Una storia di coraggio, resistenza e amore…

La casa di Peppino Impastato, giovane ucciso dalla mafia negli anni 70 a Cinisi (Palermo) è il luogo simbolo dove la sua mamma Felicia ha continuato a vivere dopo l’assassinio del figlio.

Una casa museo per ricordare la sofferenza e l’impegno nella lotta alla mafia da parte di questa famiglia che, per lunghi anni, ha vissuto soggiogata da questo fenomeno.

Il matrimonio con Luigi Impastato segna l’entrata di Felicia in una famiglia mafiosa. Il suo triste destino, segnato dalla tragica perdita del figlio, la porterà a ribellarsi alla cultura dell’omertà aprendo materialmente e simbolicamente le porte della sua casa allo scopo di raccontare la sua storia e quella del figlio ucciso dalla mafia.

In questa casa-museo Felicia espose tutto ciò che riguardava Peppino e la sua battaglia per la legalità e la giustizia.

Casa Memoria Impastato - ph.casamemoria.it

Casa Memoria Impastato – ph.casamemoria.it

Lungo ed estenuante è stato il suo percorso per ottenere giustizia per il figlio.

Felicia si è rivelata una donna, pur nella sua semplicità disarmante, decisa e ostinata che, nonostante l’isolamento iniziale, superando stanchezza, pregiudizi e paura, non si è mai arresa all’idea che la morte di Peppino potesse passare per un suicidio o per la morte accidentale di un terrorista, così come tentarono di far credere i suoi assassini.

Non è mancato l’isolamento da parte di pezzi dello Stato, gravissima macchia, sbiadita solo dall’impegno di magistrati onesti che, per l’intransigenza manifestata nel proprio lavoro, hanno messo in gioco la propria vita perdendola.

Il 7 dicembre del 2000, la Commissione Parlamentare Antimafia ha consegnato a Felicia, sulla porta di Casa Memoria, la relazione che riconosce le responsabilità di alte cariche delle forze dell’ordine nel depistaggio delle indagini.

Felicia è morta il 7 dicembre del 2004, ha coraggiosamente portato a termine il compito della sua vita e ci ha lasciato, con Casa Memoria, meta oggi di tanti visitatori, un luogo simbolo che, Umberto Santino, presidente del Centro Impastato, definisce un “altare laico”.

Un luogo in cui la memoria e la divulgazione della verità e della cultura, diventano attraverso di esso, simbolo vivo della resistenza contro il potere e contro la mafia, la testimonianza concreta di un’esperienza di lotta e di coraggio, in cui la differenza non la fa la famiglia in cui nasci, ma le scelte personali che ciascuno di noi compie.

Ancora oggi, sostando in silenzio tra quelle mura, sembra di udire le voci concitate che si alzavano durante le liti infinite tra padre e figlio, mentre la mamma soffriva impotente le dinamiche di una famiglia senza pace.

Casa Memoria di Felicia e Peppino Impastato 

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