ITINERARIO 14
Il treno dei formaggi e delle conserve d’autunno  – da Palermo  a Dittaino (Piazza Armerina)
km. 174 (x2) da percorrere con Locomotiva elettrica storica E646 più n.3 carrozze tipo 1928 serie “Centoporte” più Bagagliaio Di per 234 posti
28 ottobre – 25 novembre 2018
Il percorso che conduce da Palermo alle aree interne del nisseno e dell’ennese, realizzato alle soglie dell’inverno, attraversa paesaggi di colture appena al risveglio, come i mandarini tardivi dell’area di Ciaculli. Da qui il percorso si addentra verso le aree interne con territori delle comunità di lingua albanese, l’arbereshe, provenienti dalle regioni di Morea e Ciamuria e di lingua gallo italica, provenienti dall’Italia settentrionale. La memoria linguistica dei paesi di origine è stata spesso conservata e si è tramandata di generazione in generazione insieme a tradizioni e riti, mantenendo saldi i legami culturali con le regioni di provenienza.

Si attraversano luoghi densi di miti e racconti leggendari come quelli delle pietre colorate e della Grotta del Toro a Villalba, e del tesoro di Valguarnera Caropepe.  Il mito racconta che poco lontano, nel lago di Pergusa, Kore sia stata rapita da Ade, dio degli inferi. Ma questi territori si raccontano anche attraverso gli allevamenti di razze autoctone e nella sapienza dei casari, che hanno spesso mantenuto la tradizione produttiva di un ricco campionario di formaggi storicamente presenti nel territorio, dal cascavaddu e vastedda palermitani al piacentino ennese.

In questo mondo rurale sono tante le feste che scandiscono i tempi della produzione dei campi, proponendo preghiere e pani votivi al santo per proteggere i raccolti.  La tradizione delle tavolate riccamente imbandite in onore del santo, le cene di S. Giuseppe, la trovi condivisa da numerose comunità sparse nel territorio e ciò che le caratterizza, e le cene di Piazza Armerina o il festino di S. Giuseppe a Valguarnera Caropepe non fanno eccezione, sono i prodotti del territorio sapientemente utilizzati dalle donne per comporre pietanze votive e pani sacri.

Ma è anche un itinerario di gusti da condurre attraverso le conserve derivate dai prodotti del territorio. Pomodori secchi, passate ed estratto sono tecniche di conservazione del pomodoro, che alle soglie dell’autunno coinvolgono in un lavoro collettivo intere comunità. Sono tante le conserve derivate dal succo dei fichidindia: il vino cotto che è tradizione produrre a Villarosa e un dolce dalle infinite varianti che unisce al succo di fichidindia mandorle e aromi, assumendo nelle diverse parti dell’isola un panorama di nomi singolari: mistichittì, masticuttè, mustucunfittì, pizzichintì, panicuttì. Il recupero di tradizioni antiche aiuta le comunità a conservare per mesi frutti di particolare pregio. E’ il caso delle susine bianche di Monreale che mantengono intatto il gusto fino a dicembre, recuperando la tecnica di avvolgerle in carta velina dopo la raccolta, scegliendo le susine più tardive, le ariddu di cori. Analogo trattamento vivono i pescheti di Leonforte, dove ogni frutto è avvolto in carta pergamenata all’albero, per rallentare la sua maturazione fino a dicembre.

Piacentino, Enna typical cheese. Ph. Giuseppe Arangio

Piacentino, Enna typical cheese. Ph. Giuseppe Arangio

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