Sciacca: il mare e una storia millenaria. Proviamo a raccontarla…

Ad oriente l’imponente mole del Monte Kronio con l’ipogeo del santo eremita Calogero e accanto le stufe naturali dense di vapore, quindi il Castello Incantato – Fondo Bentivegna

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Giardino incantato – ph. Giovanni Carollo

All’ingresso di questo immenso podere, tra mandorli e olivi saraceni, scorgiamo subito le Teste scolpite nelle pietre e nelle cortecce degli alberi, alcune dipinte di rosso e modellate grossolanamente, hanno espressioni allegre o tristi, intrise di grande forza espressiva. Oggi alcune delle sculture di Filippo Bentivegna sono esposte al Museé de l’Art Brut di Losanna.

Giardino incantato su TripAdvisor

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Viuzze a Sciacca – Ph. Giovanni Carollo

Tra le prime case di Sciacca appaiono le mura del Castello Luna, e scendendo per via Agatocle, troviamo l’ex Convento di San Francesco d’Assisi, fondato nel 1224 e oggi Centro Culturale. Poi la zona termale con il suo stabilimento, il parco con piscina di acqua sulfurea e lo splendido panorama.

Ci si ritrova in piazza Saverio Friscia, più nota come Potta Vagnu o Porta Bagni perché fino al XIX secolo c’era l’omonima Porta, quindi ci appare lo storico Palazzo San Giacomo.

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Sciacca, il mare – Ph. I. Mannarano

Lo splendido panorama sul mare ci accompagna sempre lungo il nostro tragitto, ma proseguendo imbocchiamo corso Vittorio Emanuele e, nella piazza principale, ci sorprendono le absidi normanne della Chiesa Madre e il Palazzo Arone Valentino.

La Chiesa Madre, scrigno di preziose opere d’arte, tra cui il simulacro della Madonna del Soccorso e la Casa-Museo Scaglione,  conserva anche ricche collezioni artistiche.

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Duomo – Ph. Guido Sorano

Lungo il nostro percorso, una delle più antiche chiese di Sciacca, Sant’Antonio, da qui partivano gli archi della Porta di Mare, possente fortificazione delle mura della città, con il relativo bastione.

Più avanti l’Ex collegio dei gesuiti, eretto nel 1613, oggi Palazzo Comunale, e la Chiesa di San Domenico.

Proseguendo per la via Incisa, dove si trova la curiosa Casa-torre di Pardo, un cortile con il pozzo rinascimentale e Palazzo Perollo, residenza di una delle famiglie responsabili del sanguinoso Caso di Sciacca.

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Sciacca – Ph I. Mannarano

Di fronte il settecentesco portale rimasto dello storico ospedale, accanto la facciata della ex Chiesa di San Gerlando e la Chiesa sconsacrata di Santa Margherita, fondata da Eleonora d’Aragona nel 1342, all’interno una esplosione di stucchi e affreschi, il tetto a cassettoni ed uno straordinario organo del Settecento.

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Chiesa di S. Margherita – by exploringsicily.com

Nella piazza si affacciano la Chiesa del Carmine con il suo rosone medievale, la coloratissima cupola e la cinquecentesca Porta del Salvatore.

Salendo per la via Pietro Gerardi una della più belle dimore di Sciacca, il Palazzo Steripinto, dalla facciata con bugne a punta di diamante. Eretto nel 1501 il palazzo è uno degli insigni monumenti della città, esempio di arte plateresca in Sicilia, del tardo Gotico Rinascimentale. Ancora sul corso, il settecentesco Palazzo Tagliavia.

Dall’altro lato, la quarta Porta di Sciacca: Porta Palermo, da qui, nel corso Giuseppe Licata, troviamo la Chiesa San Giuseppe, Santa Maria dello Spasimo, la Chiesa San Francesco di Paola ed il settecentesco Palazzo Ragusa.

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Viuzze di Sciacca – Ph. Giovanni Carollo

Ed ora, nella parte alta della città, la Porta San Calogero: sulla grande piazza Noceto le ultime chiese: Santa Maria dell’Itria, Badia Grande, Chiesa del Giglio e la Chiesa di San Michele Arcangelo.

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Vincenzo Licata, poeta del mare – Ph. Mannarano

A Sciacca il corallo ha caratteristiche uniche al mondo. Ha tonalità di colore diverse e uniche allo stesso tempo. In seguito ai fenomeni vulcanici, ricordiamo il curioso caso della temporanea comparsa dell’isola Ferdinandea nel 1831, si crearono le condizioni di un microclima particolare che fece venire alla luce estensioni di banchi di corallo che per i frequenti terremoti ed eruzioni, vennero strappati dalla roccia vulcanica e si depositarono sul fondo, formando tre grandi giacimenti di corallo. Nel corso dei secoli, l’azione dei fanghi e dei gas vulcanici ne modificarono la struttura genetica, trasformandoli  nel famoso corallo Rubrum, rosso del Mediterraneo, che cresce copioso a Sciacca.

Si distingue per l’unicità delle tonalità di colore, che vanno dall’arancio intenso al salmone-rosa pallido, caratterizzato da macchie brunastre e talvolta nere, proprio a testimoniare la sua origine vulcanica.  Consorzio corallo di Sciacca

corallo di Sciacca

corallo di Sciacca

Adesso andiamo a visitare la Casa Museo del sapone.

La curiosità di un chimico si è trasformata in passione per la storia del sapone, storia che risale già dal 2800 a.C. La casa museo si trova in un antico fabbricato rurale dei primi dell’ottocento.
L’idea di creare questo spazio museale nasce dalla voglia di Alessandro di trasmettere notizie storiche, tecniche a scientifiche, a tutti gli appassionati del meraviglioso mondo dei saponi.

La Casa museo del sapone su TripAdvisor

Museo del sapone, Sciacca - ph A. Mazzotta

Museo del sapone, Sciacca – ph A. Mazzotta

Il Museo del Giocattolo di Sciacca ci fa viaggiare nel tempo. Sì, proprio così! Un vero e proprio viaggio culturale nei ricordi.
Il Museo è diviso per periodo storico in un crescendo di stanze e suggestioni.
Insieme ad una guida esperta in ogni stanza scopriamo i cambiamenti del tempo nelle ambientazioni e nello stile di vita. Ogni giocattolo è un percorso ricco di aneddoti e di ricordi.

Il museo del giocattolo di Sciacca su TripAdvisor

Museo del giocattolo, Sciacca

Museo del giocattolo di  Sciacca

Scala a Sciacca

scorcio – Sciacca – Ph Giovanni Carollo

Da assaggiare: la Tabisca saccense, pizza contadina cotta nel forno a legna, con sarde, pomodoro, pecorino, origano e cipolla.

Minestra di Sarde con, oltre alle sarde, patate, finocchietto selvatico e piselli.

E ancora le ova murina o cannolo estivo: crepes (mandorle, cannella, cacao, uova e marsala) e crema di latte, dolci che anticamente erano esclusività dei nobili di Sciacca

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Pasticceria a Sciacca – Ph I. Mannarano

I cucchiteddi, dolce del popolo, sono fatti con pasta reale (pasta di mandorla) e zuccata (marmellata di zucca).

Dolci Cucchitelle

I Cucchiteddi – Ph. I. Mannarano

Il carnevale di Sciacca è una esperienza fantasmagorica, ha origini molto antiche, pare risalga alle feste saturnali romane. E’ la festa popolare per eccellenza dove gli eccessi sono sempre stati ammessi, quindi le grandi abbuffate a base di salsicce, cannoli e vino erano protagoniste insieme alle maschere popolari. Tutto il popolo era addirittura obbligato a mascherarsi per ordine del viceré, alcuni gruppi recitavano in dialetto su grandi piattaforme trascinate da buoi o cavalli.

Carnevale Sciacca Sicily  ph Pen Hon/Pin

Carnevale Sciacca Sicily – Ph Pen Hon/Pin

Oggi le figure sono maestose e i movimenti dei gruppi mascherati sono molto sofisticati. Per mesi lavorano con grande maestria artigiani della cartapesta, architetti, disegnatori, fabbri, coreografi e ballerini. Saccensi e “sciacchitani popolo scialusu” lavorano intensamente per la perfetta riuscita del famosissimo “carnevale di Sciacca”. Si recita in siciliano copioni di temi inediti e la satira si ispira a personaggi politici locali e nazionali. La gente “impazzita” balla per le strade. I carri e i gruppi sfilano per le vie del centro storico dal giovedì grasso con la consegna simbolica delle chiavi della città al re del carnevale “Peppi ‘Nnappa” al martedì grasso con il rogo del carro in piazza Angelo Scandaliato.

Qui scopri i Carnevali di Sicilia