ITINERARIO 9
Il Treno dei paesaggi dello Ionio e delle arance – da Messina all’Alcantara (Francavilla di Sicilia)
km. 52 (x2) da percorrere con Locomotiva elettrica storica E646 più n.2 carrozze tipo 1959 serie Bz45000 più Bagagliaio Di con capienza di 144 posti
→ 12 agosto e 23 settembre 2018
Il viaggio attraversa i paesaggi costieri di agrumeti che conducono da Messina lungo la costa ionica fino all’Alcantara e prende avvio dalle sponde dello Stretto, che il mito vuole scenario dell’amore tragico tra il dio marino Glauco e la ninfa Scilla e della terribile punizione inferta da Zeus a Cariddi, figlia di Poseidone; furono entrambi trasformate in terribili mostri marini inabissati in eterno, condannati a terrorizzare i naviganti che passavano in quelle acque.

I viaggiatori stranieri che percorrevano nel settecento le strade del tratto di costa da Messina a Catania restavano ammirati dal romanticismo e piacevolezza dei paesaggi incontrati e dalla sapienza nel creare coltivazioni su una costa così angusta e ripida. L’impianto tra settecento e ottocento di molti vigneti e agrumeti, affiancato ad uliveti, ha creato l’immagine, giunta a noi fino allo scorso secolo, dei paesaggi di questa parte dei Peloritani. Nel secondo ottocento le coltivazioni dell’area si sono arricchite di una nuova pianta, il Limone Interdonato, creato dall’innesto di un cedro e di un limone locale, l’ariddaru, e fino a pochi decenni fa erano diffusi in questa costa, e in particolare nella Valle della fiumara del Nisi, i terrazzamenti di pietrame a secco di questi limoni. Alla loro produzione è collegata la sapiente tradizione di gelati e granite, principalmente di limoni, da accompagnare con una brioscia, ben dorata e immancabilmente col cocuzzolo, o con una zuccarata, un biscotto croccante spolverato da semi di sesamo.

Nei territori interni, alle quote più alte, questa parte della Sicilia ha paesaggi del tutto diversi, dove le differenti condizioni di temperatura e la disponibilità di pascoli hanno permesso una ricca produzione di formaggi ad opera dei casari di questi monti, come la provola dei Nebrodi e le fantasiose realizzazioni di caci figurati (inuzzi, murriti, cavadduzzi, palummeddi) lavorati in forma di animali nella fase di filatura.

Attraversiamo aree che insistono lungo i percorsi degli scrittori, dal Parco letterario Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo ad Alì Terme, al Parco Letterario Salvatore Quasimodo nella stazione di Roccalumera; luoghi densi di racconti e di storia dove convivono comunità e riti del mondo contadino e del mondo del mare,  la processione di barche di Letojanni  e, a Savoca,  la rappresentazione sacra del processo e martirio di Santa Lucia.

Il viaggio si conclude, dopo avere lasciato il treno a Giardini Naxos, con un percorso affascinante che corre parallelo all’Alcantara fino a Castiglione di Sicilia e Francavilla di Sicilia, attraversando aree di fichidindia, querce, noccioleti, agrumeti e vigneti. Più in basso è il paesaggio, del tutto diverso, delle Gole dell’Alcantara che De Roberto descrive affascinato, una sorta di inferno in terra, con le acque che scorrono livide e lente tra scure pareti di rocce basaltiche, strette e serpeggianti.

Gole dell'Alcantara (Gurne) - ph. Giovanna Gagliano

Gole dell’Alcantara (Gurne) – ph. Giovanna Gagliano

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