Deve il suo nome al sedano, ortaggio che cresce rigoglioso nell’antica città e le cui foglie sormontano una testa di pantera sulla moneta locale del sesto secolo a.C., tra le prime forgiate in Sicilia.

E’ Selinunte! In tempi remoti ricca e popolosa, oggi ricompresa nel parco archeologico più grande d’Europa al quale si accede da due ingressi e che si estende per 270 ettari, con l’acropoli, la necropoli e le tre colline.

Tempio di Hera a Selinunte – ph. Paolo Barone

I templi ricompresi in questa vasta area sono tra le più significative testimonianze dell’architettura dorica, contrassegnata da semplicità, primato della proporzione e sbalorditive metope nelle quali sono scolpite scene ormai universali, come la celebre raffigurazione di Perseo che uccide Medusa.

Simbolo altrettanto noto della civiltà selinuntina è l’Efebo bronzeo, custodito nel Museo Civico di Castelvetrano. Non da meno, la traccia urbanistica ed il patrimonio artistico votivo e funerario.

Da non perdere, le località balneari della zona, la Riserva Naturale Orientata Foce del Belice nella quale potrete incontrare la tartaruga Caretta Caretta e “L’incanto del pesce”, tradizionale asta in cui, alle 7 del mattino, i pescatori vendono in via Scalo di Bruca, a ridosso del porto, quanto il mare ha offerto nella notte.

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