ITINERARIO 18
Il Treno delle dolcezze degli Iblei – da Siracusa a Scicli, e Ragusa
km. 112 (x2) da percorrere con Locomotiva diesel storica più n.3 carrozze tipo 1928 serie “Centoporte” più Bagagliaio Di con capienza di 234 posti

Indice5 agosto e 19 agosto 2018

L’itinerario propone un viaggio che ha inizio da Siracusa e, percorrendo la costa in direzione sud, taglia trasversalmente il territorio verso il ragusano all’altezza dell’Oasi naturalistica di Vendicari, per giungere infine a Ragusa. E’ un percorso ad alto tasso naturalistico che costeggia le riserve naturali del Fiume Ciane, le Saline di Siracusa, la scenografica riserva naturale orientata di Cavagrande del Cassibile.

L’eccezionale complesso archeologico di Siracusa, il teatro di Eloro alle soglie dell’Oasi di Vendicari, la villa romana del Tellaro raccontano una storia del territorio antica di millenni. I borghi in abbandono di Noto Antica e di Avola Antica, disposti a pochi chilometri dagli attuali abitati propongono un altro racconto, del territorio, parliamo del Val di Noto, che il terribile terremoto del 1693 ha integralmente devastato costringendo le popolazioni sopravvissute ad abbandonare gli abitati storici e a costruire nuove città che hanno adottato modelli urbani e scelte architettoniche barocche di assoluto livello. Il treno attraversa i territori di alcune di queste città che l’UNESCO ha inserito, quale sito seriale, nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.

I paesaggi di questi territori sono quelli del tipico giardino ibleo con i bassi muretti di pietrame a secco rifinito con mazzuolo e accuratamente disposto, a tracciare linee regolari sui campi e costruire una ordinata delimitazione di campi coltivati, recinti, pascoli, aree di residenza, con le masserie, talvolta fortificate. Chiuse in sé e organizzate intorno a un cortile.

Scicli è  “…quel paese di cave e di grotte, d’alvei di torrente e di rocciosi poggi, di fortezze e di castelli, di chiese e di palazzi d’un barocco bizzarro, dove personaggi e maschere dallo sguardo stupefatto sembrano affacciarsi, da balconi, dal colmo d’archi, di fastigi, come spettatori e attori d’un incredibile spettacolo…”. sono le parole con le quali lo scrittore Vincenzo Consolo parla della bellissima Scicli, penultima tappa del viaggio che a termine a Modica.

E’ un viaggio nelle dolcezze degli Iblei e questo non può che partire dalla svariata gamma di cosaruci di meli (Cose dolci di miele), dolci delle festività, figurati e a base di miele (pupe, cavadduzzi, piccole pere, rami) e molte varianti nella composizione dell’impasto.

Sono numerose le preparazioni dolci che sono più strettamente alla storia di questi luoghi e ai prodotti del territorio: gli occhi di S. Lucia di Siracusa, i facciuni di S. Chiara di Avola, i crispeddi degli Iblei di Ispica, ulteriore variante del dolce che viene proposto nelle altre parti della Sicilia, il cioccolato modicano, creato con un’antica ricetta azteca, le ‘mpanatigghi di Ragusa, frutto di una sapienza culinaria capace di costruire perfetti equilibri tra dolce e salato, vitello da un lato, cioccolato, zucchero, cannella e chiodi garofano dall’altro.

Cioccolato di Modica aromatizzato - Ph. sikelianews.it

Cioccolato di Modica aromatizzato – ph. sikelianews.it

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