Affacciato sul mare di
Palermo, tra le Mura delle Cattive e la Kalsa,
Palazzo Butera si erge come orizzonte architettonico su cui, per secoli, si è posato lo sguardo di chiunque giungesse dal mare. Questa monumentale dimora che domina il Foro Italico, non è più solo una testimonianza del fasto nobiliare del passato, ma un organismo culturale vivo che oggi fonde
storia e avanguardia.
Acquisito dai Branciforte nel 1718, il palazzo divenne il più prestigioso della città, al punto che perfino Goethe, nel suo Viaggio in Italia, vi dedicò parole di profondo stupore. La sua struttura testimonia una sovrapposizione di stili ed epoche: dal nucleo seicentesco ai rifacimenti tardo-barocchi, fino alla trasformazione monumentale voluta dal Principe di Butera, che collegò l’edificio alla passeggiata delle “Cattive”.
Dopo secoli di trasformazioni e un lento declino, l’intervento di Massimo e Francesca Valsecchi, ha dato vita a un restauro filologico e visionario. Gli interni dialogano con una collezione d’arte di respiro mondiale: la teatralità barocca degli affreschi di Gioacchino Martorana e il classicismo solenne delle tele di Annibale Carracci si fondono con i paesaggi romantici degli acquerelli di Edward Lear, trovando una sintesi inedita nelle provocazioni contemporanee delle grandi installazioni fotografiche di Gilbert & George.
Le ceramiche in basalto nero dei celebri Wedgwood, i rari pezzi di ebanisteria di Augustus Pugin e la linearità rivoluzionaria degli arredi di William Morris e Christopher Dresser raccontano un legame inedito tra Palermo e il design europeo, declinato alla sensibilità del contemporaneo.
All’interno delle mura dell’edificio si schiude poi l’incanto del giardino d’inverno. Sulla sommità del palazzo, la maestosa terrazza panoramica permette di perdersi nell’azzurro del Golfo di Palermo.
Per saperne di più sulla storia e sulle collezioni visita
Palazzo Butera.