I carretti siciliani sono tradizione e simbolo del folclore locale. Conosciuti in tutto il mondo, hanno origine in Sicilia intorno al Settecento.

I carretti, anticamente, erano costruiti dai carradori (carrozzieri), abili artigiani locali, e venivano  usati per il trasporto di merce di ogni tipo. Diverse erano le figure che partecipavano alla suacreazione, da ‘u firraru, il fabbro ferraio che realizzava tutte le parti in ferro del carro, come a cascia ri fusu (struttura in ferro battuto che univa l’asse delle ruote al fondo della cassa), fino a u siddaru che sellava e ornava l’animale da traino, con fiocchi, nastri, campanelli, bardature decorate, chiodi dorati e pennacchi di colore rosso e giallo,  i colori della Sicilia.

cavallo bardato carretto siciliano

Tipica bardatura – Ph. Domenico Milella

Infine c’erano ‘u ferrascecchi, che si occupava di ferrare il cavallo, e l’intagliatore che si occupava delle fiancate, decorandole con pitture ed incisioni tanto più elaborate quanto più importante era il proprietario del carretto.

Le coloratissime decorazioni rappresentano soggetti vari: dalle immagini sacre della Vergine o dei Santi, agli episodi di romanzi cavallereschi; dalle scene di vita quotidiana, fino ai fatti storici.

Oggi, questi meravigliosi esempi della cultura popolare siciliana si possono ammirare durante le sfilate delle feste popolari; particolarmente nota quella di Sant’Alfio a Trecastagni in provincia di Catania.