Ai confini a nord del Bosco di Malabotta, un gruppo di grandi rocce di arenaria quarzosa, dalle forme curiose e suggestive, si erge oltre i mille metri di altitudine. Da una parte il Mar Tirreno, dall’altra la valle del fiume Alcantara, qui gli unici rumori sono il fruscio del vento sulle felci e il cinguettare degli uccelli.

Megaliti F ed M -Ph. Ignazio Mannarano

Megaliti “F” ed “M” -Ph. Ignazio Mannarano

Intraprendiamo il facile percorso a piedi tra le monumentali pietre, scoprendo le sagome della Vergine in preghiera, il monaco, il volto maschile o l’aquila.

Montalbano Elicona

L’Aquila – Ph. I. Mannarano

Tutto sembra rappresentare esattamente un “luogo sacro”, tanto da essere paragonato alla celebre britannica Stonhenge. Passeggiando tra questi colossi ci chiediamo cosa fossero realmente i megaliti dell’Argimusco: un sito per riti sacri, un luogo di osservazioni astronomiche per le popolazioni dell’antichità, o forse soltanto bellissime e suggestive rocce di arenaria erose nei secoli dal vento dell’altipiano. Di qualunque cosa si tratti, è un dato di fatto che queste sagome di arenaria esercitano da millenni un fascino magnetico.

Ancora oggi undici costellazioni si riflettono sui megaliti del sito dopo il tramonto, nelle serate calde estive…

Tramonto all'Argimusco - Ph I. Mannarano

Tramonto all’Argimusco – Ph I. Mannarano

Se le leggende non ci appassionano possiamo semplicemente fare una bella passeggiata tra queste rocce dalle strane forme. Un posto piacevole anche per un picnic!

Completiamo la nostra escursione con l’antico borgo medievale di Montalbano Elicona, annoverato tra i più belli d’Italia; un centro ricco di personalità con il suo Castello che fu dimora residenziale di Federico II d’Aragona.

Montalbano Elicona - Ph I. Mannarano

Montalbano Elicona – Ph I. Mannarano