Il treno dei formaggi e sapori delle terre sicane
da Trapani con tappe di sosta a Marsala e Mazara del Vallo
Locomotiva diesel d’epoca e carrozze degli anni ’30 “Centoporte”

30 giugno

Il treno traccia un percorso sulle estreme propaggini occidentali da Trapani a Mazara del Vallo. Torri di avvistamento e tonnare, ora in disuso, popolano le coste, mentre nelle aree più interne le attività agricole e i bagli come La Sulana sono presidiati da torri private. E’ il territorio di quello che un tempo è stato il latifondo della Chiesa. La realtà d’oggi mostra vaste campagne coltivate che, verso l’interno, degradano in pianori e colline, attraversate da trazzere e mulattiere e punteggiate da mulini. In queste aree sono le strade del VinoAlcamo, “Terre Sicane” e “Marsala Terre d’Occidente”, qui è la produzione dei vini Alcamo, Marsala e Delia Nivolelli e di prodotti del territorio di riconosciuta eccellenza come il pomodoro siccagno pizzutello di Paceco, la caciotta degli Elimi, l’olio delle Valli Trapanesi, il melone cartucciaru di Paceco, l’aglio rosso di Nubia e Paceco. Le comunità dei centri abitati che hanno trovato fonte di vita e costruito la loro identità nel mare e nelle terre coltivate ringraziano e propiziano pescati e colture con feste religiose, confezionando e offrendo pani e dolci votivi.

Marsala, prima tappa del viaggio, era l’antica Lilibeo fondata sulla terraferma presso Capo Boeo da popolazioni puniche. Più tardi da lì nascerà la fondazione di Mozia in una delle isole dello Stagnone. Qui vissero i miti di Tifeo, delle tre Ninfe, della Sibilla Lilybetana che svela alle donne la verità sulla fedeltà dei loro mariti, la leggenda della fiera incantata dove nella notte di S. Giovanni compri a buon prezzo arance in oro massiccio. Qui sono le saline e il Museo del sale. Qui è nato il Marsala, vino dolce creato da commercianti inglesi per competere nel mercato dei vini dolci, utilizzando quei vitigni che nell’VIII secolo avanti Cristo avevano qui introdotto i Greci. In uno di questi stabilimenti, il Baglio Anselmi, è il bellissimo Museo dedicato alla storia fenicio punica del territorio, con la statua del Giovinetto di Mozia e le due navi puniche.

La seconda tappa del viaggio è Mazara del Vallo realizzata nei luoghi mitici dei giganti Mira e Ghianu e raccontata in età medievale dal geografo Idrisi, con una forma urbana modellata sulla foce del fiume Mazaro, il Wadi al Magnum, trasformata in porto-canale. Prima scalo commerciale con i fenici, poi emporio di Selinunte in età greca e porto militare romano, oggi porto della più grande flotta di pescherecci del Mediterraneo. Il Teatro del Popolo, ora Teatro Garibaldi, è una delle belle architetture teatrali che nell’800 hanno popolato diffusamente il territorio siciliano. Sono imperdibili la Cattedrale, la Chiesa di S. Nicolò Regale, la settecentesca Piazza della Repubblica con il doppio loggiato ad arcate del Seminario dei Chierici. E’ affascinante percorrere i quartieri della Giudecca e di S. Francesco o calarsi dentro una storia di rotte e culture nel Mediterraneo, ammirando a S. Egidio la splendida statua bronzea del Satiro con una preziosa collezione di archeologia subacquea.

Le saline Ettore e Infersa

Le saline Ettore e Infersa

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