Un giro veloce per il centro storico per vedere tanto in poco tempo…

La nostra visita parte dal cuore di Palermo: Piazza Politeama. Questo non è realmente il suo nome, ma i palermitani amano chiamarla così per via del magnifico teatro, splendido edificio di fine ‘800 in stile neoclassico, progettato dall’Architetto Damiani Almeyda.

Politeama Theater - Ph I. La Barbera

Teatro Politeama – Ph. Ignazio La Barbera

Il “teatro del popolo” fu costruito nel 1874,  ha un’enorme sala a ferro di cavallo con due file di palchi, dominata dalla grande galleria. Può contenere fino a cinquemila spettatori. Sul tetto, sopra l’ingresso, risalta una quadriga bronzea di Apollo  di Mario Rutelli e, accanto, una coppia di cavalli sempre in bronzo dell’artista Benedetto Civiletti. Il Politeama ospita attualmente spettacoli di musica sinfonica, continuando a regalarci momenti di grande intensità.

I° step: via Ruggiero Settimo

Partiamo da qui, entrando nell’arteria principale che attraversa da un capo all’altro la città, prendendo il nome di via Crocerossa, viale della Libertà, via Ruggiero Settimo, via Maqueda fino alla Stazione Centrale FS. Dal Politeama, la Via Ruggiero Settimo (dal nome del politico di fine Ottocento) ci porta, tra le vetrine delle centinaia di negozi e la folla dei palermitani impegnati negli acquisti o nel passeggio, fino al Teatro Massimo.

II° Step: Teatro Massimo (distanza 300 metri)

Il secondo teatro d’Europa dopo l’Opéra de Paris, il Teatro Massimo apre le porte il 16 maggio del 1897 con il  Falstaff, “nuovissima” opera di Giuseppe Verdi. Fra gli spettatori anche Ernesto Basile, figlio d’arte del progettista Giovan Battista Filippo Basile che lo progettò secondo il gusto neoclassico – eclettico.

Massimo Theatre

Teatro Massimo – Ph. Claudio Barbera

La grande epigrafe anonima incisa sull’architrave del portico  ci avverte: L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire. In parole povere, l’epigrafe invita a non guardare o ascoltare robaccia, perchè alla lunga questa ti rende idiota. Oggi il Massimo ospita le stagioni ufficiali di musica lirica, opere e balletti. Potete programmare una visita, ma badate che, se salendo le scale inciampate sul gradino della monachella, è perché non avete creduto alla storia del fantasma della monaca del convento che sorgeva lì prima del teatro e che adesso si aggira di notte tra i suoi saloni solitari… così racconta la leggenda.

Via Bara all'Olivella - Ph. Claudio Barbera

Via Bara all’Olivella – Ph. Claudio Barbera

Di fronte al teatro, due stradine pedonali dai nomi insoliti: Via Bara e via dell’Orologio ci portano all’Olivella,  storico quartiere delle serate palermitane, ricco di piccoli ristoranti e botteghe artigianali, che anche durante il giorno vi potranno intrattenere e rifocillare. Nella  piazza della Chiesa di Sant’Ignazio all’Olivella  troviamo anche il ricco Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas.

 III° Step: via Maqueda

La via, che si pronuncia macheda, continua l’asse dalla Statua fino alla Stazione. Nata nel Seicento, per dare spazio alla costruzione di nuovi palazzi nobiliari, ci porta dritto all’incrocio con il vecchio Cassaro (oggi Corso Vittorio Emanuele) aprendosi nei meravigliosi Quattro Canti.

Quattro Canti - Ph Mannarano

Quattro Canti – Ph Mannarano

IV° step: Quattro Canti (distanza km.1,2)

Piazza Vigliena, nota come i Quattro Canti, è ottagonale con quattro facciate riccamente decorate e piuttosto suggestive. I quattro canti dividono la città vecchia in quattro quartieri o mandamenti (la Loggia, il Capo, la Kalsa e l’Albergheria). A questo punto, andando a destra possiamo salire verso la Cattedrale ed il Palazzo Reale, prendendo a sinistra possiamo scendere fino al mare, passando per il mercato della Vucciria e il quartiere di piazza Marina, mentre proseguendo dritto incontreremo Piazza Pretoria (chiamata anche Piazza della Vergogna), la Martorana e San Cataldo, le vie dei vecchi artigiani (calderai, candelai, etc.) ed il mercato di Ballarò. A voi la scelta…

Chiesa di San Cataldo - Ph. I.  La Barbera

Chiesa di San Cataldo – Ph. I. La Barbera

V° step: La Vucciria (distanza km.1,2)

A sinistra dei 4 Canti scendiamo per il Cassaro (Corso Vittorio Emanuele): questa è la via più antica di Palermo perché risale ai Fenici (appena 2.700 anni fa). Collega il Palazzo Reale al mare e, nel tratto che avete scelto di percorrere, incrocia il mercato della Vucciria.

guttuso

La Vucciria – quadro di R. Guttuso

Si accede alla Vucciria dal alcune delle numerose stradine che troviamo ai lati del Cassaro, subito dopo l’incrocio con via Roma. Vi consiglio di entrare dall’ingresso principale: la gradinata che da via Roma porta a piazza Caracciolo. Questo è un mercato storico che, nei suoi tempi migliori, ospitò artisti e intellettuali. Nei banchi troviamo esposti pesce freschissimo, spezie profumate e carni bovine e suine. Il suo fascino consiste proprio nei toni così accesi, nelle urla pacifiche che accompagnano la vendita delle merci,  nella fatiscenza dei suoi vicoli.

san domenico

La Vucciria si apre a nord sulla piazza San Domenico e la sua grande chiesa. La piazza ci fa  ritrovare il sole all’uscita dei vicoli stretti, e una sosta in uno dei suoi caffè può essere un’occasione di ristoro davanti ad un dolce gelato artigianale.

VI° step: Piazza Marina (distanza km.1,2)

Proseguendo lungo  il  Cassaro si arriva a piazza Marina (la trovate alla vostra destra).  E’ un quartiere affascinante e perdersi nei suoi vicoli, curiosando tra le botteghe artigianali, è davvero piacevole. Il centro della piazza è occupato da Villa Garibaldi ,un giardino progettato da Giovan Battista Filippo Basile (lo stesso architetto che disegnò il Teatro Massimo) proprio mentre  si faceva l’Unità d’Italia (1860). Attraversate le belle cancellate e vi ritroverete al cospetto di uno dei ficus più vecchi d’Italia, alto 30 metri con un tronco largo 21 e una chioma ampia 50 metri. Un vero gigantesco monumento cittadino a verde. Tutto intorno alla piazza, lungo il marciapiedi, si svolge nei fine settimana un pittoresco mercatino del vintage. piazza marina

Guardando il Cassaro ritroviamo la Chiesa della Catena, che prende il nome dal racconto secondo il quale, qualche migliaio di anni fa, si attaccasse sul suo muro la catena che chiudeva il porto della Cala. Tra i palazzi d’epoca che circondano la piazza troviamo l’interessante museo di Palazzo Mirto, lo Steri e l’Hotel de France. Ma tutta la zona è così ricca di storia e arte che merita un approfondimento. Palermo viva