1968/2018 Pausa sismica

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1968/2018 Pausa sismica

5 marzo 2018 - 12 marzo 2018

pausa sismica

Il 14 e il 15 gennaio del 1968 la Valle del Belìce viene colpita da un violento terremoto che causa gravi danni alle città della zona. Gibellina, insieme a Salaparuta, Montevago e Poggioreale, è quasi del tutto rasa al suolo.

Nell’anno del cinquantenario, la mostra 1968/2018 PAUSA SISMICA Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni,  ripercorre la storia di Gibellina dal terremoto alla costruzione della città nuova sino al coinvolgimento  di  artisti e intellettuali della scena nazionale ed internazionale, per iniziativa del suo sindaco, Ludovico Corrao.

A raccontare la vicenda sono le opere degli artisti, radicate nell’identità di Gibellina Nuova, le fotografie, i video, i materiali documentari raccolti durante un lungo lavoro di ricerca tra diverse istituzioni che qui compongono la trama di una memoria viva: cinquant’anni densi di avvenimenti, per una storia che attraversa i cambiamenti sociali che proprio dalla Valle del Belìce in quel periodo stavano nascendo dal basso, diventandone parte integrante.

La mostra dipana diversi temi, che nel loro intrecciarsi, restituiscono la complessità dell’accaduto: dai primi documenti fotografici e video provenienti dagli archivi della RAI e del CRESM di Gibellina, si ripercorrono poi i 13 lunghi anni di permanenza delle popolazioni nelle baraccopoli prima del trasferimento nella città nuova. Alla ricostruzione e a Gibellina Nuova è dedicata un’intera sezione che esplora l’urbanistica, le architetture, le sculture  attraverso i modelli delle opere.

Contemporaneamente alla città di Gibellina, si ricostruiva la sua comunità, per la quale un ruolo fondamentale ha svolto il teatro, come momento di rifondazione di valori, ma anche come strumento pratico di aggregazione dei saperi degli artigiani finalizzato alla produzione di scenografie, costumi e opere d’arte. Dal costante dialogo tra gli artigiani e i numerosi artisti italiani e stranieri che a Gibellina hanno trascorso lunghi periodi di creazione nascono i “prisenti” portati in processione durante la festa di San Rocco e ricamati dalle donne di Gibellina oltre alle sculture, le spettacolari scenografie di Arnaldo Pomodoro, Mimmo  Paladino, Pietro Consagra, agli atelier di tanti artisti tra i quali, Schifano, Rotella, Scialoja, Angeli. 

A fare da contraltare alla vita della città nuova è la realizzazione del Cretto di Alberto Burri, un progetto unico al mondo, ancora oggi depositario di un valore artistico, etico, comunitario che si rinnova ogni giorno.

A cinquant’anni di distanza, questa mostra ripercorre il processo innestato dal terremoto provando a riflettere su ciò che l’esperienza di Gibellina, iniziata come un’utopia,  ha lasciato in dono a noi tutti.

La parte conclusiva della mostra fa riferimento alle visioni  degli ultimi decenni a ricostruzione completata.  Dalla nascita del Museo delle Trame Mediterranee fino agli ultimi progetti di respiro internazionale: la mostra  “Islam in Sicilia” e “Gibellina Photoroad, festival internazionale di fotografia open air”. Al processo di ricostruzione negli ultimi anni,  si aggiungono l’apertura al culto della chiesa di Ludovico Quaroni e Luisa Anversa e il completamento del Cretto di Alberto Burri.

1968-2018 PAUSA SISMICA

Cinquant’anni dal terremoto del Belìce, vicende e visioni

Palazzo Sant’Elia – Palermo 28 gennaio – 13 marzo 2018

Dettagli

Inizio:
5 marzo 2018
Fine:
12 marzo 2018
Categoria Evento:
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Organizzatore

Fondazione Sant’Elia
Telefono:
0916162520
Email:
fondazionesantelia@gmail.com
Sito web:
http://www.fondazionesantelia.it/

Luogo

Palazzo Sant’Elia
Via Maqueda, 81
Palermo, Palermo 90133 Italia
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0916162520
Sito web:
http://www.fondazionesantelia.it/