A Troina, città antichissima nel cuore dell’isola, ci si arriva attraversando un territorio straordinario, fatto di valli, colline e massicci, a volte sconosciuto agli stessi isolani.

La città ha origini che rimandano all’epoca preistorica ma è con i bizantini, gli arabi e in seguito i normanni, che comincia il periodo più glorioso della sua storia. Il Gran Conte Ruggero d’Altavilla la scelse come avamposto per la conquista dell’intera isola e, con l’aiuto di alcuni monaci basiliani, espugnò il Castello ai saraceni, fondò nuove chiese e conventi, rendendola la prima capitale della Contea di Sicilia e sede vescovile, oltre che un’importante via di transito lungo l’asse viario Taormina-Termini.

Scorcio quartiere Scalforio

Quartiere Scalforio – ph. Giuseppe Calabrese

Proprio a Troina si erige la prima cattedrale normanna fondata in Sicilia, dedicata a Maria Santissima Assunta, principale luogo di culto della cittadina e piccolo scrigno ricco di tesori, tra cui una pregevole torre normanna. L’Oratorio dei Bianchi, sottostante, conserva ancora la predella dell’altare con cui papa Urbano II celebrò messa nel 1088, a sugello dell’accordo con Ruggero. Un altro edificio storico è la Torre Capitania , torre centrale dell’antico Castello e sede del Capitano di Giustizia dell’epoca. Oggi è un centro culturale che ospita diverse mostre, tra cui un’esposizione archeologica permanente ed altre esibizioni di artisti contemporanei.

Via C.Ruggero-Cattedrale

La Cattedrale da via Conte Ruggero – ph. Giuseppe Calabrese

Troina ci offre un interessante itinerario archeologico, costituito dai resti della città ellenistico-romana e dai ruderi della fortificazione muraria risalente al IV secolo a.C., custodendo allo stesso tempo un ricco patrimonio architettonico, costituito soprattutto da edifici sacri. La Chiesa di San Biagio di origine medievale, la Chiesa di San Nicolò con un caratteristico arco sotto la torre campanaria, forse una delle porte della città, e la Chiesa di Santa Lucia si trovano tutte nell’antico quartiere Scarfolio.  La Chiesa del Carmine, con un campanile a cuspide maiolicata del XVI secolo, conserva al suo interno una Madonna attribuita a Domenico Gagini. Si prosegue con la Chiesa dedicata al patrono della città, San Silvestro, il monaco basiliano che qui riposa e il cui monumento funebre pare sia opera dello stesso Gagini. L’artistico fercolo barocco, opera dei famosi argentieri siciliani Juvarra di Messina, fa bella mostra di sé nel Convento di Sant’Agostino (XV secolo) con il suo suggestivo loggiato a quaranta arcate.

Stendardo e Rame - sfilata festa dei rami

Festa dei Rami – ph. Giuseppe Calabrese

Una cittadina dal fascino millenario, capace di incantare e rapire per le tante storie che può raccontare attraverso le proprie cerimonie tradizionali, come la “Festa dei Rami”, che si svolge la penultima domenica di maggio, della Ddarata, la domenica successiva, e le famose Intrallazzate, vecchi stornelli siciliani in versi.

La “Festa dei Rami”, rito antichissimo le cui radici affondano nel periodo precristiano, è il pellegrinaggio di centinaia di devoti dedicato al patrono della cittadina, San Silvestro.  I ramara, tutti rigorosamente uomini, la sera dopo la messa intraprendono il cammino lungo gli antichi sentieri di montagna, fino a raggiungere, nelle prime ore del mattino, il piccolo bosco sacro nel cuore dei Nebrodi. L’indomani, i pellegrini chiamati a raccolta al suono del tamburo, si incamminano fino al santuario naturale del burrone dell’Anghira di Faccilonga, dove i più coraggiosi vengono imbracati e calati per 300 metri, per potere così “toccare l’alloro”. I ramara torneranno in paese con splendide decorazioni di rami di alloro, accolti dai compaesani e rifocillati con i cibi tipicamente associati alla festa.

Ponte Failla al passaggio dei ramara - ph. Giuseppe Calabrese

Ponte Failla al passaggio dei ramara – ph. Giuseppe Calabrese

Peculiare è la tradizione gastronomica locale con la vastedda cu sammucu, focaccia di farina di grano duro e uova, farcita con tuma (formaggio fresco) e salame, cosparsa di fiori di sambuco e cotta nel forno a legna. Gli ‘nfasciatieddi sono i tipici biscotti dolci realizzati con vino cotto di ficodindia. Assaggiamo anche i cudduri, dolci tipici natalizi, e la piciocia, antica pietanza contadina, fatta con farina di cicerchia, ceci e piselli.

La storia recente ci racconta di una storica battaglia avvenuta a Troina, fra soldati tedeschi, arroccati in paese, e americani, che culminò in un pesante bombardamento con diverse vittime, fra cui molti civili. L’evento è ampiamente documentato dagli storici scatti di Robert Capa, raccolti ed esposti presso l’edificio della Torre Capitania.

Lago Ancipa

Lago Sartori – ph. Giuseppe Calbrese

Impossibile non citare, infine, il ricco patrimonio naturalistico del territorio; Troina infatti è situata nel Parco dei Nebrodi. A pochi chilometri dal centro abitato vi è il lago Sartori (o lago di Ancipa), il più alto bacino artificiale della Sicilia, immerso in un’area boschiva di 4.200 ettari adatta a lunghe passeggiate a piedi o a cavallo.