamo che fu oggetto di interesse anche per Ferdinando IV di Borbone, come testimonia la torre campanaria con l’orologio, la cui costruzione viene attribuita proprio al sovrano di Sicilia. 

Visitiamo l’interno per accedere alle vecchie segrete del castello e alla torre circolare. 

Non dimentichiamo di goderci la magnifica vista che si affaccia sul porto!

 

  1. La Chiesa Madre SS Salvatore

Già dalla prima occhiata, capiamo di trovarci al cospetto di un luogo di culto unico nel suo genere. In effetti l’aspetto della Chiesa Madre del Santissimo Salvatore ha molto poco a che vedere con l’architettura che contraddistingue le chiese siciliane. 

La “Matrice” (come la chiamano gli stessi abitanti) è ciò che più incarna la definizione di “chiesa moderna” e costituisce un tentativo ben riuscito di connettere gli elementi architettonici e naturali presenti sull’isola con quelli cristiani. La sua estetica richiama i dammusi, le antiche abitazioni rurali pantesche, mentre il colore predominante è un blu chiaro, che richiama il colore del mare che circonda l’isola di Pantelleria. 

Lungo tutta la facciata della Chiesa spiccano delle curiose forature simmetriche. In cima all’edificio troviamo una cupola arabeggiante, alle cui spalle è situato il campanile, anch’esso realizzato con lo stesso stile della facciata. Anche l’interno presenta dei tratti moderni, proseguendo con lo stile esterno, a cui si aggiungono diverse opere d’arte che conferiscono un tocco decisamente più classico ai suoi ambienti.

 

  1. Sulle tracce archeologiche del passato

Proprio per la sua centralità nel Mediterraneo, Pantelleria è stata da sempre crocevia di scambi commerciali, punto d’incontro di civiltà, avamposto militare e terra dove confinare criminali e soggetti indesiderati.

Fu probabilmente l’abbondante presenza di ossidiana a dare impulso alla sua storia già in epoca preistorica. L’insediamento umano più antico risale a circa 5000 anni fa: i Sesioti, una comunità di contadini e pescatori, costruirono il loro villaggio su un’insenatura a strapiombo sul mare, difesa da un muro ciclopico di pietra lavica. Per visitare il sito non occorre una macchina del tempo, basta raggiungere contrada Mursia.

Le loro case e la necropoli, con le straordinarie costruzioni megalitiche note come “sesi”, si sono incredibilmente conservate fino ai giorni nostri. 

Fu conquistata dai Greci e poi dai Fenici, che costruirono il porto e diedero inizio alla coltivazione della vite ad alberello sull’isola.

Pantelleria riappare in un altro capitolo importante della storia del Mediterraneo. Durante la seconda guerra punica, i Romani conquistarono Cossyra, l’antica città fondata da Cartagine nella seconda metà del XIII secolo a.C. 

Sulle colline di San Marco e Santa Teresa, visitiamo l’acropoli punico-romana, di cui restano tracce del foro, della cinta muraria, degli edifici pubblici e delle cisterne per il fabbisogno idrico, rivestite in cocciopesto. I tre ritratti Imperiali di Cesare, Antonia Minore e Tito, ritrovati nello stesso sito, sono esposti presso il Castello di Pantelleria.

 

  1. Cale a Pantelleria

Prima di regalarci il mare con le sue cale da cartolina, costeggiamo in barca Pantelleria per ammirare esclusivi scorci meravigliosi e inaccessibili via terra.

Sfatiamo subito un luogo comune: Pantelleria è un’isola in grado di regalare vacanze spensierate a famiglie e bambini! Fondali bassi, scogli lisci, piscine naturali. A seconda delle nostre esigenze, troveremo le spiagge più adatte. Ovviamente l’obiettivo è visitarne il più possibile.

Cala Gadir è famoso per il suo itinerario di archeologia subacquea e per essere facilmente accessibile dal centro abitato. Ma la spiaggia più rinomata dell’isola è quella di Bue Marino, meta perfetta per famiglie e bambini

Cala Tramontana è uno specchio d’acqua turchese circondato da scure pareti rocciose. Scendendo la scala naturale che ci porta alla spiaggia della Martingana, saremo sempre al riparo dal Maestrale. Cala Levante, tra l’Arco dell’Elefante e Faraglione di Punta Tracino, offre il paesaggio più suggestivo, oltre ad essere una meta imperdibile per amanti di immersioni e snorkeling

Arco dell'elefante - Pantelleria

Arco dell’elefante – ph I. Mannarano

Il tramonto dalla spiaggia di Suakl è il più romantico di tutta l’isola: nelle giornate particolarmente terse la costa dell’Africa appare vicinissima. 

A Nikà la temperatura dell’acqua cambia improvvisamente: un bagno indimenticabile, intervallato dalla fuoriuscita di acqua calda dal mare. E se siamo in cerca di benessere naturale, qui troveremo tutte le informazioni che fanno al caso nostro.

 

  1. Laghi di Pantelleria

Pantelleria non offre sbocchi sabbiosi sul mare, ma scogliere, cale frastagliate e grotte sottomarine che la rendono estremamente affascinante e selvaggia. Ecco perché i laghi dell’isola sono un ottimo compromesso se desideriamo immergerci in totale relax. 

Specchio di Venere - Ph. Mannarano

Specchio di Venere – Ph. Mannarano

Lo Specchio di Venere è forse l’attrazione più imperdibile di tutta l’isola. Uno dei luoghi più affascinanti di Pantelleria, con la sua caratteristica forma a cuore. Qui la dea Venere si specchiava nelle sue acque languide prima di incontrare Bacco; noi possiamo fare bagni e fanghi termali nelle vasche in cui fuoriesce acqua che raggiunge i 50 gradi! Il lago è adagiato sul cratere di un vulcano spento, situato in un parco protetto. Le sue acque ricche di minerali sono un toccasana per la pelle (e a proposito di benessere a Pantelleria, per saperne di più leggi Benessere in Sicilia, spa a cielo aperto).

Il Laghetto delle Ondine è un laghetto incastonato tra le rocce, con acqua continuamente ricambiata dalle impetuose onde del Mediterraneo. Si trova a Punta Spadillo, sotto il faro dell’isola, ed è facilmente raggiungibile in auto. Qui possiamo fare il bagno anche quando il mare è agitato, grazie alla conca naturale alimentata dalle onde, la cui temperatura è piacevolmente calda tutto l’anno.

 

  1. Trekking a Pantelleria

Pantelleria è un’isola perfetta da vivere con i tempi lenti del trekking, rigorosamente a piedi! Per scoprire i segreti della sua unicità, ci toccherà quindi camminare tra le sue campagne e scoprire i tipici giardini panteschi e i suoi dammusi, raggiungere antichi siti archeologici e itinerari archeologici subacquei, visitare cantine e ammirare scenari mozzafiato come il famoso Arco dell’Elefante, lungo la costa orientale dell’isola. 

Si tratta di una formazione rocciosa di pietra lavica che dalla scogliera si tuffa in mare, creando un grande arco che, senza troppo sforzo, ci ricorderà la proboscide di un pachiderma! È uno dei simboli dell’isola, di certo ne è l’attrazione più fotografata.

Hiking - Ph Mannarano

Hiking – Ph Mannarano

La natura più incontaminata dà spettacolo nel cuore dell’isola, dove alle pendici di Montagna Grande, si esibisce con le Favare, getti di vapore acqueo che fuoriesce dalle fessure delle rocce ad una temperatura fino i 100 gradi! 

Scendendo lungo il versante meridionale dell’isola, la Balata dei Turchi è la suggestiva insenatura incastonata tra spettacolari e vertiginose scogliere che si riflettono su acque cristalline dai meravigliosi fondali. A sentirla nominare, la mente corre subito alla Scala dei Turchi. In effetti, anche in questo caso, questa rientranza veniva utilizzata come approdo naturale dai pirati turchi. La strada per raggiungerla è lunga e impervia, ma ne vale davvero la pena.

 

  1. Giardini Panteschi

Esplorando l’isola di Pantelleria, ci imbattiamo ben presto nei Giardini Panteschi. Sono costruzioni molto antiche, la cui funzione è quella di proteggere le piante e le coltivazioni dai forti venti che spirano sulle isole Pelagie. Costruiti in pietra lavica, i giardini panteschi si presentano a pianta circolare e sono costruiti a secco. L’arte della costruzione dei muretti a secco è Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

A seconda della funzione e del loro utilizzo, possono arrivare anche a tre metri d’altezza e conservano agrumi, viti oppure datteri. Tra i più famosi, il Giardino Pantesco di Donnafugata, considerato il più spettacolare di tutta l’isola.

 

  1. Dormire in un dammuso

La Sicilia è quel posto dove i desideri diventano realtà, anche i più estrosi ed esclusivi! Pernottare in un dammuso, la tipica e pittoresca abitazione isolana, è un’esperienza indimenticabile! 

Dammuso

Dammuso – ph Mannarano

Si tratta di una costruzione in pietra lavica con un caratteristico tetto a cupola. I dammusi hanno origini antichissime e considerata la posizione panoramica con vista impareggiabile sull’isola e il Mediterraneo, oggi rappresentano la soluzione luxury per soggiornare a Pantelleria. Quel che si dice, viaggio di lusso.

 

  1. Pantelleria enogastronomica

Una visita alle numerose cantine, tra i vitigni con le tipiche viti ad alberello di uva zibibbo (patrimonio dell’umanità UNESCO) e gli eventi annuali che celebrano il vino e il famoso Passito, ci faranno innamorare perdutamente della tradizione pantesca, della sua cultura e i suoi sapori. 

Zibibbo di Pantelleria - Ph Mannarano

Zibibbo di Pantelleria – Ph Mannarano

La gastronomia pantesca è la somma di scambi e influenze dei vari popoli che hanno dominato l’isola. Tra i suoi prodotti più rinomati, i ravioli amari, ripieni di ricotta e foglie di menta, ed il profumato pesto pantesco, condimento a base di pomodoro crudo, olio d’oliva, aglio, basilico e peperoncino, usato indifferentemente per condire la pasta o accompagnare pesce arrosto o carne lessa. 

Dalla vicina Africa arriva il cous cous di pesce, sempre accompagnato da una varietà di verdure e legumi, in genere servito come piatto unico. Dall’oriente proviene il tradizionale dolce pasquale: il cannateddro. E ancora i mustazzola, una semplice sfoglia ripiena di un impasto di semola, miele o vino cotto, cannella, scorza d’arancia candita ed altre spezie. 

La raccolta dei capperi - Ph Mannarano

La raccolta dei capperi – Ph Mannarano

Datteri e olive, sono considerati tra i migliori dell’intero Mediterraneo. Ma il cappero è la vera star dell’isola. Riconosciuto marchio IGP, coltivato in appositi terrazzamenti fatti con i muri a secco, viene raccolto tra maggio e settembre e conservato rigorosamente sotto sale marino. Una delizia!

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