Il treno degli agrumi e frutti lungo la costa ionica
da Catania ad Alcantara Castiglione di Sicilia fino a Castelmola
Locomotiva elettrica d’epoca e carrozze degli anni ’30 “Corbellini” e  “Centoporte

16 giugno 2019

Il treno percorre da Catania la costiera ionica, tra il Simeto e l’Alcantara e le aree degli agrumeti della Piana, attraversando i grandi scenari naturali del mito. Si sono svolti nel mare davanti ad Acitrezza l’amore di Aci e Galatea e la lotta tra Ulisse e Polifemo. Sull’Etna (Etna era la ninfa figlia di Urano e di Gea) sono i miti popolati da Tifeo, Encelado, Efesto, e la leggenda di Re Artu, che un incantesimo della Fata Morgana portò lì sopra con tutta la sua Curia.

Proseguendo lungo la possente falesia della Timpa ad Acireale, si percorre una costa popolata diffusamente nell’ottocento da piccoli centri abitati e vaste aree di agrumeti, pini mediterranei, palme e filari di cipressi. Si attraversano i paesi marinari della costa, dove processioni e riti legati al mare rinsaldano l’identità delle comunità dei pescatori nel sollecitare la benedizione del mare da parte di Madonne e Santi patroni. Il viaggio ha le sue tappe in due dei Borghi più belli d’Italia. Sono territori ricchi di produzioni di eccellenza: il limone Interdonato Messina proposto nei terrazzamenti in pietra lungo la costa ionica, l’arancia rossa di Sicilia nelle varietà moro, tarocco e sanguinello, le antiche mele dell’Etna nelle loro varianti cola, gelato e cirino, le pere dell’Etna, nella specie butirra d’estate coltivata in questa fase dell’anno, la fragola di Maletto alle pendici dell’Etna, le noci di Motta, lungo l’Alcantara, nelle varietà currò, pacenzia e panuzzara.
Al primo di questi borghi, Castiglione di Sicilia, si giunge in pullman costeggiando l’Alcantara in un paesaggio che De Roberto descrive dantesco, affascinato dalle acque livide e lente e dalle scure pareti di rocce basaltiche, strette e serpeggianti. Poggiata su uno sperone di roccia scura Castiglione è stata fondata in età greca da esuli di Naxos ed ha vissuto la sua fase storica più importante a partire nell’età medievale. La Cuba bizantina di Santa Domenica, il Castello di Ruggero di Lauria, il ponte medievale e la chiesa di S. Nicolò, la Chiesa madre dedicata  a Pietro e Paolo, il Quartiere della Giudecca sono alcune tappe significative per cogliere l’anima medievale dell’abitato.

Discendendo verso il mare si risale il Monte Tauro, incontrando il Santuario rupestre di Madonna Rocca, il Castello Medievale con splendida vista sul territorio e la costa, per giungere al secondo borgo. Castelmola è stato in età antica acropoli e difesa di Taormina e per questo distrutto dagli arabi, e negli anni sessanta luogo di ritrovo del cinema internazionale. Il viaggiatore Gaston Vuillier al sorgere del ‘900 raccontava che “vi si domina lo Stretto di Messina, le pendici dell’Etna e poi monti e monti (i Peloritani, ma anche l’Aspromonte calabrese), accumulati, accavallati, quindi il mare infinito e il cielo azzurro, immenso”.

Le cisterne del quarto secolo a. C. e la Porta dei Saraceni sono testimonianze di un insediamento antico, strategico per il controllo del territorio.

Castelmola-Piazza-dingresso-con-visuale-su-Taormina

Castelmola-Piazza-d’ingresso-con-visuale-su-Taormina


 

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