ITINERARIO 21
Il treno dei sapori di tonnara e dei prodotti della terra – da Trapani a Castelvetrano
km. 44 (x2) da percorrere con Locomotiva diesel storica più n.3 carrozze tipo 1928 serie “Centoporte” più Bagagliaio Di con capienza di 234 posti

14 ottobre – 28 ottobre – 2 dicembre 2018

Magazzinacci, Castellammare del Golfo, Scopello, Guzzo, Secco, Cofano, Bonagia, San Giuliano, S. Vittore, Formica, Favignana, Nubia, San Todaro, Monzella, Boeo, Cannizzo, Mazzara, Tre Fontane, Sciacca, Tonnara della Cattiva. E’ la sequenza delle tonnare ancora attive lo scorso secolo al’estremità occidentale della Sicilia nel tratto costiero da Castellammare del Golfo a Sciacca. Accanto a questi stabilimenti sono sorte torri di avvistamento a presidiare il territorio.

Stabilimento Florio - ph Erika Chaubert Studer

Stabilimento Florio – ph Erika Chaubert Studer

Oggi parte di tutto ciò è scomparso, talvolta è divenuto fondale del bagno estivo di turisti e popolazioni locali, la gran parte necessita di un recupero e di una nuova funzione. Si è ormai chiuso, divenendo archeologia industriale, il ciclo di vita di una popolosa comunità marinara e di un’industria, quella della pesca, lavorazione e conservazione del tonno che, introdotta nel ‘300, si è costantemente espansa fino a raggiungere il 2,5 % del PIL siciliano; restano nella memoria divenuta leggendaria i 14.020 tonni della mattanza del 1865 nella Tonnara di Favignana. Ed è proprio questo grandioso stabilimento che oggi, grazie a un restauro lungo molti anni, restituisce ai visitatori un frammento di quel microcosmo culturale governato, in mare e nelle lavorazioni di terra, dal rais, un luogo che ci racconta, nei suoi spazi e attraverso le attrezzature recuperate, le tappe e i modi della lavorazione del tonno fresco, della sua conservazione e  trasformazione: il tonno di corsa, la bottarga, il lattume di tonno sotto sale, il “ritunnu salatu”, il salame di tonno (‘a ficazza di tunnu). Uno straordinario campionario di lavorazioni salate o essiccate del pescato, da accompagnare con il pane nero, insaporito da sale marino, olio di nocellara e aglio di Nubia.

Nel percorrere queste coste il treno ci propone un racconto che ha spesso nella natura la protagonista: lo percepisci attraversando la Riserva Naturale Orientata delle Saline di Trapani, Paceco e dello Stagnone punteggiata dai mulini a vento, dalle piramidi bianche di sale, dalle vasche dissalanti che divengono enormi specchi che riflettono la luce abbacinante del cielo. Più all’interno, dove un tempo erano le vaste coltivazioni della canna da zucchero, stanno lì a raccontare microcosmi contadini, gli uliveti e i vigneti, la trama di trazzere e muri di recinzione che collegano bagli e masserie, spesso trasformate in luoghi dell’ospitalità diffusa. Un patrimonio di biodiversità che leggi nella persistenza di colture antiche: l’aglio rosso di Nubia Paceco e Trapani, il pane nero di Castelvetrano, il Pomodoro siccagno pizzutello e il Melone giallo di Paceco.

E’ una terra di mulini e di frantoi di una storia lunga millenni, e a raccontarcelo, poco lontano, a Selinunte, sono le macine che testimoniano di una produzione siciliana dell’olio viva già nel V a.C..

Tramonto allo Stagnone - Ph V. Mallo

Tramonto allo Stagnone – Ph V. Mallo

 

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