Il treno delle minestre e zuppe delle aree interne

da Caltanissetta con tappe di sosta a Enna e Aidone

Locomotiva elettrica d’epoca e carrozze degli anni ’30 “Centoporte” e “Corbellini”

26 maggio

Il treno attraversa le aree interne della Sicilia popolate da produzioni di eccellenza come i grani siciliani, le lenticchie di Villalba, le lenticchie nere delle colline ennesi, la fava larga di Leonforte, il formaggio piacentino ennese. Sono prodotti che la sapienza culinaria antica di queste comunità povere utilizza per preparazioni come il pane cotto, il macco di grano, la Frascatula, tradizionale polenta con farina di cicerchia.

La prima tappa del viaggio è a Enna, luogo di riti e culti di fertilità fin dall’antichità e sede di un tempio dedicato a Demetra. A pochi chilometri è il Lago di Pergusa, utilizzato dagli uccelli migratori nelle rotte verso l’Africa. Da qui secondo il mito si accede al Regno di Ade e da qui Kore, la figlia di Demetra, ogni sei mesi ritorna dall’oscurità e dal sonno dei morti a propiziare la fertilità e l’abbondanza delle produzioni in primavera e estate, prima di tornare giù e attendere che la nuova semina germogli e dia i frutti. E’ la storia di una devozione millenaria che la Chiesa ha avuto difficoltà ad estirpare, imponendo infine il culto di Maria SS. della Visitazione come Santa patrona a Enna, da sempre un centro strategico a difesa delle strade interne della Sicilia. La sua Fortezza, che poi diverrà il Castello di Lombardia, è stata fondamentale nel controllo bizantino delle aree di produzione del grano e la sua caduta nell’859 sotto l’assedio delle truppe saracene ha reso necessario spostare le difese verso i Nebrodi, nelle rocche di Rometta e Troina. Di questa fase resta ben poco, il Castello ha ora le sembianze volute da Federico II che qui ha creato una delle architetture militari più belle, la Torre di Federico, tappa fondamentale nella visita della città: a pianta ottagonale e circondata da una cinta muraria ottagonale si sviluppa su tre ambienti sovrapposti, per una perfezione e un’essenzialità di forme che sono il marchio inconfondibile di questa produzione architettonica. Ad Enna è previsto un Laboratorio del gusto, curato da Slow Food Sicilia.

Addentrandosi in pullman nei territori delle aree interne, si attraversano vaste aree coltivate a grano, alternate a macchie di bosco di eucalipti, pini, frassini, cipressi, pioppi e sottobosco di agrifogli e felci. Siamo all’interno dell’area al centro della Sicilia abitata da popolazioni di origine settentrionale (Piazza Armerina, Aidone, Sperlinga, Nicosia, Sanfratello, Novara di Sicilia). Superata la Riserva Rossomanno Grottascura, si giunge alla seconda tappa del viaggio, Aidone, che era un tempo difesa da un Castello ora in rovina sulla sommità di un colle a controllo della Valle del Gornalunga. Le chiese di S. Maria la Cava, S. Lorenzo e S. Anna sono tappe importanti di una sua visita come il Museo archeologico regionale che racconta nei suoi preziosi reperti la storia della città indigena ellenizzata di Morgantina distante pochi chilometri. Qui la collezione di argenti e la scultura della Dea ricordano ancora una volta la centralità nelle aree interne della Sicilia del culto della Dea madre, legata alla fertilità della terra.

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