Pasqua in Sicilia: Festa del SS Crocifisso e Processione dei Babbaluti

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Pasqua in Sicilia: Festa del SS Crocifisso e Processione dei Babbaluti

29 marzo

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La Festa del SS Crocifisso di Aracoeli, apre i riti della Pasqua in Sicilia, una festa commovente e bellissima che ricorre l’ultimo venerdì di marzo (quando in tale data cade il Venerdì Santo, la festa viene anticipata al venerdì precedente). Fin dal 1612 il rito si ripete sempre uguale, sembra quindi che per un giorno a S.Marco d’Alunzio, il tempo si sia fermato.

Finita la Messa delle ore undici nella seicentesca Chiesa dell’Ara Coeli  il simulacro del SS.Crocifisso con ai piedi il quadro della Vergine dei sette dolori trafitta da sette spade, viene portato in processione dai Babbaluti che procedono per le vie del paese con una lamentosa invocazione: SIGNURI, MISIRICORDIA, PIETA’! .

I 33 “Babbaluti“, tanti quanti sono gli anni di Cristo, sono fedeli (uomini e donne) che indossano un saio blu con un cappuccio chiuso che lascia scoperti solo gli occhi e con ai piedi solo pesanti calze di lana o di cotone lavorate a mano (piruna). Essi hanno il ruolo di condurre in spalla il fercolo, la loro comparsa dunque è assolutamente limitata al tempo della processione (durante la S. Messa solenne, questi ultimi si recano in una chiesetta vicina per indossare il saio, quando la statua del crocifisso è già posizionata sul fercolo all’esterno della chiesa, i Babbaluti uscendo in fila per due giungono sul sagrato, prendono in spalla il fercolo e conclusa la processione, tornano a svestirsi nello stesso luogo.) Assumono, in sostanza, ruoli completamente diversi da quelli dei Giudei di San Fratello, ai quali vengono spesso erroneamente paragonati. Coloro che decidono di vestire il saio blu, adempiono ad un voto, ad una promessa e nascondendo il proprio volto è come se volessero cancellare per qualche ora la propria identità, per sfuggire ad atteggiamenti di orgoglio ed esibizionismo, per passare inosservati agli sguardi curiosi della gente, agli obiettivi dei fotografi, per finalmente creare un intimo dialogo esclusivamente tra se stessi e Gesù e così affidare direttamente a Lui le proprie richieste.
Nel pomeriggio il Cristo viene posto nel SAPURCU, un grande mausoleo allestito con drappi rossi e gialli ed illuminato da centinaia di candele che rappresenta il Pretorio di Pilato, e che da terra si innalza fino alla cupola. Il giorno seguente, alla fine della Messa dedicata alla sofferenza, dopo essere passato in mezzo al popolo in preghiera tra decine di mani protese per toccarlo, il Cristo viene riportato nella sua cappella da dove sarà deposto l’anno successivo. E’ questa, una festa carica di fervore religioso ed unica nel suo genere.

 

Fonte:  www.comune.sanmarcodalunzio.me.it e www.98zero.it

ph  Manuela Kappa

 

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Luogo

San Marco d’Alunzio
San MArco d'Alunzio, 98070 + Google Map: