Il treno dei pani votivi e formaggi dell’agrigentino

da Palermo con tappe di sosta a San Biagio Platani e Sant’Angelo Muxaro

Locomotiva elettrica d’epoca e carrozze degli anni ’30 “Corbellini” e “Centoporte”

28 aprile 2019

 

Programma turistico

Un viaggio nei Monti Sicani, tra coltivazioni di grano, ulivi e mandorli, alla scoperta di San Biagio Platani, rivestita a Pasqua di splendide architetture effimere realizzate con prodotti della natura, e di S. Angelo Muxaro, la Camico che nella leggenda edifica Dedalo, con la Tomba del Principe, le grotte naturali e  le grandiose necropoli a grotticelle.  

 

Racconto di viaggio

Il treno prende avvio da Palermo seguendo la linea di costa fino alla Piana di Termini, per piegare in direzione sud e attraversare il territorio dei sicani verso la costa meridionale. Siamo al centro dell’area del ciclo del grano del Val di Mazara, le pratiche e i grani che caratterizzano la tradizione di questa coltivazione. Non a caso nelle settimane precedenti la Pasqua il paese di San Biagio Platani, prima tappa del viaggio, si trasforma in un grande “cantiere della natura” proponendo nelle sue strade principali, secondo una tradizione che è iniziata nel ‘600, la costruzione di splendide architetture effimere realizzate con prodotti della natura. Sono le Confraternite dei Madunnara e dei Signurara che ogni anno gareggiano per la loro realizzazione in un tripudio di colori, di coperture a volta, di cupole, campanili, archi nei quali le pietre gli intonaci e le decorazioni sono sostituiti da canne, salici, palme, rosmarino, datteri, pani votivi.

Tutto è pronto per la Domenica di Pasqua quando, sotto queste architetture naturali, si svolge la processione dell’incontro tra il Cristo risorto e la Madonna.

Il borgo nasce nel ‘600 su un altipiano che domina le vallate dei Fiumi Platani e Turvoli e ha nelle settecentesche Chiesa madre dedicata a S. Biagio e Chiesa del Carmine i suoi monumenti principali. Una ulteriore tappa di visita è il Museo degli Archi di Pasqua per ripercorrere alcune delle tappe significative di queste creazioni frutto della devozione popolare.

Siamo nel territorio delle produzioni dei vini Sciacca DOC e Monreale DOC, dove si incrociano le Strade del Vino della Valle dei Templi, delle Terre Sicane e Monreale DOC, e dove sono creati prodotti di eccellenza come la robiola di capra girgentana, la provola dei Monti Sicani e il Formaggio di S. Stefano di Quisquina.

Poco lontano sorge su un colle isolato a dominare la Valle del Platani il borgo di S. Angelo Muxaro, seconda tappa del viaggio, realizzato all’inizio del ‘500 dalla famiglia Aragona Pignatelli. Siamo all’interno del Parco regionale dei Monti Sicani, in un territorio che in quest’area ha coltivazioni di cereali, uliveti e mandorleti. Una visita del borgo deve coinvolgere architetture monumentali di pregio come la Chiesa Madre dedicata alla Beata Vergine o la Chiesa del Carmine ma sono le aree prossime all’abitato che costituiscono la tappa più importante. Sono luoghi densi della storia leggendaria di Dedalo che giunse in Sicilia presso queste terre abitate dal re sicano Kokalos e per lui edificò la cittadella inespugnabile di Kamikos. E’ un paesaggio di grande fascino quello creato dalle necropoli a grotticelle realizzate dall’uomo scavando i fianchi della collina con tombe che raggiungono grandiose dimensioni, come la splendida Tomba del Principe che richiama modelli micenei nella sua forma circolare e nella volta a cupola di quasi nove metri di diametro.

Archi di Pane a San Biagio Platani

Archi di Pane a San Biagio Platani

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