Il Carnevale in Sicilia ha origini antichissime; è la festa dell’abbondanza e delle abbuffate prima dei digiuni quaresimali.

Questa è la settimana in cui si fa largo consumo di sughi di carne e pietanze elaborate, come i maccheroni o i cavateddi al ragù e cotenna e l’antico minestrone del giovedì grasso, tipico della Contea di Modica, oltre ai dolci come le teste di turco a Scicli, la pignolata a Messina e le deliziose chiacchere, biscotti bolliti nell’olio.

Era la festa della fecondità della terra che doveva svegliarsi dopo il sonno dell’inverno. Grande valore avevano i riti legati alla terra e le risate, utili per sconfiggere la morte. Nei miti dei misteri eleusini, si ricordava la morte della natura dovuta a Demetra, triste per la perdita di Core rapita da Ade, il dio degli inferi, che per un gesto volgare di una servetta scoppia a ridere facendo rinascere la natura e la primavera. Nel mondo cristiano e nel medioevo, il carnevale era il tempo delle grandi mangiate e delle danze infinite, degli scherzi e dei travestimenti che precedeva i digiuni quaresimali.

Anche in Sicilia il carnevale era una parentesi ‘sovversiva’ dell’ordine sociale costituito, servi e padroni si mescolavano. A Catania, il carnevale spesso corrispondeva con i festeggiamenti di Sant’Agata ed era la tradizione delle ‘ntuppatedde. Le donne di qualsiasi ceto sociale si travestivano e andavano in giro di notte, entrando ovunque, anche nei luoghi abitualmente frequentati da soli uomini, intessendo scherzi e giochi di seduzione. In Sicilia nascono le maschere di Peppi ‘Nappa, di paladini e personaggi popolari che mimavano scene, come quella del dottore che operava un malcapitato, facendo finta di tirargli fuori le budella, su una barella improvvisata. Ma nascono anche carri e sfilate allegoriche, rievocazioni e pantomime storiche, danze e antichi riti propiziatori.

A Palazzolo Acreide (Siracusa), fino agli anni sessanta organizzavano veglioni, si danzava e si giocava a sottonovanta, una specie di pesca a premi. Oggi si balla in piazza, sfilano carri allegorici e si fanno grandi abbuffate di cavati e salsicciate. Grandi feste anche a Chiaramonte Gulfi (Ragusa) dove il lunedì sera organizzano la Sagra della Salsiccia.

Carnevale Palazzolo ph Rossella Papa

Carnevale Palazzolo – Ph Rossella Papa

Il Carnevale di Acireale (Catania) è uno dei più antichi della Sicilia; già nel 1880 si costruiscono i primi carri allegorici e da allora la tradizione è stata mantenuta grazie ai bravi e volenterosi artigiani che esprimono tutta la loro fantasia ed arguzia. La maschera più caratteristica pare fosse l‘abbatazzu o poeta minutizzu che mimava nobili ed ecclesiastici portando in giro un libraccio, da cui faceva finta di emettere sentenze satiriche e sfottenti.

Carnevale Acireale ph Spampinato

Carnevale Acireale – Ph Spampinato

Il Carnevale di Sciacca (Agrigento) è antichissimo e pare risalga alle feste saturnali romane. Le figure sono maestose e i movimenti dei gruppi mascherati sono molto sofisticati. Per mesi lavorano con grande maestria artigiani della cartapesta, architetti, disegnatori, fabbri, coreografi e ballerini. Si recitano in dialetto siciliano temi inediti e la satira si ispira a personaggi politici locali e nazionali. I carri e i gruppi sfilano per le vie del centro storico dal giovedì grasso, con la consegna simbolica delle chiavi della città al re del carnevale Peppi ‘Nappa, fino al martedì grasso, con il rogo del carro.

Carnevale di Sciacca - ph Mariarita Caracappa

Carnevale di Sciacca – ph Mariarita Caracappa

A Termini Imerese (Palermo) le sfilate dei carri allegorici rappresentano una satira dei vari personaggi del mondo della politica e dello spettacolo. Caratteristici sono i fantocci del Nannu e della Nanna, la cui tradizione risale alla metà dell’800 portata dai napoletani in fuga con i Borbone da Napoli ai tempi dei moti. Il Nannu rappresenta il Carnevale e la sua “condanna” al rogo, alla mezzanotte del martedì precedente le ceneri, segna la fine del periodo dell’allegria. La Nanna, invece, è una donna esile ed alta che simboleggia il dolore e la penitenza della Quaresima, ma veste con molta civetteria. Uno dei momenti più divertenti della festa è la lettura del testamento del Nannu, nel quale vengono messe alla berlina le personalità più in vista della città.

Carnevale Termini Imerese ph Trinacrianews.eu

Carnevale Termini Imerese ph Trinacrianews.eu

Anche a Corleone (Palermo), dove sfilano i carri allegorici, viene condannato il Nanno al rogo, agghindato con una collana di salsiccia e portato a spalle dal riavulicchio che rappresenta la rinascita della festa, che da qualche decennio viene festeggiata nuovamente.

A Gioiosa Marea (Messina) da quasi 70 anni  si realizza il Carnevale del Murgo, chiamato così perché va in scena la “murga“, caratteristica orchestrina sgangherata e coloratissima, diretta dal Murgo in frac e cilindro. Una tradizione importata dall’Argentina da emigrati di ritorno che avevano assimilato questo aspetto della cultura latino-americana, arricchendola con elementi locali tratti dal contesto marinaresco.

Il Carnevale di Novara di Sicilia (Messina) prevede, oltre ai tradizionali festeggiamenti, anche il torneo della corsa delle locali forme del formaggio maiorchino, pecorino puro ricavato attraverso particolari processi di lavorazione e stagionatura. L’evento ha come naturale conclusione la Sagra dove i protagonisti sono formaggio, ricotta e tuma!

Novara di Sicilia - ph. Massimo Calcagno

Novara di Sicilia – ph. Massimo Calcagno


6 Carnevali da non perdere in giro per la Sicilia

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