Il treno dei dolci e gelati delle aree ionica ed etnea

da Siracusa con tappe di sosta a Francavilla di Sicilia  e Gole dell’Alcantara

Locomotiva elettrica e carrozze degli anni ’30 “Corbellini” e “Centoporte”

2 giugno

L’itinerario ha inizio a Siracusa e da lì percorre la costa ionica costeggiando nella rada di Augusta il sito archeologico di Megara Hyblaea e, più a nord nella piana di Lentini, le spiagge che sono state scenario dello sbarco delle truppe alleate nel secondo conflitto mondiale durante l’operazione Husky. Da qui il treno prosegue nella Piana di Catania alle pendici dell’Etna, lungo territori che sono gli scenari naturali dei miti che raccontano l’amore di Aci e Galatea, la lotta tra Ulisse e Polifemo, le vicende della figlia di Urano e di Gea, la ninfa Etna, Tifeo, Encelado, Efesto, Re Artu e la sua Curia.  Proseguendo lungo la possente falesia della Timpa ad Acireale si percorre una costa che si è popolata diffusamente nell’ottocento di piccoli centri abitati e vaste aree di agrumeti, pini mediterranei, palme e filari di cipressi. Si attraversano i paesi marinari della costa dove processioni e riti legati al mare rinsaldano l’identità delle comunità dei pescatori nel sollecitare la benedizione del mare da parte di Madonne e Santi patroni. Sono territori ricchi di produzioni di eccellenza: il limone Interdonato Messina proposto nei terrazzamenti in pietra lungo la costa ionica, l’arancia rossa di Sicilia nelle varietà moro, tarocco e sanguinello, le antiche mele dell’Etna nelle varianti cola, gelato e cirino, le pere dell’Etna, nella specie butirra d’estate coltivata in questa fase dell’anno, la fragola di Maletto alle pendici dell’Etna, le noci di Motta, lungo l’Alcantara, nelle varietà currò, pacenzia e panuzzara.

La prima tappa del viaggio si compie attraversando parte del Parco Fluviale dell’Alcantara che prende il nome dal fiume che nasce nel Monte Mussaro, all’interno del Parco dei Nebrodi e che, nei suoi quarantotto chilometri, sembra tracciare il confine tra i territori di Messina e di Catania. Il fiume è alimentato dalle fiumare di Castiglione di Sicilia e di Francavilla di Sicilia. Nel territorio di Randazzo il fiume sembra schiacciarsi tra le ripide pareti scure di una enorme colata lavica dell’Etna avvenuta millenni fa che, giunta a mare, ha creato il rilievo di Capo Schisò. Siamo all’interno di un paesaggio che lo scrittore De Roberto ha definito dantesco, affascinante per le acque livide che scorrono tra le strette e serpeggianti pareti a strapiombo di rocce basaltiche.

Il viaggio ha le sue tappe in pullman dapprima a Motta Camastra, dove si svolge il Laboratorio del Gusto, e quindi a Francavilla di Sicilia, seguendo un percorso affascinante parallelo al corso del fiume Alcantara. Francavilla di Sicilia è di origine normanna e, poco lontano, si dispone il monastero basiliano di S. Salvatore di Placa. La sua visita offre l’occasione di percorrerne il  nucleo storico, il quartiere medievale del Contarado con gli interessanti palazzetti e in cima i ruderi del Castello. Altra tappa interessante è il Convento e la Chiesa dei Cappuccini che ospita un ricco repertorio di opere d’arte, e poi ancora la Chiesa Madre e la Chiesa dell’Annunziata.

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Programma di viaggio:

Arrivo alla stazione Alcantara e trasferimento in autobus verso le Gole Alcantara.

Proseguimento per Motta Camastra  Laboratorio del Gusto in un antico frantoio a cura di Slow Food Sicilia. Dopo una breve descrizione dei prodotti tipici della zona, fra cui la noce di Motta Camastra (prodotto dell’Arca del Gusto), l’olio della DOP Valdemone, i dolci della tradizione locale e quelli derivati dagli agrumi della Valle dell’Alcantara, segue una degustazione di mastrazzoli, biscotti tipici della zona prodotti con farina, miele e cannella, e altri biscotti all’arancia della Valle dell’Alcantara.

Trasferimento a Francavilla di Sicilia  > Prima tappa Convento dei Cappuccini > Seconda tappa assaggi di prodotti tipici a Palazzo Cagnone.

 
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