Il Treno delle pizze, focacce e ciambelle – da Caltanissetta al Tempio di Vulcano,  a Porto Empedocle

km. 79 (x2) da percorrere con n. 2 automotrici diesel storiche Aln668 serie 1600 per una capienza di 136 posti
☑️  23 settembre – 14 ottobre – 4 novembre 2018

Il treno parte da Caltanissetta e attraversa nelle aree interne della Sicilia centroccidentale la regione delle zolfare, descritta dai viaggiatori stranieri e spesso tema del racconto letterario e teatrale. Percorriamo l’altopiano dello zolfo, la vasta area dei giacimenti siciliani che in questa zona, compresa tra Caltanissetta e Agrigento, si infittisce di miniere, e i tanti stabilimenti estrattivi prossimi a quest’area  e ora in disuso sono la testimonianza di una storia dello zolfo siciliano conclusa e in attesa di un recupero analogo a quanto avvenuto in Sardegna e in Toscana.

La vocazione agricola di queste terre è rimasta sempre viva e con questa la volontà di recuperare prodotti della storia agraria antica dell’isola, a partire dalle coltivazioni di grani siciliani. Siamo al centro dell’area del ciclo del grano del Val di Mazara, ovvero delle pratiche e dei grani che caratterizzano la tradizione di questa coltivazione, e non a caso nelle settimane precedenti la Pasqua il paese di San Biagio Platani si trasforma radicalmente e, in una tradizione che prosegue dal 1600, crea in un tripudio di colori strade coperte a volta, cupole, campanili con canne e salice, e adorna queste strutture di alloro, datteri, rosmarino, cereali, pani votivi.

Sono numerose, d’altronde, le feste che in questi centri propongono ritualità legate alla natura e alla protezione dei raccolti. A Caltanissetta la Madonna degli Angeli, agghindata di fave e di spighe, gira per i campi per dare la sua benedizione, e nella processione della festa di Maria SS. del Monte di Racalmuto (“a festa sbampà”) muli con sacchi di frumento accompagnano il fercolo della Madonna che è trainata da buoi.

E’ una tradizione di feste rurali che si collega con i prodotti del territorio e che è espressione di una cucina povera, come dimostrano le produzioni a base di paste lievite ripiene di verdure, formaggi e talvolta carni; la pizza aragunisa di Aragona, le fuate di Caltanissetta e San Cataldo, le ‘mbriulate dell’area di Racalmuto e Aragona, mentre i migliori caprini siciliani vengono prodotti grazie all’allevamento, particolarmente diffuso in questa parte dell’isola, della Capra Girgentana, razza storica imponente dalle lunghissime corna a spirale.

Avvicinandosi alla costa è Favara l’ultimo paese di queste aree interne che si incontra, patria dell’agnello pasquale di pasta reale con ripieno di pistacchi, secondo una ricetta creata dalle Monache del Collegio di Maria. Ma Favara in questi anni ha acquisito fama internazionale per la creazione della Farm Cultural Park, vero e proprio incubatore di arti e creatività, divenuto la tappa irrinunciabile di un percorso attraverso la Sicilia dell’arte contemporanea. La tappa di arrivo è a Porto Empedocle, scalo dello zolfo insieme a Catania, la Vigata di Andrea Camilleri, ricca di una tradizione pasticcera di dolci conventuali.

Archi di Pane a San Biagio Platani

Archi di Pane a San Biagio Platani

 

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