Ippovia sull’Etna

Dettaglio

Esplorare l’Etna è come esplorare un altro pianeta: ovunque terra nera, grandi sedimenti lavici che sembrano meteoriti caduti da chissà quale angolo di universo, panorami lunari… Sembra di essere appena sbarcati da uno shuttle. Fortuna che non siamo da soli in questo Nuovo Mondo. Ad accompagnarci ci pensano gli abitanti del luogo: i cavalli. Numerosissime sono infatti le attività che qui offrono escursioni a cavallo, tante quanti i possibili sentieri percorribili, sia sul versante nord che su quello a sud, di qualsiasi tipo di difficoltà. In questo itinerario ne scopriremo uno di difficoltà media, adatto per chi ha già avuto alcune esperienze a cavallo. Indossate ghette e casco (e, in base al periodo, vestiario d’alta montagna). Si parte!

Il nostro viaggio comincia in prossimità di Zafferana Etnea (CT), splendida cittadina a 580 m s.l.m, che nei secoli passati ha avuto un gran bel da fare con le eruzioni di Mamma Etna. Sì perché qui ogni città è ospite, e bisogna sempre fare i conti con Madre Natura. Allontanandoci dalla cittadina, dirigiamoci dunque verso sud-ovest. Al ritmo degli zoccoli sul terreno lavico, nel silenzio interrotto dalla strepitosa varietà di canti degli uccelli, avanzeremo attraverso fitti boschi per arrivare alla Grotta del Gatto. Lasciate il vostro destriero all’esterno, se avete voglia di dare una sbirciata (rammentiamo però che l’ingresso nelle grotte o nelle cave comporta sempre elevati livelli di pericolo; sono necessarie quindi attrezzature adeguate e presenza di personale qualificato). A 942 m s.l.m, la grotta è una breve galleria di scorrimento contenuta in lave molto antiche, e si articola in due rami. Il ramo a nord è lungo poco più di quattro metri, mentre il ramo a sud è costituito da circa ventinove metri di galleria ben conservata. All’interno numerose ragnatele e resti di istrici e conigli potrebbero darle l’aspetto di un tunnel degli orrori, ma non abbiate paura: la natura intorno sa essere fresca e accogliente. Prendete un bel respiro, riprendete il contatto con il vostro accompagnatore a quattro zoccoli e rimettiamoci in cammino. Nelle vicinanze della grotta sono presenti anche varie aree pic-nic, in cui rilassarsi e godere di qualche momento di pausa completamente immersi nella natura. 

Continuiamo dunque a passeggiare tra alberi ricoperti di muschio verde smeraldo, antiche colate laviche e boschi di ginestre, fino a raggiungere un deserto lavico. Uno spettacolo che vi lascerà senza fiato: non serve spendere milioni in turismo spaziale per andare sulla Luna, basta girare l’angolo sull’Etna! 

Incamminiamoci a questo punto verso la terza tappa: la Grotta Cassone. Si trova lungo la strada che porta al Rifugio Sapienza, a Piano del Vescovo. Fu scoperta nel 1964 durante la costruzione della strada e la sua formazione risale all’eruzione del 1792 (per la cui cessazione gli abitanti di Zafferana Etnea celebrano ogni anno la Madonna della Provvidenza). Sulle parti intatte del soffitto sono presenti degli accenni di concrezioni sugli spuntoni lavici, ma in altri punti sono presenti delle spaccature con evidenti crolli e distacchi di grossi massi dal tetto (anche per questa grotta, dopo aver lasciato il cavallo all’esterno per una breve visita, valgono le raccomandazioni di sicurezza accennate per la Grotta del Gatto). Vi raccomandiamo di non usare flash, ché potreste disturbare gli inquilini: dei simpaticissimi pipistrelli.

Procediamo infine verso la strada di ritorno, attraversando il Piano del Vescovo, una piccola area pianeggiante, il cui nome ricorda il possesso di quest’area (e di gran parte della Valle del Bove) da parte della Mensa Arcivescovile di Catania, che in passato gestiva da qui i commerci di neve e legname. Il Piano è posto alla base di un alto salto di roccia basaltica denominata “Acqua Rocca degli Zappini”, e anche qui sono presenti aree pic-nic per una breve sosta. Rifocillatevi e riposatevi a dovere, perché è il momento, a questo punto, di riprendere il cammino per rientrare a Zafferana Etnea.

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