Il treno dei prodotti della terra nelle aree interne

da Porto Empedocle con tappe di sosta a Racalmuto e Caltanissetta

Locomotiva diesel d’epoca e carrozze degli anni ’30 “Centoporte”

2 giugno

Il treno conduce dalle coste mediterranee fino alle aree interne dell’altopiano dello zolfo tra Caltanissetta e Agrigento, con i suoi giacimenti ora in disuso testimoni di una storia dello zolfo siciliano iniziata in età romana e ora conclusa. E’ un patrimonio di storia, tradizioni, manufatti che è stato protagonista degli itinerari dei viaggiatori stranieri del ‘700 e ‘800 o dei racconti letterari e teatrali, e che resta in attesa di un suo recupero. Sono terre di vocazione agricola con prevalenti coltivazioni di grani siciliani e sono numerose le feste che in questi centri propiziano la protezione dei raccolti. A Caltanissetta la Madonna degli Angeli, agghindata di fave e di spighe, gira per i campi per dare la sua benedizione, e nella processione della festa di Maria SS. del Monte di Racalmuto (“a festa sbampà”) muli con sacchi di frumento accompagnano il fercolo della Madonna trainata da buoi. Permane in questi luoghi una tradizione di feste rurali legate ai prodotti del territorio e ad una cucina povera, con produzioni a base di paste lievite (pizza aragunisa di Aragona, fuate di Caltanissetta e San Cataldo, ‘mbriulate di Racalmuto e Aragona) ripiene di verdure, formaggi e talvolta carni che utilizzano prodotti di eccellenza come il pomodoro siccagno della Valle del Bilici, la cipolla paglina di Castrofilippo, i capperi di Villarosa, le robiole di capra girgentana.

E’ anche un viaggio letterario alla scoperta della Sicilia che parte da Porto Empedocle, la “Vigata” di Camilleri, e da Agrigento narrata da Pirandello, per giungere a Racalmuto, “l’isola nell’isola” o la “Regalpietra” raccontata da Leonardo Sciascia. Qui è la Fondazione Sciascia, meta irrinunciabile per entrare nel mondo dello scrittore, con i ritratti di scrittori, i libri della sua biblioteca privata, gli articoli, la corrispondenza letteraria dello scrittore con il mondo intellettuale europeo. In piazza Repubblica è il Teatro Comunale Regina Margherita con due ordini di palchi e loggione. A Racalmuto ha creato i suoi capolavori il pittore Pietro D’Asaro, detto il Monocolo di Racalmuto, o si è realizzata la storia affascinante di Fra Diego la Matina nascosto nelle grotte fuori dal paese per sfuggire alle accuse di eresia e infine ucciso sul rogo dall’Inquisizione, personaggio celebrato dai cunti siciliani e raccontato da Sciascia in Morte dell’Inquisitore.

L’itinerario letterario si conclude a Caltanissetta, nei luoghi dello scrittore Rosso di S. Secondo, ma anche tappa di scoperta del prezioso patrimonio storico artistico della città, della celebrata tradizione della Settimana Santa in Sicilia, dell’ottimo  torrone nisseno. E anche qui un teatro, il Regina Margherita, è testimone del prezioso patrimonio di piccoli teatri ottocenteschi che popolano la Sicilia. Espressione di un’arte di qualità con le decorazioni in bianco e oro della sala, i suoi tre ordini di palchi e l’ampio loggione e con la bella rappresentazione pittorica di segni zodiacali e figure allegoriche nella volta.

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Programma di viaggio:

A Racalmuto il viaggiatore è coinvolto in un itinerario dedicato a Leonardo Sciascia e alla sua immaginaria Regalpietra, che prende avvio dalla Fondazione Sciascia ed ha le sue tappe successive alla scuola elementare Gen. Macaluso, il Teatro ‘800esco Regina Margherita, il Circolo zolfatai e salinari, il Circolo Unione, la statua dello scrittore che cammina nelle strade del paese. La visita della Chiesa Madre permette l’ incontro con l’affascinante pittura di Pietro D’Asaro, il Monocolo di Racalmuto.

A Caltanissetta, presso l’area espositiva dell’Associazione Giovedì Santo, posta a 300 metri dalla stazione di arrivo del treno, una visita guidata mostra le cosiddette Vare, o Misteri: 16 gruppi scultorei tardo ottocenteschi in cartapesta, a grandezza naturale, riproducono i momenti della Passione di Cristo nella più imponente delle processioni della Settimana Santa nissena.

Negli stessi locali, il laboratorio del gusto curato da Slow Food Sicilia,  propone una breve descrizione dei prodotti tipici e dei Presidi dei territori attraversati dal treno (la cipolla paglierina di Castrofilippo, i formaggi di capra girgentana, la cuddrireddra di Delia…) e delle tradizioni legate ai prodotti della terra. Il Laboratorio si conclude con una degustazione di “turruni nisseno”, prodotto inserito nell’Arca del Gusto, nella sua forma più tradizionale. Il torrone proposto è il risultato di una lenta e laboriosa preparazione che prevede la cottura del miele per 8/9 ore e l’utilizzo di mandorle del territorio, con l’aggiunta di altri due prodotti di Presidio Slow Food : il pistacchio verde di Bronte e il miele di ape nera sicula.

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