Castiglione di Sicilia è appoggiato su di una collina sul versante nord dell‘Etna, al centro della valle che il fiume Alcantara scava tra Randazzo e Taormina. A scorgerlo da lontano è l’archetipo del tipico paesino collinare, con le casette abbarbicate lungo il pendio. Le prime significative tracce di inurbamento stanno in un documento di Ruggero I, che denominava la località “Castrileonis”, cioè Castello Grande già nel 1092.

Il cuore di ogni paese è la piazza, nel caso di Castiglione, piazza Lauria. Su questa bella piazza centrale lastricata di pietra lavica, dove gli antichi abitanti ammucchiavano il Peculio (istituzione che permetteva di comprare il frumento che veniva venduto nei momenti di crisi per il sostentamento della cittadinanza nei tempi di carestia),  ora vi sorge il sobrio Municipio.

A pochi passi si erge la Chiesa seicentesca di Sant’Antonio. Inerpicandosi per una ripida e stretta stradina, ci si trova di fronte all’abside della Chiesa di San Pietro che risale all’anno 1105. Sono molti i luoghi religiosi in questo piccolo borgo, proprio accanto a San Pietro sorgono la chiesa settecentesca e l’annesso monastero di San Benedetto.

Scendendo da un altro lato della piazza, ci si imbatte nella chiesa di origine normanna di San Marco, datata XII secolo. Partendo da San Marco e prendendo una stretta scalinata si raggiungono le rovine di una fortificazione bizantina che i residenti chiamano Castidduzzu (Castelluccio).

Madonna della Catena  - Castello di Lauria

Madonna della Catena – Castello di Lauria

Allontanandosi dalla piazza centrale su una strada panoramica si incontrano ancora la Basilica della Madonna della Catena e poi, in cima ad una rupe, il castello di Ruggiero di Lauria del XII secolo.

Castiglione Basilica Maria SS della Catena - ph. Michele La Rosa

Castiglione Basilica Maria SS della Catena – ph. Michele La Rosa

Uscendo dal borgo si raggiunge uno dei siti più incantevoli del paese, dove resiste quello che forse è il vero simbolo di Castiglione: “U Cannizzu“.

Si tratta di una torre di arenaria eretta tra il XII e il XIV secolo, probabilmente parte di una fortificazione più complessa detta “Cittadella”. La torre stava fuori dalla città e fu probabilmente la prima roccaforte ad essere espugnata da Federico III Re di Sicilia, quando nel 1301 riprese il feudo a Ruggiero di Lauria. Infine, come una sorpresa, in aperta campagna, troviamo la cuba di Santa Domenica, chiamata anche «‘a cubula» dai locali. Le cube sono cappelle erette da monaci basiliani tra il VII e il IX. Questa cuba è insolitamente più grande delle altre, ha la base a croce greca con pianta quadrata e, come da tradizione ha l’abside rivolta a oriente e la porta centrale a occidente. La Cuba di Santa Domenica è monumento nazionale dal 31 agosto del 1909.

Cuba di Santa Domenica - andras_csontos

Cuba di Santa Domenica – andras_csontos

Cucina ricchissima quella castiglionese, che affonda le proprie radici nelle millenarie tradizioni culinarie dei popoli che da qui sono passati.

Iniziamo dai maccheroni rigorosamente fatti in casa, conditi con il ragù di maiale e la ricotta al forno, continuiamo con i tagghiani  all’ortica e coniglio selvatico, squisite prelibatezze dolciarie come i cuddureddi, le zeppole di riso, sciauni, frittelle di ricotta fresca, paste di nocciole, mandorle e pistacchi ed il tutto accompagnato da un buon e robusto bicchiere di vino d.o.c. dell’Etna. Questa è la terra del nerello, del cataratto e del carricante, vitigno autoctono che solo qui viene coltivato. Per questa sua straordinaria ricchezza, Castiglione, tappa obbligatoria della strada del vino dell’Etna è stata eletta a sede dell’Enoteca Regionale per la Sicilia Orientale. Il vino è nero robusto e caldo: il vino figlio del vulcano non può che essere così!