ITINERARIO 16
Il treno delle cose dolci  – da Palermo  a Segesta, a Salemi
km. 105 (x2) da percorrere con Locomotiva diesel storica più n.3 carrozze tipo 1928 serie “Centoporte” più Bagagliaio Di con capienza di 234 posti
 7 ottobre – 4 novembre – 25 novembre 2018
Il treno attraversa le coste nordoccidentali e la Valle del Belìce alla scoperta dei dolci che raccontano l’identità del territorio e la devozione ai santi protettori. Una narrazione che si può costruire nello scandirsi dei tempi della natura e della produzione, raccontata attraverso alcune delle feste più importanti del territorio, percorrendo paesaggi dapprima costieri per addentrarsi verso sud, nelle terre delle prime colonie greche ed elime e nella valle del Belìce. Si attraversano paesaggi diffusamente coperti da colture e  popolati da bagli e masserie, spesso trasformati in luoghi di ospitalità.

La primavera e la rinascita della natura sono tradizionalmente associate alle numerose feste siciliane in onore di S. Giuseppe. A Palermo, che condivide la tradizione dei fuochi di Giuseppe, il dolce che si associa naturalmente alla festa è la sfincia, dolce di pasta lievita che si ricopre e si farcisce, quale opulenza!, di crema di ricotta e graniglia di pistacchi. Un vero e proprio palinsesto dei prodotti della terra per un’abilissima interpretazione delle suore palermitane del Monastero delle Stimmate di un tradizionale dolce orientale. Spostandosi verso il trapanese la celebrazione della rinascita della natura è proposta quasi ovunque, ma a divenire grandi feste agresti della primavera e dell’abbondanza sono certamente le processioni riccamente scenografiche e corali in onore della  Madonna di Tagliavia a Vita e del SS. Crocifisso a Calatafimi. La prima, replicata annualmente dalla comunità vitese di emigrati residenti a Toronto, vive i suoi momenti più emozionanti nella benedizione mattutina degli animali e nella processione dei carri dell’olio e vino e del pane. La seconda, ogni quattro anni nei primi tre giorni di maggio, vede Borgesi e Cavallai in corteo, lanci di nocciole e confetti, il carro dei Massai tirato da buoi e una torre con croce di pane e spighe rivestita di alloro, nastri, fiori, caci freschi figurati, cucciddati.

Giunti alla fase estiva della piena maturità dei raccolti sono le preparazioni dolci in onore di S.  Pietro ad essere condivise in più parti dell’isola. E’ tradizione che la chiave di S. Pietro di pasta melata (di meli), o di pasta e mandorle abbrustolite (sussumela), venga donata dall’uomo alla donna amata per aprirne la serratura del cuore, e sono tanti in Sicilia anche i dolci in pastamiele che accompagnano le feste allo scoccare dell’Equinozio di autunno, perpetuando in tal modo la tradizione antica dei Mysteria maggiori di Eleusi.

Giunti alla fase che dall’autunno conduce all’inverno sono numerose, in questi territori così come nelle case e pasticcerie siciliane, le preparazioni dolci che si basano sull’utilizzo delle conservazioni della produzione estiva (fichi, conserve, mosto, vino cotto), popolando le tavole natalizie di cubbaite, buccellati, cosi duci dell’agro ericino.

cubbaita - ph. panzaepresenza.blogspot.it/

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