Il Teatro Greco di Taormina è il più affascinate monumento storico della perla dello Ionio, attrazione turistica famosa in tutto il mondo, tanto da far scrivere a Johann Wolfgang Goethe nel suo celebre “Viaggio in italia”: “Mai il pubblico di un teatro ha avuto innanzi a sé uno spettacolo simile”. Il Teatro greco-romano si divide in tre parti, la scena, l’orchestra e la cavea. La scena che sta di fronte alla cavea è quella parte dove agivano gli attori. Stando alla ricostruzione degli specialisti questa parte era ornata di due ordini di colonne, l’uno sovrapposto all’altro. La scena, inoltre, presentava tre grandi aperture ad arco a distanza simmetrica tra loro e sei nicchie, poste tre a destra e tre a sinistra dell’arcata aperta centrale. Sulla scena si conservano ancora sei basi di colonne e quattro colonne di stile corinzio che furono alzate dopo il 1860. La cavea è formata dalla gradinata che partiva dal basso e andava salendo verso l’alto, allargandosi fino alla sommità, dove prendevano posto gli spettatori. L’orchestra è la parte piana più bassa di tutto il teatro. In questo spazio si collocavano i suonatori degli strumenti musicali che accompagnavano lo svolgimento della tragedia o della commedia che gli attori recitavano. Scavato direttamente nella dura roccia del monte Tauro nel III secolo a.C. poteva già accogliere migliaia di spettatori seduti. È noto che i greci edificavano i loro edifici più importanti come se la Natura potesse entrarne a far parte. Come la luce e l’aria si insinuavano tra le colonne di un tempio greco così anche gli scenari naturali erano integrati con l’architettura del teatro. La forma del teatro permetteva in tutti i settori del teatro un perfetto ascolto. In epoca tardo imperiale si decise di adattarlo ai giochi dei gladiatori. Con la caduta dell’Impero d’Occidente poi, tutto finì. I marmi furono asportati dalla struttura e anche le monumentali colonne. Solo nel dopoguerra alcuni tratti, dell’originaria struttura, vennero integrati da una grande opera di restauro.