Il Laboratorio del Gusto dell’Itinerario n° 17 “Da Siracusa a Noto a Modica
→29 luglio, 9 settembre

 

La narrazione: 

Un viaggio attraverso gli Iblei e la Val di Noto tra paesaggi e le architetture barocche patrimonio Unesco. Territorio ricco di mandorleti, uliveti, carrubeti, che esprime una notevole  biodiversità come si evince da ben 10 presidi: dal Miele di timo degli Iblei, alla Mandorla di Noto, il Sesamo di Ispica, la Fava cottoia di Modica, il Fagiolo “cosaruciaru” di Scicli, la Cipolla di Giarratana, il Cavolo vecchio di Rosolini e, riguardo i prodotti animali, la Razza bovina modicana, l’Asino ragusano e per finire la Salsiccia di Palazzolo Acreide, che prevede l’esclusivo utilizzo di carne di suino nero siciliano, insaporita con sale, peperoncino, finocchietto selvatico e vino rosso e proposta fresca  o essiccata.

La Mandorla di Noto della varietà “Romana” è stata apprezzata per le sue qualità organolettiche già dagli Arabi che sono stati i primi a lavorarla tritata con l’albume d’uovo e il miele di Timo degli Iblei, conosciuto ed elogiato da Virgilio, Ovidio e Teocrito, denso e profumatissimo. Dunque il territorio offre tutto quello che può servire per la preparazione di dolci o piatti nutrienti a base di legumi, insieme a ortaggi come il Cavolo Vecchio di Rosolini, ricco di sostanze antiossidanti, da utilizzare per delle ottime insalate o da gustare nella versione di pesto spalmabile. Una novità è lo snack salato di Fava Cottoia, la “Favella”, che rappresenta una merenda ricca di proteine di buon valore biologico.

 

La degustazione:

I prodotti in degustazione sono tre. Dapprima fettine di pane di farina di Tumminia, grano antico di Sicilia, a basso contenuto di glutine o del tipico pane di pasta dura ibleo, cosparse con un velo di Miele di Timo degli Iblei. Si continua con uno snack dolce, la cubaita di Sesamo di Ispica, con il sesamo ricco di calcio e sostanze antiossidanti, che può costituire lo snack dolce da fare rientrare nei momenti di pausa. Infine uno snack salato, la favella di Fava cottoia di Modica, che rappresenta l’evoluzione della fava “caliata”, fonte anche di proteine e amido. La degustazione include un po’ di zuccheri del miele e l’amido del pane di farine di grano duro.

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