La “fedelissima” di Federico II d’Aragona, borgo medievale sui monti Peloritani nord-occidentali in provincia di Messina.  

Bella e affascinante, con la sua storia, le sue chiese ed opere d’arte, lo splendido panorama, la suggestiva processione del Cristo Lungo e il biscotto tipico castrense U biscottu castriciano, ideato dalla suore Clarisse che, fino al 1866, abitarono il Monastero di Santa Maria degli Angeli.

Secondo un’antica leggenda, il borgo di Castroreale (Messina) risalirebbe a parecchi secoli prima della nascita di Cristo, quando un re di nome Artenomo, venuto dal Medio Oriente, fondò una città che, in onore della figlia, chiamò Artemisia. Successivamente Castoreo, sposo di Artemisia, costruì un nuovo insediamento, Krastos, che nel tempo cambiò il suo nome prima in Crastina, poi in Cristina o Crizzina e che durò fino ai primi decenni del sec. XIV. L’insediamento ebbe un ruolo importante nel periodo dei Vespri Siciliani. Per premiare la fedelta’ dimostratagli durante la lotta contro gli Angioini Federico II d’Aragona, con un diploma del 1324, ordinò la costruzione del Castello.

Da questa data ha inizio la storia vera e propria della cittadina, che assume prima la denominazione di Castro, poi di Castroreale.

Castroreale (Messina) - ph. 500px

Castroreale (Messina) – ph. 500px

Fino alla fine del sec. XV c’era una numerosa e attiva comunità ebraica, della cui sinagoga (o moschita), ampliata nel 1487, rimane oggi l’arco che si vede alle spalle del Monte di Pietà. Dopo il terremoto del 1693, a Castroreale nacquero numerosi abitati stile tardo barocco.

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Panoramica – Michelangelus

La visita del centro storico inizia da Piazza delle Aquile. La Chiesa Madre del primo trentennio del ‘600, ha la facciata principale chiusa a destra dalla torre campanaria cinquecentesca. All’interno diverse opere di Antonello Gagini, Francesco Cardillo, Andrea Calamech, Filippo Jannelli e Rinaldo Bonanno. Entrando nella chiesa può sfuggire la linea meridiana che corre trasversalmente lungo il pavimento fino alla mezzeria della navata centrale, indicando la direzione Sud-Nord del meridiano terrestre del luogo. Né i rovinosi terremoti né la mano dell’uomo danneggiarono fortunatamente la Meridiana. Fu ideata e realizzata nel 1854 dal castroregalese Nicolò Perroni Basquez, ma mai fu portata a totale compimento. Ed ora una curiosità… La meridiana di Castroreale è una meridiana cosiddetta a camera oscura. Grazie alle dimensioni del tempio, un fascio di luce solare proveniente da un piccolo foro gnomonico di circa 6 mm di diametro, nel tetto a tegole della navata destra della chiesa, ad un’altezza di circa 10 metri, per effetto della diffrazione, proietta sul pavimento un’immagine luminosa a forma di ellisse che, seguendo il moto di rotazione della Terra, in prossimità del mezzodì andrà ad intersecare la linea meridiana su di esso tracciata. Così il centro dell’ellisse taglia la linea meridiana e in quell’istante sarà il vero mezzogiorno solare. All’interno della Chiesa Madre argenterie dei maestri messinesi del 1600.

Dal piazzale laterale alla chiesa, in cui sorge un portale marmoreo del secolo XVII sormontato da tre aquile, un panorama incantevole sulle isole Eolie e sulla vallata del Longano. I numerosi portali bugnati del ‘500 e del ‘600 e le grate in ferro battuto sono testimonianza dell’antico splendore della strada, un tempo arteria importante della città.

Duomo di Castroreale - Effems - CC BY-SA 4.0

Duomo di Castroreale – Effems – CC BY-SA 4.0

L’antica via Moschita, un tempo piena di conventi e chiese, è oggi custode del piccolo e prezioso patrimonio rimasto. In Piazza Pertini c’è il palazzo Peculio, sede del Municipio, e il seicentesco Monte di Pietà; la fiancata laterale del S.S. Salvatore e la sua torre campanaria del 1560. Sullo sfondo verso la montagna, l’arco della sinagoga ebraica. Continuando, la Pinacoteca nella Chiesa di S. Maria degli Angeli, con opere del ‘300,’400 e ‘500 e gli archi degli antichi conventi di S.Nicolò e del Monastero femminile delle benedettine. Il Museo Civico ha diverse opere di gran pregio tra le quali: un Salvator Mundi di Polidoro Caldara da Caravaggio (allievo di Raffaello operante a Messina nel 1528-1543), una croce dipinta del ‘300, un crocifisso ligneo del ‘400, il monumento funebre di Geronimo Rosso ad opera di Antonello Gagini, la pala della Madonna tra i santi ad opera di Gaspare Camarda e tre dipinti di Filippo Jannelli. Da ammirare anche il Polittico della triade della fine del XV secolo e la tela riportata da tavola della Madonna in trono col Bambino e Angeli di Antonello de Saliba.

Da scoprire la Chiesa di S. Filippo Neri del 1600 con l’annesso Oratorio oggi sede del Museo Civico. Interessante il complesso architettonico di S. Agata e S. Marina, quest’ultima con elementi normanni e fortificazione aragonese misti ad un impianto cinquecentesco. All’interno della chiesa di S.Agata la celebre statua del Cristo Lungo portato in processione il 23 e il 25 agosto e durante la settimana santa.

E ancora la Porta Raineri, ricostruita nei primi del XIX secolo che un tempo immetteva da Nord dentro la cinta muraria, la Chiesa della Candelora (‘400) con particolare cupola araba e la Torre Federico II d’Aragona, unica traccia superstite del castello da lui voluto nel 1324.

Ed ora pensiamo ad altro…al nostro palato!

Oltre ai piatti genuini della tradizione siciliana Castroreale è famosa soprattutto per i biscotti. In particolare u biscottu castricianu o u biscottu da badissa, la cui ricetta delle suore clarisse del Monastero di S. Maria degli Angeli di Castroreale, rimase segreta per molto tempo. Due biscottifici oggi producono questa bontà dopo aver scoperto quali sono gli ingredienti: semi di anice, cannella, strutto, zucchero, chiodi di garofano, vaniglia, lievito di birra, lievito naturale fatto in casa, farina, acqua e sale. Banditi i conservanti.

A proposito…per assaggiare nella seconda metà di agosto c’è la sagra

Da provare anche i maccheroni di casa e il riso nero durante il periodo di Natale, preparato con zucchero, mandorle tostate e pestate.