Tra le numerose scale che conoscete, questa è sicuramente una delle più insolite. Avete già capito che non si tratta di una vera e propria scala, ma di uno spettacolare tratto di costa che grazie alle sue particolarità, è diventato un’icona del turismo balneare siciliano.

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Questa bianca falesia si trova lungo il tratto di mare tra Realmonte e Porto Empedocle (Agrigento), la sua roccia è fatta di marna,  tenera, calcarea, argillosa e di un bianco accecante. La natura, da grande artista, ha lavorato questa materia nel tempo, rendendola morbidamente sinuosa con l’aiuto del mare e la brezza salmastra, formando terrazze e smussando ogni angolo.

Il mare, approfittando di  questo bianco sfavillante, sfoggerà i suoi blu e azzurri più intensi.

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Una curiosità: il nome Scala dei turchi sembra derivare dal fatto che anticamente le navi dei predoni arabi e turchi trovassero riparo in questa baia.

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Scala dei Turchi

Come arrivare: Potete raggiungere la Scala dalla S.S. 115 e poi la provinciale n.68 sia da est, attraversando  Realmonte, che da ovest attraversando Porto Empedocle.
Bus: Da Porto Empedocle nella stagione estiva trovate un servizio urbano per raggiungere la Scala.
Parking: Parcheggi custoditi a pagamento, meglio andar presto nei periodi di maggiore affluenza.
Spiagge Attrezzate: Lungo la spiaggia vicino alla Scala ci sono strutture ben attrezzate per ristoro e balneazione.

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Tutti vogliamo che questa bellezza duri nel tempo. Per questo che non dobbiamo staccare e portar via neanche un frammento di marna. Attenti alle multe! Il suo potere consiste nella bellezza che ci infonde,  la sua polvere non ha nessuna virtù terapeutica  o cosmetica, quindi è inutile spalmarla sulla pelle come Pierrot.

Porto Empedocle
All’ingresso della città troverete il cartello: Benvenuti a Vigata. Non avete sbagliato, si riferisce alla città (immaginaria e composita) descritta da Andrea Camilleri nei suoi romanzi. Qui, infatti,  è nato lo scrittore e nella via  principale potrete ammirare una statua in bronzo in dimensioni naturali, raffigurante il suo commissario Montalbano. Ma passeggiare nell’animata via Roma  e fermarsi in uno dei suoi eleganti caffè all’aperto, non è certo l’unico motivo per visitare Porto Empedocle, o meglio a Marina, come la chiamano gli agrigentini in riferimento al fatto che nell’antichità, era il porto commerciale di Agrigento. Proprio scendendo verso il porto, dal quale partono i traghetti per le isole Pelagie, troverete ad aspettarvi la bella e massiccia torre di Carlo V, un’antica fortificazione e poi un carcere. Al suo interno troviamo la Sala delle Armi  e la mostra permanente delle opere dello scultore Giuseppe Agnello, l’autore della statua di Montalbano.

Poco distante, a mezz’ora di auto, non perdetevi Naro, un piccolo borgo medievale tutto da scoprire.