Il Treno delle dolcezze di convento e dei pani sacri – da Licata, al Tempio di Vulcano, a Porto Empedocle

km. 97 (x2) da percorrere con n.2 automotrici diesel storiche Aln668 serie 1600 per una capienza di 136 posti

☑️ 9 settembre – 30 settembre – 28 ottobre 2018

Il treno conduce i viaggiatori attraverso i paesaggi dell’agrigentino, correndo parallelo alla linea di costa da Licata fino a Agrigento. Il viaggio si realizza all’ingresso dell’autunno, alla chiusura quindi della fase del raccolto e alla vigilia dell’avvio del nuovo ciclo di produzione, nel segno delle feste e dei cibi votivi dedicati a San Calogero.

La Sicilia greca era dedicata alle divinità Demetra e Kore e le feste in loro onore scandivano e celebravano i tempi di semina e raccolto, celebrando quindi il rinnovarsi annuale della natura. Una devozione vissuta anche attraverso i pani votivi, i mylloi, rimasta viva nelle comunità rurali siciliane fino ai giorni nostri quando, ancora oggi, è  uso confezionare e offrire al santo patrono pani votivi per ringraziarlo dei raccolti e intercedere per l’abbondanza dei nuovi. In questo territorio è San Calogero, il santo nero festeggiato nelle prime due domeniche di luglio, ad essere stato scelto per questa azione di protezione dei raccolti. Per lui i fedeli confezionano con grano duro e semi di finocchio pani votivi, i muffuletti di San Calò, che ad Agrigento usano benedire alla Kolymbetra. Sono pani votivi che la spolveratura di semi di papavero rende neri come il colore del santo, lanciati dai devoti urlanti durante la festa  in direzione della sua statua portata in una corsa a perdifiato per le strade dai percolanti scalzi. Rappresentazioni spettacolari della vicenda del santo vengono proposte nei paesi di quest’area che hanno scelto Calogero come loro santo patrono.

Questi territori hanno anche vissuto la tradizione secolare di una splendida pasticceria conventuale, ricca di creatività e rigorosamente attenta a valorizzare i prodotti del territorio. E’ una tradizione che nasce dalle vicende storiche dei casati nobiliari siciliani e dalle rigide regole che decretavano i destini delle figlie femmine o dei figli minori assegnando loro una vita e un ruolo all’interno di monasteri e conventi.

La possibilità di utilizzare i prodotti della terra dei vasti possedimenti della chiesa e l’abitudine acquisita, prima della loro vita conventuale, a conoscere e apprezzare le raffinatezze della cucina nobiliare, hanno creato i presupposti di una formidabile pasticceria dei conventi. Questa stagione di grande creatività dolciaria è ormai finita insieme alla chiusura di larga parte dei conventi e monasteri siciliani. La memoria di tutto ciò resta impressa nei ricettari o immortalata nei racconti letterari. Spiccano tra queste prelibatezze ricette del territorio come il cous cous dolce e le conchiglie di mandorle del Monastero agrigentino di S. Spirito , i bocconetti e la pasta reale del Monastero benedettino di Palma di Montechiaro.

Festa di San Calogero

Festa di San Calogero

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