Messina, porta della Sicilia, è una città da vivere a piedi. In una bella giornata di sole, con la costa della Calabria così vicina da poterla quasi toccare, resteremo folgorati da questo angolo di terra vista mare che i greci chiamarono Zancle, “falce”. E se ti stai chiedendo il perché di questo nome, ti basterà dare uno sguardo al suo porto naturale. 

Tappa obbligata delle navi crociere che portano i turisti a spasso nel Mediterraneo, è anche tra le più apprezzate, e il motivo è semplice: il modo migliore per esplorarla è passeggiando! 

Per rendere il tour facile e divertente, ecco le dieci cose da fare in città.

  1. A spasso nel centro storico

Una passeggiata nell’area storica attorno al Duomo, tra l’inebriante profumo del mare e il passaggio delle tipiche carrozze a cavallo, espressioni della Belle Époque messinese, è il nostro punto di partenza. Visitare la superba Cattedrale con i tre portali tardo-gotici e il grande mosaico del Cristo Pantocratore. All’interno si trova il grandioso organo polifonico, tra i più grandi d’Europa, perfettamente funzionante.

  1. Mezzogiorno in Piazza Duomo

Il campanile normanno del Duomo, alto 60 metri, è una delle maggiori attrattive. Sulla facciata reca il più grande e complesso orologio meccanico e astronomico del mondo. L’esperienza da fare assolutamente è quella di trovarsi in piazza a mezzogiorno, con il naso all’insù per assistere all’originale e famoso carosello delle statue di bronzo dorato, collocato sulla facciata. Al suono dell’Ave Maria di Schubert per circa 12 minuti.

  1. Fontana di Orione

Impossibile non notarla. Vicino al campanile del Duomo troviamo la più bella fontana del Cinquecento europeo. Così fu definita dallo storico d’arte Berenson, la Fontana monumentale di Orione, dedicata al fondatore della città, e realizzata dal discepolo di Michelangelo, il fiorentino Montorsoli.

L’altra opera del Montorsoli, datata 1557, è la Fontana del Nettuno, custodita nel Museo Regionale e di cui una copia fedele si trova in piazza Unità d’Italia. La Fontana è un’allegoria delle acque dello Stretto: presenta il dio del mare con il tridente, con ai lati Scilla e Cariddi incatenati, i due mostri a guardia dello Stretto protagonisti di alcuni tra i più affascinanti miti di Sicilia

  1. Galleria Vittorio Emanuele III

Sempre nei pressi di Piazza Duomo, andiamo ad ammirare la scenografica ed eclettica Galleria Vittorio Emanuele III. In stile liberty, la rarità dell’edificio è data dalla presenza della galleria commerciale coperta. Tre bracci confluiscono verso il centro, chiuso da una grandiosa cupola di vetro. Il soffitto reca vetrate variopinte e il pavimento è decorato con mosaici. Uno spettacolo!

  1. Villa De Pasquale

In zona Contesse, a poco più di dieci minuti dal capolinea della linea tranviaria (fermata Bonino) possiamo raggiungere Villa De Pasquale a piedi. In questo meraviglioso palazzo visse l’imprenditore e collezionista Eugenio De Pasquale, soprannominato “il maragià” per la sua estrosità. Splendido esempio di stile Liberty, immersa in un meraviglioso Parco, la Villa ospita laboratori per la produzione di raffinate essenze.

  1. La mezza con panna ammirando lo Stretto

Il giro in centro è stato un turbinio di emozioni. Dopo aver fatto scorta di cotanta bellezza, è normale avvertire un certo languorino. Scegliamo uno dei tanti localini con tavolini e sedie all’aperto vista porto, da dove continueremo a osservare il viavai dei passanti. Mettiamoci comodi e ordiniamo una granita, ma non una qualsiasi. 

Messina è la patria dellamezza con panna”, ovvero al caffè. Infiliamoci dentro il “tuppo” della brioscia. In alternativa, optiamo per un meraviglioso cannolo con la ricotta

Nel frattempo, ammiriamo il più grande porto naturale del Mediterraneo che abbraccia l’azzurro mare dello Stretto. Lo stesso mare in cui navigò Ulisse, che proprio in queste acque affrontò le minacciose onde.

L’emozione è grande nell’ammirare la stele della Madonnina del Porto che benedice la città e saluta le navi che entrano ed escono. La stele poggia sul basamento che reca la frase in latino “Vos et ipsam civitatem benedicimus” (“Benediciamo voi e la vostra città”). 

Sfiorando i 60 metri, la stele della Vergine, patrona della città, si trova sull’estremità del braccio di San Raineri. Poco più indietro, accanto all’antico Forte San Salvatore del 1546, si scorge la bella Lanterna di San Raineri, altra opera realizzata dal Montorsoli durante il regno di Carlo V. Costruita per avvistare le navi nemiche, oggi rappresenta il faro più antico d’Italia.

  1. Messina spirituale

Il turismo spirituale a Messina e provincia, è particolarmente attivo. Tra Santuari, cammini e chiese di estremo valore, tutto il territorio si rivela una destinazione in grado di nutrire l’anima di pellegrini ma anche di chi vive il viaggio come ricerca interiore. 

Tra i numerosi santuari in Italia dedicati alla madre di Gesù Cristo, Messina vanta due tra i più antichi e importanti: il primo è il Santuario della Madonna di Montalto, la cui storia è legata alla guerra dei “Vespri siciliani” del 1282, il secondo invece si trova poco lontano da Messina, ed è il suggestivo Santuario della Madonna Nera di Tindari

Tra i luoghi religiosi più significativi da visitare in città, la chiesa di San Francesco d’Assisi, sul viale Boccetta, è il primo tempio dell’ordine francescano in Sicilia. Al suo interno si trova la tomba del Re di Sicilia Federico III d’Aragona. Il tempio è raffigurato nel dipinto della Pietà con tre angeli, opera di Antonello da Messina conservata al Museo Correr di Venezia. 

Poco distante, sulla via XXIV Maggio, si trova il Monastero seicentesco di Montevergine delle clarisse di Santa Eustochia, con parte del complesso fondato nel 1453. Eustochia Smeralda Calafato, il cui corpo incorrotto è conservato nello stesso Monastero, secondo una ricostruzione storica, fu amata dal celebre pittore Antonello da Messina che l’avrebbe anche raffigurata nella famosa opera della Vergine Annunziata.

Il Sacrario o Santuario di Cristo Re sorge sul viale Principe Umberto, su di un’altura panoramica sensazionale, che ci permette di scrutare l’intero porto naturale e buona parte della città. In stile neobarocco, il tempio venne costruito sul luogo in cui si trovava l’antico castello di Rocca Guelfonia (o Matagriffone) che, nel 1191 ospitò Riccardo “Cuor di Leone” diretto in Terrasanta durante la III Crociata. 

Decisamente fuori mano, ma estremamente emozionante, nell’antico abitato marinaro di Briga Marina si trova la Chiesetta di S. Paolo del 1200. Nelle vicinanze possiamo contemplare la Pietra dove San Paolo si soffermò e si sedette per predicare ai messinesi nell’anno 38 d.C.

  1. I luoghi della cultura

Una visita merita l’Università degli Studi, istituita nel 1548 come Collegio dei Gesuiti, il cui portale oggi si trova all’interno, fondato da Sant’Ignazio de Loyola nel XV secolo. È bello sapere che qui insegnarono Giovanni Pascoli, che a Messina compose la celebre poesia “L’aquilone”, Salvatore Pugliatti e Gaetano Martino, tra i fondatori della Comunità Europea.

Procedendo sulla via Tommaso Cannizzaro e imboccando il viale Principe Umberto I, si raggiunge uno dei più prestigiosi Orti botanici di Sicilia, dedicato al suo fondatore Pietro Castelli.

Il Teatro Vittorio Emanuele, a due passi dal porto, di ispirazione neoclassica, presenta nel soffitto un meraviglioso dipinto di Renato Guttuso che raffigura il mito di Colapesce.

Il Museo Regionale, con le sue quattordici sale, ci fa ripercorrere le tappe della storia della città dal XII al XVIII secolo. Tra le tante opere di rilievo, il celebre polittico di San Gregorio di Antonello da Messina del 1473 e L’Adorazione dei Pastori e la Resurrezione di Lazzaro, entrambe olio su tela del pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio realizzati tra il 1608 e 1609.

  1. La “Tour Eiffel messinese”: il Pilone

Com’è facile intuire, Messina è ricca di belvedere mozzafiato! Oltre che dal Sacrario di Cristo Re e dal Santuario di Montalto, edificato sul colle della Capperina, una vista magnifica si gode in località Punta Faro, il punto più orientale della Sicilia.

Qui svetta la Tour Eiffel di Messina, il monumentale Pilone d’acciaio che con i suoi 232 metri di altezza e 1250 scalini su rampe quasi sospese nel vuoto, domina l’abbraccio amoroso e tormentato dei due mari, Ionio e Tirreno.Un elettrodotto dismesso, oggi percorribile, illuminato la notte da 32 fari.

  1. Messina, mare e leggende

Messina è legata al mare da sempre e molte sono le leggende che ruotano attorno ad esso. Tra queste quella di Colapesce, giovane pescatore messinese, che in fondo al mare sorregge con la spalla una delle tre colonne della Sicilia, e quella di Fata Morgana, che si rifà ad un fenomeno ottico tipico dello Stretto. Molte leggende sono raccontate dalla poetessa dello stretto Maria Costa, la voce del mare e dei miti, che è possibile incontrare nel piccolo borgo marinaro di Case Basse, in località Paradiso, inserita dal 2006 nel Registro della Eredità Immateriale – Libro Tesoro Vivente Umano della Regione Siciliana.

Dal lungomare sarà affascinante osservare le tipiche imbarcazioni, le feluche, che vanno su e giù per lo Stretto per catturare il pesce spada che a volte raggiunge persino i 3 metri. La pesca del pescespada qui si pratica da maggio ad agosto ed è un’arte antichissima, tramandata di padre in figlio, che ha ispirato una celebre canzone di Domenico Modugno.

Per le scorpacciate di cozze, datteri, ostriche, vongole, pesce spada e costardelle, il luogo perfetto è Ganzirri. Qui ci sono gli allevamenti e attorno ai laghetti della Riserva Naturale, possiamo gustare le tipiche pietanze messinesi.

Nel Parco Horcynus Orca, interessante è il percorso permanente “Alfabeti del Due Mari” sui saperi del mare dello Stretto. La mostra, a metà tra la divulgazione scientifica e le arti contemporanee, racconta gli ambienti naturali di superficie ma anche la millenaria pesca del pescespada, delle fere e delle orche, soffermandosi sul moto caotico delle correnti, sui rapporti preda-predatore dello zoo-plancton e sulla flora e fauna tipiche dello Stretto. Ecco le suggestioni sugli ambienti di media profondità e sugli abissi, i relitti sottomarini. Infine, in uno spazio privo di luce, potrai ammirare una collezione unica di pesci abissali, i mostri dello Stretto.

Approfittiamo della visita all’antica contrada di Faro per degustare il Faro Doc, un vino rosso dell’età Micenea. Si ricava dal Nerello Mascalese, dal Nocera e dal Nerello Cappuccio, che si coltiva nella stessa zona, uno dei tre vini Doc del territorio di Messina.

In centro città, visitiamo l’Acquario Storico di fronte alla Villa Mazzini, con 22 vasche espositive contenenti circa 100.000 litri di acqua marina dello Stretto di Messina e oltre 60 diverse specie ittiche del Mar Mediterraneo.

  1. Passeggiata nel salotto della città: Piazza Cairoli

Non andiamo via da Messina senza aver fatto una passeggiata nella centralissima Piazza Cairoli. Lo shopping lungo il viale San Martino è un’inevitabile conseguenza. Questo è il salotto della città, immerso tra gli alberi e la frescura della suggestiva fontana. Se ci serve qualcosa di dissetante, la tipica limonata al sale fa al caso nostro. L’antico chiosco, nato nel 1871 in una fonderia della città, era un tempo punto d’incontro dei nobili messinesi. Ancora oggi ci offre prelibatezze come gli sciroppi, le orzate, il tamarindo, la gazzosa, la spremuta di arance con granita di arance e lo sciampagnino. 

Alla fine del viale San Martino ecco il luogo dove il regista Michelangelo Antonioni ha diretto nel dicembre del 1959 la famosa scena del capolavoro “L’avventura”. Per i cinefili, potrebbe essere il punto di partenza per l’itinerario dedicato al grande artista.

Dopo lo shopping occorre necessariamente energia. Fermiamoci in una delle rosticcerie del centro per un tipico arancino (possiamo pronunciarlo senza timore!) al ragù o una focaccia tradizionale messinese, con scarola riccia, acciughe salate, formaggio tuma e pomodorino; o ancora il pitone, un calzone ripieno di verdura scarola, pomodoro, formaggio primo sale e acciuga. Sono tutti cibi da strada siciliani che devi assolutamente provare!

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