Il Laboratorio del Gusto dell’Itinerario n° 1 “Da Agrigento a Porto Empedocle
28 luglio, 4/11/18/25 agosto, 1 settembre

 

La narrazione:

Agrigento è famosa nel mondo per la Valle dei Templi, patrimonio dell’umanità UNESCO e perché ha dato i natali a Pirandello. In città e in molti comuni vicini c’è il culto di San Calogero, il santo nero. A lui si offrono i pani votivi, piccoli “muffuletti ” (pani rotondi) di grano duro aromatizzati con semi di anice. Ma a Agrigento sono presenti anche le monache del Monastero di Santo Spirito, che fanno da sempre il cous cous dolce (tra gli ingredienti il pistacchio agrigentino) e altri dolci a base di mandorle. Agrigento è anche la culla storica della capra girgentana, Presìdio Slow Food, presente oggi, anche grazie a Slow Food Agrigento, all’interno della Valle dei Templi. Il parco della Valle e la Kolymbethra sono caratterizzati, tra l’altro, dalla presenza dell’albero di mandorlo, i cui semi sono il cuore dei buonissimi dolci monacali e di altre straordinarie preparazioni.

Porto Empedocle è la “marina” agrigentina e ha la sua piccola flotta di pescatori; un tempo, sulle sue barche, era tradizione preparare la minestra di sarde. Era una pesca assolutamente sostenibile e la sarda è un gustosissimo pesce azzurro. Grano, mandorle e pistacchi, pesce azzurro, un tocco di formaggio di capra girgentana: la sana dieta mediterranea.


La degustazione
:

I viaggiatori degusteranno i pani di San Calò “cunzati“: panini di grano duro con semi di anice condito con conserva di cipolla paglina di Castrifilippo (Presìdio). A seguire dolcetti di mandorla, frutto del lavoro delle monache o di abili pasticceri del territorio.

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