Andare in cima ad un vulcano è un’esperienza unica. Vette sempre diverse, attraversando selve profumate di fiori di cappero e di ginestra, camminando tra distese bianchissime di pomice, schivando la tagliente bellezza nera dell’ossidiana e ammirando a poca distanza i lapilli dei crateri, facendosi strada tra vigneti che daranno vita alla Malvasia, districandosi tra l’oleandro, il mirto, l’erica e l’olivo, è cosa che può succedere solo in Sicilia, in uno degli arcipelaghi più suggestivi e unici del mondo.

L’arcipelago delle Eolie conta sette isole, tutte di origine vulcanica, più una distesa di scogli, isolotti e faraglioni disseminati su un mare cristallino: ognuna di queste isole – Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea – è un piccolo paradiso di eccezionale varietà, ideale per essere visitato a piedi, con ripide salite che dal livello del mare azzurrissimo arrivano fino a cime che sfiorano anche i mille metri, da cui si domina un panorama eccezionale e si può fare a gara a distinguere le sagome delle isole più distanti che da lontano somigliano ad animali preistorici addormentati a pelo d’acqua.

Eolie - ph. Andrea Grano

Eolie – ph. Andrea Grano

Imperdibili le salite ai due crateri: quello di Stromboli attraverso la nera Sciara del Fuoco, fino al Pizzo a 918 metri e con le esplosioni di lava (una ogni cinque-sei minuti) chiaramente visibili, e quello di Vulcano, un inferno dantesco, tra gas sulfurei sprigionati dalla terra e fanghi terapeutici, ottimo per un caldo bagno rilassante.

Stromboli - Massimo Calcagno

Stromboli – Ph. Massimo Calcagno

Ogni isola ha almeno un itinerario difficile da dimenticare…e spesso molti di più.

A Filicudi c’è Punta Lazzaro, da raggiungere con un sentiero ancora preda dei rovi; ad Alicudi il Filo dell’Arpa con i suoi terrazzamenti e i contadini che ancora salgono a dorso di mulo.

A Salina il Monte dei Porri, la Fossa delle Felci e l’incredibile Pollara, mezzo cratere ancora in piedi e mezzo sommerso, dove venne girato Il Postino, l’ultimo film di Troisi; a Panarea c’è Punta del Corvo. Qui la vista su Dattilo, Lisca Bianca e Basiluzzo. A Lipari il Monte Pilato, Capo Bianco, le particolarissime cave di pomice di Porticello e quelle di Caolino a Quattropani, dalle policromie pastello.

Lipari - Quattropani - ph. Sandro Scalia

Lipari – Quattropani – ph. Sandro Scalia

Un tuffo alle Eolie, patrimonio UNESCO, è un tuffo in una terra ancestrale, forgiata dalla roccia, dalle onde e dal fuoco. Abitata fin dal Neolitico grazie alla preziosa ossidiana e alla fertilità del suolo vulcanico, e poi riplasmata, secolo dopo secolo, dalla paziente mano dell’uomo, che ha costruito muretti e mulattiere, sentieri e stradine. Oggi possiamo godere panorami incredibili dove il tempo sembra essersi fermato e dove noi torniamo a vivere un pò come gli Dei che le abitavano e la cui presenza é ancora tangibile in una bellezza rarefatta che non trova eguali nel mondo.