Il treno del pistacchio verde di Bronte e frutta dell’Etna

da Messina con tappe di sosta a Bronte e  Randazzo
Locomotiva elettrica d’epoca e carrozze “Centoporte”

21 settembre

Programma turistico

Il treno percorre la costiera ionica attraversando paesaggi costieri popolati di agrumeti, frutteti, uliveti interrotti dai numerosi paesi che popolano l’area. Nei territori interni, alle quote più alte, questa parte della Sicilia ha paesaggi del tutto diversi per le differenti condizioni di temperatura e i pascoli di bovini autoctoni dai quali i casari di questi monti ricavano ricche produzioni di formaggi. Passata Giardini Naxos, la prima colonia greca in Sicilia e, poco più avanti, la foce dell’Alcantara, si giunge a Giarre e da qui ha avvio la seconda parte dell’itinerario, condotta nei treni della Circumetnea attiva dal 1895 lungo le pendici meridionali dell’Etna. Si percorre il pendio del vulcano attraversando paesaggi ricchi di una grande varietà di colture e produzioni di frutti dalla storia antica: le diverse varietà di mele, pere e fichidindia dell’Etna, pesche tabacchiere e ciliegie mastrantonio, nocciole e castagne. Lungo i pendii si dispongono le ricche coltivazioni di quaranta varietà autoctone di vitigni, mentre il territorio è popolato dalle numerose case-cantina etnee che riuniscono residenza e palmento, espressioni di una sapienza tecnica capace di produzioni vitivinicole di eccellenza con il Mamertino di Milazzo e il Faro DOC nella prima parte del territorio e con l’Etna DOC nell’area del vulcano.

pistacchio di Bronte - ph. Dipartimento Reg.le Agricoltura UO S8.12 Bronte

pistacchio di Bronte – ph. Dipartimento Reg.le Agricoltura UO S8.12 Bronte

Il viaggio fa la prima tappa a Bronte, resa celebre dalla produzione di un eccezionale varietà di pistacchio, il pistacchio verde di Bronte DOP. Un itinerario nell’abitato ha nella Chiesa dell’Annunziata, nel Real Collegio Capizzi e nella Biblioteca Borbonica le sue principali tappe. Il territorio è stato scenario di sanguinose pagine di guerra e repressione ma anche di una storia singolare alle soglie dell’800, quando il Re Ferdinando IV di Borbone lo ha donato all’ammiraglio Nelson per ringraziarlo del suo sostegno nella repressione dei moti partenopei. Un episodio di storia che resta impresso nel nome dei terreni agricoli intorno all’edificio da quel giorno denominati “Ducea di Nelson”. Poco lontano è l’Abbazia Medievale, edificata dal re normanno Guglielmo il Buono, che prende il suo nome di S. Maria Maniace dal generale bizantino Maniace qui vincitore di un importante battaglia con i Saraceni.

Panorama di Savoca e Chiesa Madre – vvoe

Abbandonata la circumetnea il treno, nel ritornare verso nord, ripercorre i paesaggi costieri di agrumeti che conducono lungo la costa ionica fino alle sponde dello Stretto. La seconda tappa è a Savoca, inserita tra i Borghi più belli d’Italia per la densa presenza di architetture storiche di pregio come le Chiese di S. Michele e di S. Nicolò, la Chiesa Madre e il sapiente inserimento dell’abitato nella realtà naturale dei luoghi. Il Museo comunale, realizzato all’interno di un’abitazione rurale, racconta la vita contadina del territorio. Sono le due feste per S. Lucia patrona, l’11 agosto e il 13 dicembre le principali tappe di fede della comunità, con spettacolari rappresentazioni a suggellare il profondo rapporto con la terra e i raccolti.

I dettagli del programma turistico saranno pubblicati a breve

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