L’entroterra della Sicilia, cuore dell’isola, è poco conosciuto. Qui il contatto con le persone avviene in modo naturale e meraviglioso. Tante espressioni culturali e tradizioni millenarie, tanti tesori archeologici, architettonici e naturalistici ci aspettano.

Iniziamo il nostro viaggio partendo dalle pendici sud-occidentali dell’Etna, nel territorio di Adrano: all’interno della Riserva Naturale Integrale delle Forre laviche del Simeto, ricca di grotte laviche, cascate, rapide e laghetti nati tra le falde basaltiche di un’antica colata lavica, troviamo l’antico Ponte dei Saraceni, rimaneggiato nei secoli. Proseguiamo verso Centuripe, dove possiamo visitare il Museo Archeologico, ricco di  pregevoli reperti architettonici, statuari e ceramici del periodo romano.

Centuripe village

Centuripe

Nel centro storico, ammiriamo il Duomo dell’Immacolata Concezione del XVII secolo e prima di andare via non dimentichiamo di assaggiare il dolce tipico: il Bersagliere!

Da Centuripe ci dirigiamo a Ragalbuto, seguendo le indicazioni per il Lago Pozzillo sulle cui rive possiamo rilassarci; a poca distanza troviamo il Parco Avventura Pozzilloun vero divertimento anche per le famiglie con bambini.

lago Pozzillo - ph. Salvo Puccio

lago Pozzillo – ph. Salvo Puccio

Proseguiamo per Assoro dove visitiamo la Chiesa Madre di S. Leone, splendidamente decorata al suo interno, e la Chiesa e il Convento di S. Maria degli Angeli. Prima di ripartire assaggiamo gli sfinci di pane e i dolci alle mandorle.

A Calascibetta  possiamo visitare la magnifica Chiesa Madre di origini normanne e, in località Malpasso, la Necropoli Realmese e l’area del Canalotto, un villaggio rupestre tardo antico. A Villarosa ci aspetta un museo allestito dentro le carrozze dismesse della ferrovia: il Treno Museo di Villarosa e della Memoria che contiene oggetti di vita contadina e dei minatori.

Raggiungiamo Enna , il capoluogo più alto d’Italia: dal Castello di Lombardia si può godere di una vista panoramica su tutta la Sicilia.

panorama Enna - ph. Foto Arangio

panorama Enna – ph. Foto Arangio

Imperdibili sono una tappa al Duomo e una passeggiata al Belvedere Marconi, la terrazza che si affaccia sull’entroterra della Sicilia. Qui è obbligatorio assaggiare i biscotti Napoli e il formaggio piacentino dal caratteristico colore giallo dello zafferano, condito con grani di pepe nero.

formaggio piacentino di Enna - formaggio.it

formaggio piacentino di Enna – formaggio.it

A circa 10 km da Enna ecco il minuscolo Borgo Cascino, uno dei tanti borghi agricoli costruiti in epoca fascista. Sembra di essere nelle verdeggianti  colline toscane e invece ci troviamo proprio nel cuore della Sicilia. Nel villaggio, ancora oggi abitato da poche famiglie, l’atmosfera campagnola è intensa: una grande piazza, una piccola chiesa e una torre civica e, neanche a dirlo, cibo genuino.
Lo scatto fotografico di questo splendido borgo è irrinunciabile.

Borgo Cascino - ph. Lillo Miccichè

Borgo Cascino – ph. Lillo Miccichè

Da qui proseguiamo per Caltanissetta dove, seguendo la via delle miniere visitiamo il Museo Mineralogico Paleontologico e delle Zolfare Mottura . Qui il Museo Diocesano del Seminario Vescovile Speciale” conserva numerose opere che provengono dalle chiese della Diocesi, in particolare da Calascibetta. Scopri di più con la guida IZI Travel

Il centro storico è ricco di monumenti rinascimentali e barocchi voluti dalla nobile famiglia dei Moncada: la Cattedrale, le chiese di San Domenico e Sant’Agata al Collegio, e lo stesso Palazzo Moncada. Da non perdere assolutamente  il tipico torrone nisseno.

Chiesa Sant'Agata - Caltanissetta - Ph. Lillo Miccichè

Chiesa Sant’Agata – Caltanissetta – Ph. Lillo Miccichè

Nei pressi di Sommatino troviamo il Museo della Miniera Trabia Tallarita: una spettacolare virtuale discenderia, galleria mineraria con forte inclinazione, ci proietterà nei meandri della terra.

A poca distanza il Borgo di Santa Rita è un nucleo di case immerso nella campagna, uno dei tanti luoghi potenzialmente condannati all’abbandono. Qui sopravvive un antico panificio che nel 1999 ha deciso di recuperare le tecniche tradizionali di panificazione, scegliendo la molitura a pietra, studiando le farine e i lieviti ricavati dai grani antichi di Sicilia e usando solo il forno a legna per produrre il pane di una volta. Vale la pena fare una visita per gustare i  buonissimi prodotti da forno e per godere della tranquillità della vita del borgo, dove si può visitare anche il  Micro Museo Immateriale del Grano e del Pane.

Borgo Santa Rita grani antichi di Sicilia -  ph. Giuseppe Sabella by fornosantarita.com

Borgo Santa Rita grani antichi di Sicilia – ph. Giuseppe Sabella by fornosantarita.com

Dirigiamoci verso il grande Osservatorio Astronomico  di Montedoro, attraversando la grande distesa di vigneti di catarratto e nero d’Avola di Canicatti; l’Aquilae Grillo ha avuto il premio di Miglior Bianco Mondiale 2016. Nella vicina Serradifalco il Parco Avventura Antiche Solfare è un alternativa divertente. L’area della Riserva Naturale Lago Soprano  è frequentata da uccelli migratori di diversa specie.

Nel territorio del Vallone ci ritroviamo immersi in un paesaggio lunare, brullo e ricco di calanchi che rendono il nostro passaggio difficoltoso ma, al contempo, affascinante.

Vallone tra Mussomeli e Sutera. PH Maurizio Di maria

Vallone tra Mussomeli e Sutera. PH Maurizio Di Maria

Spostandoci a Mussomeli, antico borgo medievale, visitiamo il Museo Archeologico di Palazzo Sgadari dove sono esposti reperti provenienti principalmente dal sito di Polizzello. A pochi chilometri ammiriamo il maestoso Castello Chiaramontano, edificato su una roccia e considerato uno dei più belli della Sicilia. Si tratta di una fortezza di impronta trecentesca composta da diversi saloni, cunicoli, pozzi, prigioni, torri merlate e una cappella che conserva tracce di antichi affreschi.

Castello Chiaramontano di Mussomeli

Castello Chiaramontano di Mussomeli

Poco distante si trova Sutera, uno dei borghi più belli d’Italia, famoso per il quartiere arabo dominato dal Santuario di San Paolino, edificato sulla rocca omonima.

Dall’alto di Sutera allunghiamo lo sguardo sulla vallata tra Campofranco e Milena, dove il fiume Platani incrocia il fiume Gallo d’Oro. Poco distante da Campofranco eccoci nella Riserva Naturale Orientata di Monte Conca con il suo spettacolare inghiottitoio, meta speleologica di interesse nazionale.

Passando sull’altra sponda del fiume Platani ci ritroviamo nella provincia agrigentina, tra i Comuni di Cammarata e San Giovanni Gemini. Saliamo subito sulla vetta più alta della Riserva Naturale Monte Cammarata, dove si producono i formaggi pluripremiati del territorio agrigentino che hanno dato vita alla via dei Formaggi.

Il Teatro di Andromeda a Santo Stefano Quisquina è un luogo magico, in cui il sogno si confonde con la realtà: un microcosmo creato, nel  paesaggio bucolico dei Monti Sicani, dallo scultore-pastore Lorenzo Reina che qui ha voluto rappresentare la costellazione di Andromeda. In zona, non perdiamoci di visitare l’Eremo di Santa Rosalia e la sua grotta.

Teatro Andromeda - ph. Alessandra Caruso

Teatro Andromeda – ph. Alessandra Caruso

Teatro Andromeda - ph. Alessandra Caruso

Teatro Andromeda – ph. Alessandra Caruso

Percorrendo la strada che passa per Bivona ed Alessandria della Rocca arriviamo prima a San Biagio Platani, famosa per gli archi di Pasqua, e dopo a Sant’Angelo Muxaro, nota per la Tomba del Principe collocata all’interno di un sito archeologico. Sembra quasi una barriera posta a protezione di un’area più importante, quella del “Monte Castello”, sulla cui sommità gli studiosi collocano la sede dell’antica fortezza dei Sicani: Kamikos.
Qui sono state rinvenute diverse tombe, tra cui le più spettacolari sono dette a grotticella: un alveare scavato nella roccia. Il materiale archeologico riportato alla luce in questo territorio si trova oggi nei musei di Siracusa, Palermo, Agrigento e al British Museum di Londra, dove è conservata anche la coppa d’oro. Questo e altri reperti sono un raro tesoro di oreficeria di manifattura indigena, con richiami a modelli minoico-micenei; mentre l’architettura funeraria a thòlos riconduce al potente popolo dei “Sicani” che costruirono qui la capitale del loro regno: Kamikos del re Kokalos.

Da Sant’Angelo Muxaro, attraversando i Monti Sicani, proseguiamo per Sambuca di Sicilia, tra i borghi più belli d’Italia, per poi giungere a Burgio, antico borgo medievale.

Attraversando la Valle del Belìce, arriviamo a Gibellina per ammirare una delle più grandi opere di land art esistenti in Europa: il Grande Cretto di Alberto Burri è un vero e proprio museo di arte contemporanea en plein air.

Cretto di Burri - Gibellina

Cretto di Burri – Gibellina

Nella Valle del Belice assaggiamo la tipica la Vastedda, famoso e squisito formaggio.

La poco distante Piana degli Albanesi è una colonia albanese ancora radicata nelle sue tradizioni, tenute tenacemente in vita. Qui non perdiamoci i famosissimi cannoli di Piana farciti immancabilmente con l’ottima ricotta!

Attraversando il Bosco della Ficuzza, oppure seguendo la costa palermitana, ci ritroviamo nel Parco delle Madonie, costellato da piccoli comuni che vantano un patrimonio culturale importante e che offrono, nel loro complesso, ben 14 musei. Incastonate nel fondo di una valle boscosa e silenziosa, Le gole di Tiberio sono un vero gioiello naturalistico nelle Madonie.
Natura, avventura e sport invernali sono le parole d’ordine a Piano Battaglia e nei pressi di Petralia Soprana, borgo tra i più belli d’Italia, dove si trova il Parco Avventura Madonie.

Continuiamo il nostro percorso nell’entroterra fino a Gangi, altro borgo annoverato tra i più belli d’Italia, e Sperlinga, anch’esso Borgo dei Borghi, famoso per l’affascinante Castello costruito nella roccia intorno all’anno Mille.

Nicosia Palazzo Cirino

Nicosia – Palazzo Cirino

Proseguiamo per Nicosia, la città dei 24 baroni con i suoi palazzi baronali,  per poi arrivare a Gagliano Castelferrato, piccolo paese costruito attorno al castello, a sua volta edificato a ridosso del monte che lo sovrasta.

Gagliano Castelferrato - ph. Luigi Nicosia

Gagliano Castelferrato – ph. Luigi Nicosia

Giungendo a Troina , ci ritroviamo nel Parco dei Nebrodi, la più grande area protetta della Sicilia. Qui lo sport all’aria aperta e il buon cibo, tra cui il famoso suino nero dei Nebrodi, sono le eccellenze del territorio.

A Troina visitiamo il Duomo e attraversiamo il percorso arabo normanno. Tra le genuine prelibatezze, da non perdere è la guastella cù sammucu, focaccia impastata con i fiori di sambuco e farcita con tocchetti di salame di suino dei Nebrodi e formaggio tuma.

Proseguiamo fino a Maniace dove visitiamo la Ducea di Nelson, immersa in un grazioso parco: qui sono conservati gli oggetti appartenuti al famoso Ammiraglio inglese. A Randazzo non perdiamoci il Palazzo Scala, il bel centro storico e il Museo di Scienze naturali.

Risalendo verso i Monti Peloritani, concludiamo il nostro itinerario visitando Montalbano Eliconaanch’esso annoverato nel circuito dei borghi tra i più belli d’Italia.

Montalbano Elicona - ph. Guido Sorano

Montalbano Elicona – ph. Guido Sorano

Dalla terrazza del Castello, osservando l’incredibile panorama sulle isole Eolie, avremo la consapevolezza di aver appena concluso un viaggio alla scoperta della Sicilia più insolita e, probabilmente, di quella più autentica.