ITINERARIO 4
Il Treno del cioccolato modicano – 
da Catania a Modica
km. 92 (x2) da percorrere con locomotiva diesel storica e n.3 carrozze tipo 1928 “Centoporte” più Bagagliaio Di per una capienza di 234 posti


9 dicembre 2018

Il treno percorre la Sicilia sud orientale da Catania gli iblei, alla scoperta dei paesaggi, giardini di pietra e muri a secco, in una terra che, nella sequenza di feste dall’estate alle soglie dell’inverno celebra il lavoro dei campi e propizia il raccolto.

Si corre paralleli alle Oasi del Simeto percorrendo la costa sino ad Avola in una sequenza di riserve naturali (Valle dell’Anapo, Fiume Ciane, Saline di Siracusa, Cavagrande del Cassibile), siti archeologici (Catania greco romana, Lentini, Megara, Siracusa, Eloro), luoghi dei miti (di Alfeo e Aretusa, di Artemide, di Anapo e la ninfa Ciane), luoghi storici delle guerre (Operazione Husky a Piano Sferro, Armistizio a Cassibile, Hangar per dirigibili a Augusta).

Da qui il percorso si sviluppa nell’area delle città del Val di Noto, inserite dallUNESCO nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità, e si attraversa il giardino ibleo creato per gestire le piccole proprietà terriere che in questa zona hanno sostituito il feudo. Bassi muretti realizzati di pietrame a secco disegnano precise geometrie a disporre ordinatamente proprietà e attività lavorative delle campagne, popolate dalle masserie, strutture del lavoro gerarchiche e organizzate intorno a un grande cortile. L’itinerario, che tocca i principali centri del sud est, si conclude a Modica.

Ma è possibile ripercorrere questo viaggio raccontandolo attraverso la cultura materiale delle comunità e le feste agricole che vogliono indurre la protezione dei santi sul raccolto e sul lavoro dei campi. La tradizione di S. Giuseppe, il 19 marzo, alle soglie della primavera, dell’accensione dei falò ai crocicchi delle strade e delle maestose cene preparate in suo onore in lunghe giornate e poi offerte ai poveri, interessa anche quest’area, a evocare e propiziare la rinascita della natura. Si diversifica talvolta proponendo eventi scenografici come la Cavalcata di Scicli, che si ispira all’episodio evangelico della Fuga in Egitto.

Sono legate al sonno della natura le ritualità che si realizzano sul finire dell’anno e al suo avvio: i pani votivi di Buccheri, le maestose cuddure realizzate per S. Antonio Abate, i minuscoli panini dedicati al santo a Canicattini Bagni e appesi al capezzale. In questo periodo di passaggio dall’oscurità alla luce le credenze popolari raccontano che al primo tocco della notte di Natale, per soli due o tre secondi, piante e alberi si ricoprono di foglie e frutti. Una vittoria della natura e della sua ricca diversità che ritrovi nelle tante pizze, focacce, scacce, che utilizzano nel ripieno carni, verdure e formaggi rigorosamente del territorio, talvolta cercando delicati equilibri tra dolce e salato e proponendosi in un ricco campionario di nomi: scacciuni, ‘nfigghiulate, scacce, buccaturedde, curiune, ‘mpriolate, pastizzi, ruotuli, cudduruni, ‘mpanatigghi.

Impanatigghi modicani

Impanatigghi modicani


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