Il treno degli agrumi e del miele degli Iblei

da Siracusa con tappe di sosta a Noto, Oasi di Vendicari, Isola delle Correnti, Ispica

Locomotiva diesel d’epoca e carrozze degli anni ’30 “Corbellini” e “Centoporte”

ITINERARIO WEEKEND

27 – 28 aprile 2019

Programma turistico

Un fine settimana negli Iblei a scoprire l’Oasi di Vendicari, i suoi pantani, la tonnara in disuso e, nel pomeriggio, le eccellenze barocche di Noto. La mattina del secondo giorno si visitano le estreme coste sud siciliane incontrando tonnare abbandonate, isole, borghi marinari, riservando il pomeriggio a svelare l’anima barocca e liberty di Ispica.

 

Racconto di viaggio

L’itinerario percorre da Siracusa l’intera costa ionica in direzione sud e risale il primo tratto della costa mediterranea nel territorio di Ispica. Si attraversa un territorio di coltivazioni di pregio, popolato lungo le coste di pantani, torri di avvistamento, resti delle numerose tonnare che raccontano la storia di comunità votate al lavoro dei campi e alla pesca. E’ un’area controllata nell’antichità da Siracusa ed Eloro, ma anche importante all’alba della storia siciliana con le Cave d’Ispica. Sono luoghi fondamentali per la biodiversità del Mediterraneo con le riserve naturali del Fiume Ciane e Saline di Siracusa, Cavagrande del Cassibile, Vendicari, Isola di Capo Passero. Sono territori ricchi di coltivazioni storiche come il cavolo vecchio di Rosolini, produzioni di eccellenza come la mandorla di Noto e di Avola o il miele degli Iblei, vini DOC come il moscato di Noto e di Siracusa.

Giunti a Noto il viaggio prosegue in pullman fino alla Riserva Naturale di Vendicari, da visitare percorrendone i sentieri a fianco dei suoi pantani, luoghi di sosta lungo le rotte tra Europa e Africa di un gran numero di specie volatili, mentre sulla costa è ciò che resta della Tonnara, il malfaraggio e la torre. La seconda tappa della giornata ci conduce a Noto, al centro di quell’area iblea dove l’orologio del tempo è stato interrotto dal devastante terremoto del gennaio 1693, per ripartire subito dopo con una rinascita della città dodici chilometri più in là del vecchio abitato, affidata alla migliore generazione di architetti e urbanisti di quella generazione. Noto risorge organizzandosi sul Colle Meti con un impianto urbano a scacchiera dove la via principale rettilinea si apre in una sequenza di tre grandi piazze (Immacolata, Municipio, XVI Maggio) con scenografici: le Chiese di S. Francesco, S. Chiara, S. Domenico, la Chiesa Madre, i Palazzi Ducezio, Landolina, Nicolaci Villadorata tra questi. Da qui il percorso in treno all’imbrunire fino a Ispica.

La mattina della seconda giornata conduce in pullman lungo un percorso che tocca i borghi marinari di Marzamemi e Portopalo di Capo Passero e le coste presso le due Isole di Capo Passero e delle Correnti. E’ un’esperienza di viaggio a contatto con un’area paesaggistica di grande fascino che racconta attraverso gli abitati e le tonnare il lavoro del mare di queste comunità, e propone frammenti di una storia antica, quella dei pirati e della difesa delle coste con torri di avvistamento e castelli, e di una più recente, lo sbarco delle truppe angloamericane nel secondo conflitto mondiale. L’ultima tappa del viaggio è la visita di Ispica, che ha condiviso con Noto la distruzione e la ricostruzione in età barocca ma che è stata tra le protagoniste della stagione d’oro del liberty siciliano. A raccontarlo sono due perle dell’architettura siciliana, la Chiesa e il delicato loggiato a pianta ovale di S. Maria Maggiore di Vincenzo Sinatra, il Palazzo Bruno di Belmonte di Ernesto Basile.

Noto -ph. Rosario Cusenza

Noto -ph. Rosario Cusenza

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