Il Treno del gelato nelle terre dei Nebrodi – da Messina a Palermo

km. 165 (x2) da percorrere con Locomotiva elettrica storica E646 più n.2 carrozze tipo 1959 serie Bz45000 più Bagagliaio Di per 144 posti

30 settembre 2018

L’itinerario offre l’opportunità ai viaggiatori di attraversare i paesaggi costieri tirrenici che conducono da Messina verso le pendici dei Nebrodi e delle Madonie e, superando le piane di Termini e Bagheria, raggiungono Palermo. Il percorso è realizzato in contemporanea con lo svolgimento nel capoluogo siciliano dello Sherbeth Festival Internazionale del Gelato Artigianale.

E’ un percorso attraverso la storia (dai siti della Sicilia greca e romana, ai sistemi fortificati costieri medievali e del 500, alle ville barocche), le arti (la Fondazione Lucio Piccolo di Calanovella, Atelier sul Mare e Fiumara d’arte), la natura (le fiumare, i laghetti di Tindari, l’arcipelago delle Eolie, i parchi naturali dei Nebrodi e delle Madonie) in una realtà paesaggistica che, risalendo i pendii dei due parchi naturali, propone scenari naturali di forte intensità.

L’abbondanza di pascoli è alla base dei prodotti derivati dalla lavorazione del suino nero dei Nebrodi e di una ricca e diversificata produzione di formaggi storici che sembrano ripercorrere l’itinerario del treno: il formaggio maiorchino e la provola dei Nebrodi, la provola delle Madonie, la vastedda palermitana, il cascavaddu e il caciocavallo di razza cinisara.

E’ possibile costruire un racconto di questi territori attraverso le tante feste del ciclo agrario o delle comunità del mare che hanno da sempre consolidato l’identità di questi territori. Il racconto può partire dalle feste in onore di S. Giovanni, che coincidono a giugno con la fase della piena rinascita della natura, come la Festa del Muzzuni di Alcara li Fusi, che evoca la decapitazione del  Battista, o i festeggiamenti a Castelbuono di fave e patate tra i fuochi delle quarare di cottura come i tanti riti agrari del fuoco di questa fase dell’anno.

Particolarmente sentita la produzione di pani votivi o realizzati a protezione di sventure e calamità naturali nelle feste sacre di questa parte della Sicilia come le collure a S. Marco d’Alunzio per i SS. Marco, Nicola e Basilio,  gli occhiuzzi di Santa Lucia a Castellana Sicula, i cudduredda di Caronia, portati con sé nei pagghiara dalle famiglie dei carbonai dei Nebrodi.

Infine, a fare da pendant al tema del gelato e la sua festa palermitana, è la sapiente tradizione del gelato e delle granite accompagnata da una soffice dorata brioscia con l’immancabile cocuzzolo. Fino a metà dello scorso secolo era il gelato ad andare incontro alla gente, sospinto da ambulanti che magnificavano con abbanniate il prodotto e correvano per la città su un carretto a tre ruote con unico pozzetto coperto da un tettuccio di tela a frange, servendo il gelato per strada o fin sotto casa, dentro un bicchiere vuoto calato con un paniere dal balcone.

Ai tavolini dei bar più eleganti il gelato si proponeva servito in coppa (spongato) o più compatto (il pezzo duro) su un piattino con un vezzoso centrino di carta dai bordi ricamati.

ph. sherbethfestival.it

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