Naro è un piccolo e sorprendente gioiello medievale e barocco della provincia di Agrigento, poco distante dalla Valle dei Templi. Arroccato e scenografico, gode di una vista che spazia dalle colline circostanti fino al mare.

La città monumentale ha una storia antichissima, dai Sicani, i più antichi abitatori dell’isola, fino ai Normanni, Svevi e Spagnoli, passando da una forte presenza araba. Dappertutto troviamo tracce del loro passaggio: dall’antica porta della città, l’unica rimasta delle sette, alla bellissima moschea trasformata dal Conte Ruggero nella vecchia Chiesa Madre. Testimone di questi passaggi è anche l’antico quartiere ebraico, insieme al Castello Medievale Chiaramonte che sorge in cima alla città ed ospita una mostra di magnifici abiti femminili dell’800, appartenuti alle nobildonne di Naro.

I suoi monumenti raccontano una storia importante, la città ebbe il titolo di fulgentissima e aveva il suo posto nel Parlamento Siciliano. Le sue chiese sono ricchissime di opere d’arte e tutte valgono una visita. In particolare la Chiesa Madre, intitolata a Maria SS Annunziata, conserva al suo interno l’opera scultorea della Madonna della Catena di Antonello e Giacomo Gagini, una Annunciazione su tela di Domenico Provenzali, una Madonna con Bambino di bottega gaginesca e il fonte battesimale di foggia medievale. E ancora, la Chiesa di Santa Caterina che ci riporta ad un’atmosfera di altri tempi, con la cripta, le statue e gli affreschi medievali, in parte ancora visibili, e la benedettina Chiesa del Santissimo Salvatore con la ricca facciata barocca di gusto spagnolesco. Culmine del barocco narese è la Chiesa di San Francesco, affrescata dall’artista Domenico Provenzani, mentre è visitabile nei giorni feriali la Biblioteca Comunale Feliciana con il suo ricco patrimonio librario.

Chiesa Ss. Salvatore - ph. Massimo Calcagno

Ss. Salvatore Church – ph. Massimo Calcagno

Ritroviamo Naro nelle pagine di Sciascia e di Simonetta Agnello Hornby. Quest’ultima racconta un’antica tradizione secondo cui i giusti, prima di andare in paradiso, “…fanno un giro dell’isola per dire addio a sette posti speciali della Sicilia: il castello di Naro, battuto dai venti giorno e notte; Caltabellotta, acciambellata intorno alla Rocca; Erice, il monte che guarda verso l’Africa; Ustica, l’isola dal mare verde; Stromboli, il vulcano che si rummulia  (si agita ndr.) in mezzo alle onde; Ortigia, l’antica isola greca…” Naro, oltre che essere stata set cinematografico di molti film, tra cui quello che ricorda la figura del Giudice Livatino e La scomparsa di Patò, pare sia stata la sede della prima Sagra del Mandorlo in fiore nel 1934.

La festa a cui i Naresi sono più legati è quella di San Calogero, il santo nero che si festeggia per ben due giorni: il 18  e il 25 giugno. Gustare le prelibatezze di Naro è importante, quasi come conoscerne i monumenti; basta soffermarsi presso una trattoria del posto per gustarne i tesori della tavola, con il dovere morale di chiudere il pasto con una raviola di ricotta. Nel periodo di Carnevale  non perdiamoci la sfincia, il dolce locale fritto e spolverato di zucchero a velo: una vera apoteosi!