Ragusa è la città dalle due anime: la città moderna e quella antica di Ibla, il suo salotto barocco.

Questa dualità deriva dal famoso terremoto del 1693, che rase al suolo la città. La ricostruzione, avvenuta nel XVIII secolo, la divise in due grandi quartieri: da una parte Ragusa superiore, situata sull’altopiano, dall’altra Ragusa Ibla, sorta sulle rovine dell’antica città.

RAGUSA SUPERIORE è la città nuova, dove l’operatività ha preso il posto della borghesia ecclesiastica in nome del rinnovamento. Ma quasi a compensare il nuovo che avanza, qui si custodisce e si racconta la storia di questi luoghi attraverso il MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE IBLEO.

Il museo occupa il primo piano del Palazzo Mediterraneo in via Natalelli. Presenta sezioni dedicate alla Stazione preistorica, Camarina, Abitati siculi arcaici e classici, Centri ellenistici, Insediamenti tardo romani. E’ interessante e molto pregiata la stele dedicata al Guerriero di Castiglione esposta nella sezione degli abitati siculi.

Essa commemora il soldato Pirrinoi probabilmente di vedetta a Castiglione sui monti Iblei per proteggere la città di Camarina circa nel VI sec. A.C. Si tratta di un bassorilievo in un’unica lastra di calcare locale, raffigurante un guerriero armato a cavallo. Ci spiegano che l’importanza di questo reperto sta nella incisione in caratteri greci e in dialetto dorico, relativo ad una personalità probabilmente indigena.

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Cattedrale di San Giovanni Battista

Un altro punto d’interesse è la bella CATTEDRALE SAN GIOVANNI BATTISTA che si eleva imponente presso l’incrocio dei due viali principali di Ragusa superiore, via Roma e Corso Italia.

Fu costruita a partire dal 1694 e prospetta con un’ampia terrazza pensile sulla piazza San Giovanni. La larga e movimentata facciata è affiancata da una massiccia torre campanaria terminante a cuspide, recentemente restaurata. All’interno, a tre navate, le cappelle ottocentesche sono decorate da pregiati stucchi.

RAGUSA INFERIORE Nella ricostruzione, questa parte della città fu particolarmente curata tanto da creare uno stile unico nel suo genere ed al mondo, caratterizzato dall’ uso della pietra locale e dall’estro di artisti che svilupparono lo stile barocco, in uso nel tempo, rendendo unici i palazzi e le chiese. I capolavori architettonici costruiti dopo il terremoto, insieme a tutti quelli presenti nel Val di Noto, sono stati dichiarati nel 2002 Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Ragusa Ibla - ph. M.Flaccavento

Ragusa Ibla – ph. M.Flaccavento

Proseguendo adesso per il corso Italia, arriviamo al corso Mazzini che unisce, attraverso un tortuoso percorso, Ragusa Superiore con Ragusa Inferiore o Ibla, alla quale si può accedere anche attraverso tre ponti (Vecchio o dei CappucciniNuovo, e Giovanni XXIII), oppure scendendo una scalinata lunga centinaia di gradini, come rinunciare a quest’ultima, così pittoresca e invitante?

Qui, all’inizio del nostro percorso, al limite fra i due nuclei cittadini, troviamo la CHIESA DI SANTA MARIA LE SCALE edificata tra il Quattro e il Cinquecento, e ricostruita dopo il 1693; all’interno, ci sono ancora elementi dell’antico impianto: i tre portali gotico catalani nella navata destra, e, nell’ultima cappella di questa stessa navata, un altro portale dalle raffinate ed eleganti forme rinascimentali.

Continuando per Ibla, arriviamo alla piazza della Repubblica, dominata dalla Chiesa del Purgatorio, che ha nella facciata un bel portale barocco. Questa città dalle 1000 chiese, che stranamente si trova più in basso della moderna, ci piace sempre più.

Da qui, avviandoci sulla salita Commendatore, ecco il BAROCCO, tipicamente esuberante nelle sue forme, di Palazzo Cosentini e di Palazzo della Cancelleria (sec. XVIII).

Ragusa Ibla  - Balcone

Ragusa Ibla – Balcone

Qui è pure la chiesa di Santa Maria dell’Idria, sembra maestosa stretta tra questi vicoli, fondata dai Cavalieri di Malta nel sec. XVII, con un originale campanile, rivestito di ceramiche di Caltagirone. Al suo interno una tela raffigurante San Giuliano è attribuita a Mattia Preti.

Percorrendo ora la via del Mercato, ma anche per altre vie vicine, si arriva finalmente davanti alla Chiesa di San GiorgioIL DUOMO DI IBLA. Edificato su disegno di Rosario Gagliardi, tra il 1739 e il 1775. La bella scenografica facciata è caratterizzata da colonne accostate e sovrapposte, ha il corpo centrale proteso verso l’alto. L’interno ha tre navate, spartite da saldi pilastri. Tre pitture di buona fattura, sono di Vito D’Anna. Nel tesoro si conservano oggetti d’argento di grande valore.

Duomo San Giorgio ( ph. Turi Sicilia)

Duomo San Giorgio –  ph. Turi Sicilia

Concediamoci una bella granita ammirando  piazza Duomo e scendiamo attraverso la zona pedonale, incontreremo il CIRCOLO DI CONVERSAZIONE. Dall’esterno sbirciamo un salone e immaginiamo come doveva essere animato questo luogo d’incontro, in cui l’erudita borghesia locale discuteva con l’ambizione di avere la soluzione per tutto. [cit. Gesualdo Bufalino].

circolo di conversazione

Circolo di conversazione – Ph. Ignazio Mannarano

Più avanti, simile nelle forme alla chiesa di San Giorgio troviamo la chiesa di San Giuseppe al cui interno è conservata un’artistica statua in argento del XVII secolo.

La vicina chiesa di Sant’Antonio, di età normanna, conserva il portale gotico nella facciata; è barocco quello della sacrestia. Andando a sinistra, troviamo la chiesa dell’Immacolata con un altro bel portale del XIV secolo, mentre nei pressi delle antiche mura dette bizantine, ci attende la chiesa del Signore Trovato, riedificata tra il sec. XVIII e il XIX. Un bel dipinto, la Madonna del Carmine, di Vito D’Anna, si trova nella chiesa di Santa Maria di Valverde. In piazza G.B. Odierna, è molto interessante la facciata rientrante della chiesa di San Giorgio Vecchio, con lo splendido portale gotico-catalano, un alto rilievo sulla lunetta, San Giorgio che uccide il drago ed aquile aragonesi sovrastanti.

Ma dopo aver perso il conto delle chiese viste e visitate, riposiamoci nello splendido GIARDINO IBLEO, impiantato nel XIX secolo. E’ piacevole e rilassante passeggiare al suo interno ammirando gli stupendi panorami.

Il giardino è stato realizzato nel 1858, sorge sull’estremità est d’Ibla a circa 385 m s.l.m., all’interno si trova l’imponente monumento ai caduti della grande guerra e la chiesa di San Vincenzo Ferreri, la chiesa di San Giacomo e la chiesa dei Cappuccini. Vicino al giardino, si trovano pure gli scavi archeologici di Ragusa Ibla, essi hanno portato alla luce molti reperti dell’antica Hybla.

Giardini Iblei (ph.Turi Sicilia)

Giardino Ibleo – ph.Turi Sicilia

CASTELLO DI DONNAFUGATA Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale la principessa Bianca di Navarra, qui imprigionata dal conte Bernardo Cabrera, fuggì dal castello attraverso le gallerie che conducevano nella campagna circostante, oggi un parco lussureggiante di quasi 8 ettari con grandi alberi di Ficus, ed altre essenze esotiche.
Si dice che sia stato edificato sulla vecchia struttura di una torre duecentesca; una parte dell’edificio, tra cui la torre, risalgono alla metà del Settecento ma nel suo complesso l’edificio è dovuto al Barone Corrado Arezzo che lo fece realizzare un secolo dopo inserendo nella facciata principale la loggia con gli eleganti archi trilobati. Nel piano nobile un arredamento originale dell’epoca una grande scalinata monumentale in pietra-pece.

Castello di Donnafufata - Ph. I. Mannarano

Castello di Donnafufata – Ph. I. Mannarano

Notevoli il salone degli stemmi, con affreschi parietali di insegne nobiliari delle grandi famiglie Siciliane, il salone degli specchi, la sala della musica, la stanza del biliardo, con infine la improbabile, dal punto di vista cronologico, ma affascinante dal punto di vista della leggenda, stanza da letto della principessa di Navarra. Le stanze, le sale e i corridoi sono decorati con stucchi ed affreschi.

LA GASTRONOMIA Cominciamo il nostro viaggio enogastronomico dai pastieri, pasticcetti di carne tritata di agnello e capretto, conditi con pepe, formaggio e uova, molto usati nella zona di Modica; continuiamo con le scacce, sottili foglie di pasta di farina, farcite con spinaci o ricotta o broccoli o pomodoro, melanzane, chiamate impanate durante la Pasqua.

Possiamo assaggiare il coniglio a partuisa, i ceci cotti con carne di maiale e il macco, un passato di fave.  Imperdibile il caciocavallo, tipico formaggio di latte vaccino, modellato in forme di parallelepipedo, il cui nome deriva dalla particolare posizione in cui veniva posto per la stagionatura.

caciocavallo ragusano - ph.cotumè.it

caciocavallo ragusano – ph.cotumè.it

Sempre a Modica gustiamo il cioccolato tra i più buoni per la sua particolare e antica lavorazione. Poi i biscotti affucaparrinu, letteralmente strangolaprete. Gustosi sono i dolci con le mandorle, come il torrone, gli amaretti e i caratteristici ‘mpanatiggi, che oltre alle mandorle contengono cioccolata, filetto di vitello e spezie varie.

biscotti mpanatigghi -ph.globeholidays.net

biscotti mpanatigghi -ph.globeholidays.net

Accompagniamo tutto con un buon vino, scegliendo tra il Cerasuolo di Vittoria, Ambrato di Comiso, e l’Albanello.

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Le coste di Ragusa