Una rilassante pausa nel nostro tour della Sicilia occidentale. Nella località di campagna detta Contrada Bagni, in provincia di Trapani scopriamo le Terme segestane, a dieci chilometri dall’antica Segesta.

Già i greci e i romani godevano dei benefici delle acque tanto che lo scrittore Plinio le definiva “le acque più medicamentose” tra quelle che sgorgano dalla roccia.

Dopo la caduta dell’Impero romano, gli arabi scoprirono questo luogo e costruirono un castello su una collina poco distante dalle antiche piscine romane; è il Castello Calathamet, che significa, appunto, Castello dei bagni.

Il tempio di Segesta immerso nel verde -  lapas77

Tempio di Segesta – lapas77

L’acqua del Fiume Caldo di Segesta si insinua in profondità attraverso le rocce porose e viene a contatto con le alte temperature del magma sotterraneo raggiungendo una temperatura di 47° circa: le acque sulfuree e alcaline sono efficaci contro le patologie della cute e hanno un effetto benefico anche sui reumatismi e le vie respiratorie.

Dietro il calore delle acque delle terme di Sigesta c’è anche un racconto mitologico: secondo i primi greci che abitarono la zona la divinità fluviale Krimisòs aveva innalzato la temperatura della corrente per riscaldare la ninfa Egesta, in fuga dalla distrutta città di Troia. I profughi troiani avrebbero scelto la località proprio per la presenza del fiume e per le proprietà medicali delle sue acque calde.

Intorno agli anni Sessanta venne costruito uno stabilimento: qui possiamo coccolarci all’interno di una delle tre piscine termali.

Raggiungiamo le antiche terme seguendo una stradina di campagna che porta al Fiume Caldo e saremo alle Polle del Cremiso.

Non dimentichiamo la macchina fotografica: ci sarà molto utile per catturare la bellezza del paesaggio con cascatelle, formazioni rocciose immerse in un ambiente di canneti, tamerici e pareti rocciose di travertino bianco e rosa.
Ed ora guardiamoci intorno. Arriviamo al sito archeologico di Segesta con i suoi templi dorici e il teatro orientato a nord, verso il Golfo di Castellammare: splendida la scenografia offerta dal panorama del mare e delle colline a perdita d’occhio.

Il fiume caldo a Segesta - fabiofoto

Il fiume caldo a Segesta – fabiofoto

Partiamo da Segesta e giungiamo nel borgo marinaro di Castellammare del Golfo, tra chiese, palazzi storici, lo splendido Castello, le spiagge e le calette.
Spostiamoci verso Scopello per scoprire i faraglioni e l’antica tonnara: non dimentichiamo di assaggiare il saporito pane cunzato all’interno dell’antico baglio: è un pane tipico condito con pomodoro, acciughe, olio d’oliva, sale, pepe e cacio cavallo, formaggio tipico siciliano.
Imperdibile è la Riserva dello Zingaro, paradiso naturalistico con piccole calette, spiaggette di sabbia o ciottoli e grotte bagnate da un mare cristallino.
Concludiamo con San Vito lo Capo: una giornata tra il paese, il cous cous, la splendida spiaggia bianca e il suo mare con le mille sfumature di azzurro.