ITINERARIO 20
Il Treno del Cerasuolo e dell’ulivo – da Siracusa, a Comiso, a Donnafugata
km. 153 (x2) da percorrere con Locomotiva diesel storica più n.3 carrozze tipo 1928 serie “Centoporte” più Bagagliaio Di con capienza  di 234 posti

☑️   26 agosto e 23 settembre 2018

Si parte da Siracusa e si percorre la costa in direzione sud, tagliando trasversalmente il territorio verso il ragusano, per giungere infine a Ragusa.

E’ un viaggio che ripercorre alcune delle tappe e dei luoghi della Sicilia antica (Siracusa, il teatro antico di Eloro, la villa del Tellaro)  e costeggia affascinanti luoghi naturali (le Riserve Naturali del Fiume Ciane e di Cavagrande del Cassibile).

Da qui il percorso si sviluppa nell’area ricostruita dopo il terremoto del 1693 con nuovi abitati e architetture barocche, in uno straordinario equilibrio tra città e paesaggi riconosciuto dall’UNESCO, iscrivendo le città barocche del Val di Noto nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.

Si attraversa il giardino ibleo, popolato da masserie, talvolta fortificate e organizzato ordinatamente dalle precise geometrie di bassi muretti in pietra calcarea degli Iblei, realizzati dai murasiccari con identica tecnica da secoli per limitare campi e pascoli e liberare il terreno da coltivare. Sono di queste terre e pascoli di bovini autoctoni produzioni di formaggi di eccellenza, come il formaggio ragusano all’interno di un mondo rurale che, ancora all’inizio del novecento, qui come in tante altre parti della Sicilia, trovava naturale sovrapporre nelle feste religiose ritualità pagane e cristiane. Sono le terre del vino rosso di Pachino raccontato da Omero, che riempì gli otri di Ulisse.

Il territorio di Vittoria, poco lontano da Comiso, meta del nostro viaggio, ha destinato larga parte dei suoi terreni migliori all’impianto di vigneti, dedicando molti sforzi al miglioramento tecnologico delle fasi di produzione del vino. Ne è scaturita nelle contrade storiche comprese tra Vittoria e Acate, una preziosa produzione di vino Frappato e Cerasuolo di Vittoria che, unica in Sicilia, ha acquisito la certificazione D.O.C.G. (Denominazione di origine protetta e garantita).

Nel periodo della vendemmia del Cerasuolo vi è qui una ricca tradizione di pietanze dolci che utilizzano il mosto delle uve raccolte. La mustata è realizzata con il mosto cotto che viene ribollito e reso più chiaro e dolce dall’aggiunta di cenere di legna o di pietra calcarea frantumata, reso più cremoso dall’aggiunta di semola e infine servito con granella di mandorle e cannella. Un’identica spolveratura di granella e mandorle condisce i cuddureddi della vendemmia (così si chiamano a Vittoria e Scicli, mentre a Modica divengono i “lolli nto mustu”) realizzati con un impasto a base di farina e mosto ristretto, o i trusciteddi, una pasta ripiena di mandorle tostate e miele. Il vino cotto, infine, è realizzato con mosto bollito e ristretto e infine aromatizzato con bucce di arancia. Tappa d’obbligo è al Castello di Donnafugata, la ricca dimora ottocentesca trasformata in castello romantico dal Barone Despuches.

Donnafugata - ph. Luigi Nifosi

Castello di Donnafugata – ph. Luigi Nifosi

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