Cosmopolita, esuberante, eclettica. Catania è un universo multicolore, dal candore sfavillante degli stucchi barocchi (patrimonio UNESCO), al nero lavico del Liotru, l’elefante scolpito nel basalto che ci accoglie in Piazza Duomo, il cuore della città.

Ma non perdiamo tempo. Ecco le 10 cose da non perdere assolutamente in città e nei dintorni!

1 – Palazzo Biscari

È il palazzo più importante della città, simbolo del barocco catanese.

L’edificio fu ricostruito, a seguito del devastante terremoto, da Ignazio Paternò Castello III, quinto principe di Biscari, nonché grande studioso, archeologo e amante delle arti, che oltre a farne sua dimora, vi allestì il primo e importante Museo aperto a tutti, contenente la sua grande collezione archeologica.

Lì il principe ricevette Goethe durante il suo Grand Tour per l’Europa, che riferì poi, dettagliatamente nei suoi scritti, la magnificenza delle collezioni e del palazzo. Storia, fascino e bellezza sono le parole necessarie per descrivere l’edificio.

Al palazzo si accede attraverso un grande portale su via Museo Biscari, che immette nel cortile centrale, adorno di una grande scala a tenaglia. All’interno, si trova il “salone delle feste”, di stile rococò dalla complessa decorazione fatta di specchi, stucchi e affreschi.

Oggi, oltre ad essere la dimora della famiglia Biscari, ospita eventi culturali e prestigiosi e, previa prenotazione, è possibile effettuare una visita, allietata dai racconti delle storie di palazzo e dei ricordi di famiglia, a cura dello stesso discendente dei principi.

2 – La Pescheria

Dietro il Duomo di Catania, nel tunnel delle mura di Carlo V, si snoda il mercato del pesce, un po’ all’aperto e un po’ coperto. Un luogo in cui ogni giorno sotto i grandi tendoni rossi e sui banchi bianchi di marmo, si ripete da tempi remoti il rituale della vendita del pesce, ma anche della carne e della frutta.

Le grida dei venditori, i banchetti fumanti dei peperoni arrostiti e la trippa venduta ai passanti, ne fanno uno dei luoghi più emblematici della città, il posto ideale per immergersi nella cultura popolare catanese e restarne affascinati. Ma anche (e soprattutto!) per immergersi nello street food siciliano!

3 – Storico Monastero San Benedetto di via Crociferi a Catania

Patrimonio UNESCO della città di Catania, è uno dei simboli della città, riconoscibile dall’arco che si apre su via Crociferi.

Il Complesso monumentale monastico è oggi, dopo secoli di assoluta ed invalicabile clausura, un sito storico-artistico che propone ai visitatori un tour culturale, sintesi di uno straordinario connubio di storia, arte e contemporaneità.

Nel rispetto delle religiose di clausura che ancor oggi abitano il Monastero, si può accedere all’interno del complesso attraverso una visita guidata per ammirare, tra le tante opere, l’antico parlatorio settecentesco, set del film di Franco Zeffirelli “Storia di una capinera”, tratto dall’omonimo romanzo di Giovanni Verga; la Chiesa di San Benedetto e la sua imponente scalinata d’ingresso, detta Scalinata degli Angeli; il Museo di Arte Contemporanea Sicilia – MACS, ubicato nella badia piccola del Monastero.

4 – Monastero dei Benedettini di San Nicolò l’Arena

A 10 minuti a piedi dal Duomo di Catania si trova il Monastero di San Nicolò l’Arena, gioiello del tardo barocco siciliano e complesso benedettino tra i più grandi d’Europa.

L’edificio monastico, patrimonio mondiale dell’UNESCO, è sede del dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Catania. Al suo interno sono custoditi una domus romana, i chiostri e uno splendido giardino pensile.

Il Monastero è un luogo unico che racconta le vicende umane e storiche della città dell’Etna, dall’antichità fino ai giorni nostri. Un palinsesto aperto a tutti, ogni giorno con percorsi guidati anche in orari inconsueti, performance teatrali e musicali, laboratori per bambini, corsi di cucina, workshop ed eventi.

5 – I Chioschi catanesi

Fermiamoci in un cioscu, per rendere omaggio ad un’antica ma sempre attuale tradizione di Catania. Il chiosco è un ritrovo identitario, una sorta di “istituzione popolare” che racchiude tutta la storia catanese. Un punto di ristoro e di incontro nei quartieri, sia di giorno che di notte, simbolo universale della vita quotidiana di questa città.

Li troviamo a piazza Roma, a piazza Cavour, in piazza della Borsa, per citare quelli in zona centro, ma i più famosi sono quelli di Piazza Umberto, ad un passo dalla Fera o’ Luni, il mercato di Catania.

La storia dei chioschi risale alla fine dell’800, quando strutture in legno dalla forma circolare, iniziarono a fare capolini negli angoli della città all’ombra di alberi. Dalle aperture, simili a finestre, i venditori proponevano ai passanti “acqua e zammù”, cioè acqua con qualche goccia di anice.

Oggi i chioschi sono diventati luoghi cult, ritrovi notturni dove concludere le serate mondane con una buona bibita al chiosco, anche in piena notte!

Ingredienti e strumenti sono gli stessi, da sempre: zucchero, frutta, miscelatori, bicchierini, misurini e presse per spremere gli agrumi.

Oggi all’acqua naturale liscia si aggiunge quella frizzante proveniente dalle pendici dell’Etna, fino agli sciroppi e al seltz. I “cioscari” catanesi fanno a gara nel rendere invitanti i loro prodotti, producendo spesso gli sciroppi agli agrumi siciliani per confezionare bibite al mandarino, al tamarindo, la famosa orzata, o il celebre “sciampagnino” (cedrata con acqua e seltz), e il “completo” (orzata, succo fresco di limone, anice e selz). Tradizionale è la bibita fatta con la spremuta di limoni, aggiunta di seltz ed una cucchiaiata abbondante di sale: l’effetto è altamente dissetante e digestivo.

6 – Catania sotterranea

Le meraviglie di Catania non sono tutte illuminate dal sole. Alcune si nascondono sotto la città! Complice l’Etna, che con i suoi fiumi di lava, nel corso dei secoli, ha ricoperto più volte i segni del suo passato, che dorme sotto il caos cittadino.

Le Terme Achilliane e l’Anfiteatro Romano, uno dei più grandi anfiteatri di età romana in Italia, inferiore solo all’anfiteatro Flavio di Roma (il Colosseo) e a quello di Verona; la Chiesa di S. Gaetano alle Grotte, la cui datazione è ancora oggi un mistero, con i suoi cunicoli sotterranei, forse un tempo utilizzati come catacombe, dove si pensa fu sepolto il corpo di Sant’Agata; l’ingrottamento dell’Amenano, l’Ipogeo Romano detto anche “Ipogeo quadrato”, il Pozzo di Gammazita e la sua affascinante leggenda, la Cripta e i lavatoi di S. Agata la Vetere, la prima Cattedrale della città, in cui la martire subì l’asportazione delle mammelle; i Bagni dei Gladiatori a S.Agata al Carcere e la Cappella Bonajuto, monumento bizantino immerso nel cuore del barocco catanese.

Insomma sotto le “basule” di Catania si estendono ancora oggi stratificazioni di ceneri che raccontano la millenaria storia di questa città, con le sue strade, le chiese, le terme, i palazzi e persino le targhe stradali.

In numerosi punti è possibile scendere nel sottosuolo, nella cui oscurità, lontani da occhi indiscreti, suore e frati avevano intrighi amorosi e i briganti trovavano nascondiglio.

7 – Festa di S. Agata

Il 3, il 4 e il 5 febbraio, rappresentano il culmine della celebrazione di Sant’Agata. I tre giorni di culto sono preceduti da un mese di grandi preparativi, durante i quali Catania si stringe con grande fede e devozione attorno alla sua Santa. Ma questa è anche la terza festa popolare religiosa al mondo per partecipazione di fedeli, dopo la Settimana Santa di Siviglia in Spagna e la festa del Corpus Domini a Cuzco in Perù.

Ogni anno, tra devoti e visitatori, la città accoglie sino a un milione di persone.

La processione ripercorre i luoghi del martirio e i più antichi tracciati viari della città, attraverso le sfilate delle “Candelore“, monumentali candelieri riccamente decorati, portati gravosamente in spalla dai devoti nel tipico “sacco” bianco, al grido “Tutti devoti tutti, Cittadini, viva Sant’Agata”.

Gli spettacolari fuochi pirotecnici, ricordano ai catanesi che Sant’Agata è sempre lì a vigilare sul fuoco dell’Etna.

Nei banconi di tutte le pasticcerie catanesi non possono mancare i dolci legati alla storia della vergine, patrona di Catania: i “Cassateddi di Sant’Aita”, detti anche “Minni di Sant’Aita”, e le “Olivette”. I primi si riferiscono al martirio ed allo strappo brutale delle mammelle a cui la fanciulla fu sottoposta, ad opera dell’imperatore romano Quinziano, per aver rifiutato il suo amore e per aver deciso di consacrare la sua vita alla fede cristiana.

Le olivette, invece, rimandano alla leggenda secondo la quale la giovane, inseguita dagli uomini di Quinziano, nel fermarsi a riposare e nel chinarsi per allacciare un calzare, vide sorgere dal nulla una pianta di olivo che la riparò dalla vista delle guardie e le diede i frutti per sfamarsi.

8 – I borghi marinari della lava

Se vogliamo fare un’esperienza insolita per ammirare la bellezza del paesaggio della riviera jonica etnea, questo è l’itinerario che fa per noi.

Tra natura e storia, vicino alla città, andiamo alla scoperta dei pittoreschi borghi marinari.

Da San Giovanni Li Cuti ed il porticciolo di Ognina fino ad Acitrezza, passando per Acicastello e, nel territorio di Acireale, da Capomulini a Santa Maria La Scala, attraversando la splendida Riserva Naturale della Timpa con le suggestive e silenziose Chiazzette ed il borghetto di Santa Caterina, dal quale è possibile godere di un suggestivo panorama a strapiombo sul mare.

Ed ancora da Scillichenti a Riposto, toccando i borghi marinari di Stazzo, Pozzillo e Torre Archirafi: un viaggio affascinante lungo i Borghi della lava, valorizzato e reso unico da panorami mozzafiato, sensazioni, curiosità, profumi e sapori tipici della nostra macchia mediterranea.

Potremo trascorrere una giornata a bordo di un peschereccio d’alto mare accanto ai pescatori, conoscere le placide acque, l’ambiente costiero ed i segreti celati dalle profondità marine. Questo ci permetterà di fare un bagno in posti inaccessibili da terra, scoprendo piccoli gioielli naturalistici.

E perché no, potremo gustare il pesce appena pescato a bordo o a terra, in uno degli affascinanti ristorantini, riscoprendo le ricette della tradizione locale.

 9 – Cinema all’aperto in estate: le arene catanesi

Nelle sere d’estate, dopo una lunga giornata sotto l’ombrellone della Plaja, cosa c’è di meglio che prolungare il relax in questi inaspettati “angoli” nel centro della città?

Il film che abbiamo perso durante l’inverno verrà proiettato sul grande telo di un cortile profumato di gelsomini, con un audio mai perfetto. Ma l’atmosfera vintage renderà l’esperienza davvero unica. Prendiamo posto in una delle file di sedie azzurre, rigorosamente in ferro: per fortuna il costo modesto dell’ingresso include anche il cuscino!

Per completare, in vero catanese style, consumiamo “gazzosa e semenza”.

 10 – L’Etna

Già in fase di atterraggio sulla pista dell’Aeroporto Fontanarossa di Catania, non puoi non notarlo: l’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, tra i corsi dei fiumi Alcantara e Simeto, domina con la sua mole l’intera Sicilia.

Questa straordinaria oasi naturale è Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO come uno dei vulcani “più emblematici e attivi del mondo”.

Meta esclusiva per gli escursionisti estivi, in visita ai crateri attivi nelle aree sommitali, in inverno questo vulcano offre la possibilità sorprendente di praticare sport sulla neve, a pochi chilometri dal mare e con una vista mozzafiato sullo Ionio.

Le escursioni a piedi si inerpicano lungo i sentieri del Parco dell’Etna, tra boschi e frutteti verdeggianti, fino alle quote più alte con affascinanti vedute di paesaggi lunari, colate laviche secolari, grotte e fumarole attive, svelandoci tutto il fascino di questo territorio.

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