Anfiteatro romano di Catania

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Anfiteatro romano di Catania

Nel cuore pulsante del centro storico, Piazza Stesicoro, i fasti della Catania romana riemergono attraverso l’anfiteatro, di cui è visibile la porzione riportata alla luce nei primi anni del Novecento.

La maggior parte della struttura giace infatti sotto le attigue via Neve, via Manzoni, via del Colosseo e via Penninello. Le sue rovine servirono da fondamenta per gli edifici che sovrastano la piazza, come Villa Cerami, sede del Dipartimento di Giurisprudenza, o la attorniano, come la chiesa di San Biagio e Palazzo Tezzano.

 

 

In origine l’edificio sorgeva alla periferia della città, lungo la strada che collegava Catania all’entroterra, e a ridosso dell’acropoli su cui oggi svetta il Monastero dei Benedettini. La struttura era costruita prevalentemente in pietra lavica, e si sviluppava attorno a un’arena ellittica, con muri radiali, pilastri e volte. Gli archi erano costruiti con grandi mattoni rettangolari di colore rosso; la cavea era probabilmente in blocchi di calcare e in alcune parti era rivestita in marmo. L’edificio, inoltre, era abbellito da colonne, statue e bassorilievi, mentre un sistema di travi e blocchi di pietra sosteneva in cima la copertura in tessuto (velarium) che proteggeva gli spettatori da piogge e sole.

Di dimensioni ridotte al momento della edificazione nella seconda metà I sec. d.C., l’anfiteatro catanese fu ingrandito intorno alla metà del II secolo d.C. in modo da ospitare oltre 15.000 spettatori, divenendo uno dei maggiori del mondo romano.

Alla fine dell’impero nel IV secolo d.C., l’edificio cadde in disuso e al suo interno si installarono botteghe di commercianti e artigiani, attive fino al VI-VII secolo d.C. Di seguito fu ridotto a cava di pietra e, durante la Guerra dei Vespri, gli Angioini si servirono dei suoi ambulacri per penetrare all’interno della città; perciò le arcate esterne furono successivamente murate e gli ambulacri riempiti di macerie. Dopo il terremoto del 1693, la progressiva copertura ne fece perdere la memoria fino agli scavi avviati a inizio Novecento.

Oggi la porzione riportata alla luce è aperta al pubblico e ricostruzioni in 3D offrono al visitatore la possibilità di osservare l’edificio nel suo verosimile aspetto originario.

Guarda il trailer della ricostruzione virtuale dell’Anfiteatro Romano di Catania.

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