ITINERARIO 22
Il Treno del pistacchio e delle colture etnee – da Messina a Giarre, a Bronte, a Randazzo
km. 123 (x2) da percorrere  con locomotiva elettrica storica E646 + 2 carrozze tipo 1959 serie Bz45000 + bagagliaio Uiz + 2 automotrici FCE RALn64 per una capienza di 128 posti
→ 11 agosto e 25 agosto 2018

Il treno percorre la costiera ionica da Messina a Giarre, attraversando paesaggi costieri di agrumeti, frutteti, uliveti e macchia mediterranea interrotti dai numerosi paesi che popolano l’area.

Nei territori interni, alle quote più alte, questa parte della Sicilia ha paesaggi del tutto diversi per le differenti condizioni di temperatura e i pascoli di bovini autoctoni con ricche produzioni di formaggi ad opera dei casari di questi monti, come la Provola dei Nebrodi e le fantasiose realizzazioni di caci figurati lavorati in forma di animali nella fase di filatura.

Attraversiamo aree che insistono lungo i percorsi degli scrittori, dal Parco letterario Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo ad Alì Terme, al Parco Letterario Salvatore Quasimodo nella stazione di Roccalumera; luoghi densi di racconti e di storia dove convivono comunità e riti del mondo contadino e del mondo del mare, la processione di barche di Letojanni e, a Savoca, la rappresentazione sacra del processo e martirio di Santa Lucia.

Il viaggio prosegue fino a Giardini Naxos, prima colonia greca in Sicilia posta a ridosso della Riserva naturale di Isolabella e ai piedi degli abitati di Taormina e Castelmola. Poco più avanti il treno attraversa l’Alcantara che giunge a mare dopo un lungo e affascinante di gole tra tra scure pareti di rocce basaltiche, strette e serpeggianti. E’ il vulcano che nasconde nei suoi luoghi racconti mitologici di amori tragici, come quello tra la ninfa Rosemarine e il giovinetto Mascali, che diede nome ai luoghi e venne punito da Vulcano con una colata vulcanica disastrosa.

La seconda parte dell’itinerario è condotta nei treni della Circumetnea, attiva dal 1895 lungo le pendici meridionali dell’Etna, percorrendo il pendio del vulcano, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Nel mito Etna era la ninfa figlia di Urano e di Gea, qui vivevano Tifeo, Encelado, Efesto, qui la Fata Morgana con un incantesimo trasportò Re Artu e la sua Curia. Si attraversano  paesaggi ricchi di grandi varietà di colture e produzioni di frutti dalla storia antica: le diverse varietà di mele, pere e fichidindia dell’Etna, pesche tabacchiere, ciliegie mastrantonio, funghi porcini dell’Etna, nocciole, castagne. Lungo i pendii e in terrazzamento si dispongono le ricche coltivazioni di quaranta varietà autoctone di vitigni, mentre il territorio è popolato dalle numerose case-cantina etnee, che riuniscono residenza e palmento.

Il viaggio si conclude a Bronte resa celebre per l’eccezionale varietà di pistacchio che si produce. Un territorio che ha vissuto sanguinose pagine di storia e la vicenda singolare, alle soglie dell’ottocento, dell’Abbazia medievale di S. Maria Maniace donata da re Ferdinando IV di Borbone all’ammiraglio inglese Orazio Nelson e trasformata nella Ducea di Nelson.

Pianta di pistacchio - ph. Dip. Reg.le Agricoltura UO S8.12 Bronte

Pianta di pistacchio – ph. Dip. Reg.le Agricoltura UO S8.12 Bronte

Download 
Locandina Info Viaggio

←    Torna ai Treni Storici del Gusto – Sicilia 2018

☑️  Pagina Facebook Sicilia | Treni Storici del Gusto