ITINERARIO 19
Il Treno della cucina di strada e delle feste agricole – da Siracusa a Scicli, a Ragusa
km. 112 (x2) da percorrere con Locomotiva diesel storica più n.3 carrozze tipo 1928 serie “Centoporte” più Bagagliaio Di con capienza di 234 posti

2 settembre 2018

Si parte da Siracusa e si percorre la costa in direzione sud, tagliando trasversalmente il territorio verso il ragusano, per giungere infine a Ragusa. Si costeggiano emergenze naturali come le riserve del Fiume Ciane e delle Saline di Siracusa, e la riserva naturale orientata di Cavagrande del Cassibile.

Un viaggio che segue i percorsi della Sicilia greca e romana, a partire dai siti archeologici di Siracusa e passando per le zone del teatro di Eloro e della villa romana del Tellaro, mentre i borghi in abbandono di Noto Antica e Avola Antica, e le città di questa zona dalle piante e dalle architetture barocche, sono i frammenti di una storia bruscamente interrotta nel gennaio 1693 e di una storia del tutto nuova che, poco tempo dopo, si è riavviata.

Nei paesaggi di questi territori, dove l’ordinato disporsi dei bassi muri a secco costruisce il tipico giardino ibleo popolato da masserie, talvolta fortificate, le comunità rurali si sono impegnate ad esaltare la vocazione agricola di quelle aree realizzando coltivazioni diffuse e privilegiando quelle di maggiore qualità e di più intenso legame con il territorio.

La Cavalcata dei pastori, i falò bruciati  ai crocicchi delle strade sono momenti di intensa religiosità, legati al culto di S. Giuseppe festeggiato alle soglie della primavera  e al racconto della fuga in Egitto, che accomunano numerose comunità siciliane nell’evocare e propiziare attraverso il santo la rinascita della natura. A Scicli vi è una delle feste in onore del Santo di maggiore intensità mentre a S. Croce di Camerina si registrano per quella festa organizzazioni di trionfali Cene di S. Giuseppe degne delle analoghe cene proposte nei paesi della Valle del Belice.

Ma sono tante le feste che in queste terre consolidano il rapporto tra comunità e santi,ai quali si chiede protezione su produzioni e raccolti e altrettante le produzioni di pani votivi a suggellare tale legame: i pani azimi lanciati dai fedeli in direzione  del santo per la Festa di S. Sebastiano a Avola, le cuddure benedette in onore di San Pietro, i pani votivi natalizi di Buccheri a simboleggiare la fertilità, i minuscoli panini senza sale in forma di ciambella dedicati a S. Antonio Abate, la festa del Battista a Pozzallo e la processione a mare che trasporta al largo la statua del santo tra le barche dei fedeli, a suggellare il rapporto di protezione del Santo con i marinai e, dal novecento, con gli emigrati.

La ricca varietà delle produzioni è alla base di una cucina di strada degli Iblei che è in grado di raccontare un territorio complesso per densità e qualità dei prodotti della terra: facce di vecchia, scacce, scacciuni, ‘mpanate, ‘nfigghiulate, curiune, ‘mpriolate, buccaturedda, pastizzi, ruotuli, cudduruni sono alcuni dei nomi di pizze focacce e scacce, che utilizzano nel ripieno carni, verdure e formaggi rigorosamente del territorio.

Pani di San Giuseppe Turismo.trapani.it

Pani votivi

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